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Stefano Boeri firma il Monastero Ambrosiano a Mind, il futuro cuore spirituale di Milano Expo 2015

Nel cuore dell’ex area Expo 2015, tra cantieri e gru, sta per nascere qualcosa di inedito: il Monastero Ambrosiano, progetto di Stefano Boeri Architetti per la Diocesi di Milano. L’annuncio è stato fatto nell’abbazia di Chiaravalle, un luogo che da secoli racconta il legame tra fede e territorio. Qui, tradizione e futuro si sfiorano. Il nuovo monastero non sarà solo un edificio, ma un crocevia di culture, un invito concreto al dialogo e all’accoglienza in un quartiere che respira innovazione.

La Diocesi e Mind: una presenza che guarda avanti senza dimenticare le radici

L’idea di portare un monastero nel cuore di Mind nasce dal desiderio della Diocesi di essere parte attiva nel disegno della città che verrà, recuperando tradizioni storiche. Milano, plasmata nei secoli anche dall’influenza della Chiesa ambrosiana, rafforza così questo legame profondo. Nel 2023 è stata lanciata una Call for ideas che ha coinvolto istituzioni, realtà ecclesiastiche, centri di ricerca e studi di architettura. Dopo un confronto aperto, è stata scelta l’area definitiva insieme a Principia, la società pubblica che cura la pianificazione del distretto.

Non si tratta di una semplice presenza fisica: la nuova comunità monastica vuole essere un modello che unisce spiritualità, cultura e accoglienza. La vita liturgica sarà stabile, ma il monastero avrà anche un ruolo di dialogo interreligioso e confronto culturale. Sono previsti spazi per collaborare con università e centri di ricerca, trasformando il monastero in un crocevia dove si incontrano studi umanistici e scientifici. Così la Chiesa intende farsi parte viva del distretto, promuovendo lo scambio di idee e culture diverse.

Il monastero: chiostro, giardino e biblioteca per una spiritualità al passo coi tempi

Il progetto di Stefano Boeri Architetti si sviluppa su circa 2.700 metri quadrati, di cui oltre 1.100 destinati a spazi aperti. Al centro, una rilettura moderna del chiostro monastico: un luogo raccolto ma aperto, che dialoga con il tessuto urbano intorno.

Il Chiostro delle Religioni si trova proprio sull’incrocio che un tempo segnava il cardo e il decumano dell’area Expo, un richiamo simbolico tra passato e presente. Accanto, il Giardino delle Religioni ospita piante che rappresentano le principali tradizioni monoteiste presenti a Milano, un segno di pluralità culturale e rispetto tra fedi diverse.

Attorno a giardino e chiostro si sviluppa un porticato che conduce alla chiesa principale. Questa, con una pianta a trigono, può accogliere tra le 300 e le 350 persone e si distingue per una vela ascendente che richiama le linee verticali del Duomo, il simbolo stesso della città.

Nel cuore del complesso c’è la Biblioteca delle Religioni, uno spazio multifunzionale per lo studio e il confronto culturale, con aree per la formazione e attività aperte al pubblico. Sulla sua copertura, immerso in un piccolo bosco di ciliegi, saranno esposte alcune statue provenienti dai depositi della Veneranda Fabbrica del Duomo. Opere solitamente non accessibili, che qui potranno essere ammirate da tutti, per conoscere meglio il patrimonio milanese.

Stefano Boeri: un’architettura che parla di connessioni e identità

Secondo Stefano Boeri, il monastero sarà una “grande vela”: una struttura che si alza con la chiesa e si apre verso il cielo, mentre i lati più bassi formano chiostro e giardino. Questa forma dialoga con i flussi pedonali e con le antiche direttrici storiche, il Cardo e il Decumano, dell’area Expo.

Al centro della vela una grande apertura diagonale accoglie la Biblioteca delle Religioni, pensata come un luogo di incontro tra culture e formazione. Sulla copertura, le sculture del deposito della statuaria del Duomo scendono idealmente dalle guglie per entrare nella vita quotidiana della città.

L’intervento vuole essere un punto di incontro: tra antico e moderno, fede e ricerca, città e natura. Un luogo dove riflettere, studiare e incontrare mondi diversi, senza mai perdere di vista l’identità milanese. L’obiettivo è completare il monastero entro il 2029, quando Mind si arricchirà di una nuova anima culturale e spirituale, confermandosi polo di innovazione a tutto tondo.

Redazione

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