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A Trastevere la mostra Floralia di Diego Gualandris: omaggio moderno alla dea romana Flora

Nel cuore pulsante di Trastevere, ADA Project si trasforma in un luogo dove l’arte si fa esperienza totale. Diego Gualandris, con la sua mostra Floralia, non si limita a esporre quadri: invita chi entra a sdraiarsi, a lasciarsi avvolgere da un’atmosfera che fonde suoni antichi e moderni con la forza della natura rappresentata nei suoi dipinti. Flora, dea romana della rinascita, prende vita qui, ma non come la si immagina: è un omaggio che rovescia le aspettative, mescolando passato e presente in un gioco vibrante e quasi ipnotico. L’arte, insomma, non si guarda soltanto; si respira, si ascolta, si vive.

Flora rivive tra musica e colori negli spazi di ADA Project

Floralia non è una mostra qualunque, è un evento che coinvolge tutti i sensi. Le tele di medie e piccole dimensioni, create da Gualandris nel 2026, rievocano la festa romana dei Floralia, dedicata a Flora, dea dei fiori e della fertilità. Questa celebrazione segnava l’arrivo della primavera, stagione di rinascita e vigore. Gualandris riprende questo simbolo antico e lo porta nel presente con un linguaggio fresco, dove la natura si mostra viva, audace e a tratti giocosa.

Al centro della mostra non ci sono solo le immagini, ma anche un’atmosfera sonora. Un grammofono degli anni Settanta diffonde due brani realizzati apposta per Floralia: “The world in a flowerbed”. Sono il risultato di un’improvvisazione a quattro mani tra Gualandris al pianoforte – definito “magico” dall’artista – e sua madre, Francesca Pegurri, al sax. In una stanza accanto, una tastiera suona una musica creata da oggetti misteriosi che sembrano avvolgerla in un alone di magia.

Il risultato è un paesaggio onirico, un mondo dentro un’aiuola fatto di suoni morbidi e improvvisi, note che si inseguono e si dissolvono come sogni tra valli ombrose. Questa colonna sonora accompagna la visione di nove opere vegetali che Gualandris presenta come una danza rituale pagana.

Il richiamo a Hermann Nitsch e i segreti nascosti nelle tele

Tra i quadri spiccano due piccoli lavori intitolati “Prinzendorf”, un chiaro omaggio a Hermann Nitsch e alle sue performance intense, come quelle sanguinolente di Schloss Prinzendorf. Ma Gualandris non lascia che questo riferimento, presente anche nel comunicato stampa, definisca la mostra in modo netto. L’artista è un narratore che gioca con simboli e storie, noto anche per le sue raccolte di fiabe, e traccia un percorso più sfaccettato.

I titoli delle opere, come “Oggi si ride”, evocano un sorriso carico di erotismo e spirito pagano, mentre “Fuori mimosa / Dentro rosa / A forma di cuore / Per trenta persone” – un titolo da “suonare” in si bemolle – invita a scoprire immagini che mescolano piante, frutti e forme vegetali con simbologie sensuali e vibranti.

Le tele, piene di colori e forme che sembrano prendere vita, offrono uno spettacolo ricco di ironia e interpretazioni. Una natura rigogliosa che non rinuncia alla sua parte più audace e sfacciata.

“Albino”, “Ortler” e “Roma non esiste”: mondi che sfuggono agli schemi

Le opere più grandi e complesse come “Albino”, “Ortler” e “Roma non esiste” mostrano la voglia di Gualandris di creare visioni di mondi lussureggianti, lontani dalle regole e dai codici classici della fotografia o dell’iconografia. Questi dipinti sembrano cancellare la linea tra reale e fantastico, invitando a fermarsi in una dimensione sospesa.

Con la loro texture materica, i colori intensi e le forme che si espandono, Gualandris si fa quasi demiurgo: da una tela bianca crea un universo pulsante e sensuale. Le corde tese sulla tela, le pennellate liquide e stratificate, insieme a dettagli che richiamano gesti naturali o giochi adulti, parlano di una creazione continua, di una rinascita senza fine, che si lega al tema di Flora.

Questi lavori, animati dai suoni e dagli odori immaginari della mostra, accompagnano il visitatore in un viaggio intimo e rarefatto, dove si può mettere da parte il giudizio e lasciarsi trasportare dalle emozioni.

Floralia a Roma: un’esperienza da vivere fino a maggio 2026

Floralia di Diego Gualandris è aperta alla galleria ADA Project, in via dei Genovesi 35, nel cuore pulsante di Trastevere, Roma, fino al 24 maggio 2026. Una di quelle mostre rare in cui arte visiva e suoni si incontrano per raccontare storie antiche con un linguaggio nuovo e contemporaneo.

Il visitatore è chiamato a partecipare, invitato a sdraiarsi per ascoltare il grammofono, a muoversi tra colori e forme, accompagnato da una colonna musicale che scandisce tempo, spazio e atmosfera. Un’esperienza dove natura, storia ed erotismo si mescolano in un rituale moderno e raffinato.

Redazione

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