Milano, anni Trenta. Villa Necchi Campiglio prende forma, frutto della mente geniale di Piero Portaluppi. Oggi, quella stessa villa apre le sue porte a un tesoro nascosto: l’archivio personale dell’architetto, salvato dal Fondo Ambiente Italiano dopo mesi di lavoro intenso. Un patrimonio che rischiava di perdersi, con la chiusura della fondazione che ne custodiva la memoria. Da maggio 2026, tra le mura di questo gioiello razionalista, si può scoprire la vita e le idee di Portaluppi, attraverso documenti originali, arredi d’epoca e materiali audiovisivi. Un viaggio nel cuore di un protagonista del Novecento italiano, finalmente a portata di mano.
Il 21 maggio 2026 è stata inaugurata questa nuova sezione all’interno della villa di via Mozart 14, aperta al pubblico dal 2008 dopo un attento restauro. Il percorso si sviluppa in tre sale della soffitta, offrendo un’immersione totale nel mondo creativo di Portaluppi. Qui si trovano a dialogare oggetti d’epoca, arredi autentici e migliaia di documenti, disposti per raccontare la complessità del suo lavoro. Emergono così i rapporti con grandi nomi dell’avanguardia culturale italiana del Novecento: da Fortunato Depero a Filippo Tommaso Marinetti, passando per Gio Ponti e il gruppo BBPR.
L’archivio raccoglie disegni tecnici, schizzi, caricature, fotografie d’epoca, cartoline, e persino bobine di film in 16 mm girati tra gli anni Trenta e Sessanta, per un totale di circa otto ore di video. Non si tratta solo della sua attività professionale, ma anche di una finestra sulla sua vita più intima. Accanto a tutto questo, migliaia di libri e riviste di storia dell’architettura diventano ora un vero e proprio patrimonio per studenti e appassionati, grazie alla collaborazione con la Soprintendenza Archivistica della Lombardia e il Politecnico di Milano.
Un aspetto centrale del nuovo allestimento è la ricostruzione dello studio di Portaluppi, curata dall’architetto Piero Castellini Baldissera, suo pronipote. Castellini Baldissera ha lavorato con attenzione per ricreare l’atmosfera autentica dello studio originario, che si trovava in via Morozzo della Rocca, sede della fondazione prima della sua crisi. Grazie a un recupero puntuale, sono stati inseriti mobili, oggetti e materiali che restituiscono un ambiente vero, accogliente, capace di far rivivere lo spirito dell’architetto.
La visita è accompagnata da un video che racconta la vita e le opere di Portaluppi, inserendole nel contesto storico e culturale della sua epoca. Un lavoro di musealizzazione che mette in luce l’identità di un architetto innovativo, capace di unire sperimentazione stilistica, eclettismo e un approccio irriverente alla modernità.
Per celebrare l’apertura, il FAI ha organizzato una mostra temporanea intitolata “Piero Portaluppi: l’arte del disegno”, visitabile fino al 18 ottobre 2026. Curata da Roberto Dulio, l’esposizione presenta 44 disegni scelti per raccontare le tappe principali della carriera dell’architetto. Tra le opere più interessanti, ci sono le caricature ironiche realizzate da Portaluppi quando era ancora studente al Politecnico e collaborava con riviste satiriche come Guerin Meschino e Babau.
I progetti in mostra coprono un ampio ventaglio: ville private, edifici pubblici, arredi, decorazioni e schizzi per restauri di palazzi storici, fino alle tavole del Piano Regolatore del 1927. Un filo rosso che attraversa tutto è l’ironia, presente anche nelle sue riflessioni sulla città futura, vista come un paradosso che mette in discussione la definizione stessa di modernità. Un tema che resta oggi più attuale che mai nel dibattito sull’urbanistica.
Con questo nuovo spazio a Villa Necchi Campiglio, l’archivio Portaluppi trova una casa sicura e prestigiosa. Un’occasione preziosa per studenti, studiosi e visitatori di entrare in contatto diretto con il pensiero e la creatività di uno dei più grandi architetti italiani del secolo scorso.
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