Art Forum Würth a Capena compie 20 anni: intervista esclusiva alla direttrice Valentina Spagnuolo

A due passi da Roma, tra la Flaminia e la Tiberina, un’area industriale ospita un luogo speciale: l’Art Forum Würth. Ha appena festeggiato vent’anni, ma non è un museo come tanti. Qui arte e impresa si incontrano, si sfiorano, si raccontano a vicenda. La mostra “Dalla testa ai piedi” porta il corpo al centro di un viaggio che attraversa più di cinque secoli. Oltre 21.000 opere – sculture, dipinti, fotografie – compongono questa straordinaria collezione, testimonianza viva di un legame raro e profondo tra creatività e lavoro.

Da Capena all’Europa: vent’anni di arte in un contesto industriale

Il gruppo Würth è arrivato in Italia nel 1963, ma è nel 2006 che a Capena nasce uno degli Art Forum, parte di una rete europea. Accanto a uno dei principali centri logistici del Gruppo, questo spazio prende vita grazie alla visione di Reinhold Würth, che ha voluto portare l’arte dentro e fuori l’azienda, per arricchire la vita dei dipendenti e del territorio.

Il primo museo Würth è stato inaugurato nel 1991 in Germania, a Künzelsau, e oggi contano quindici sedi in dieci Paesi europei. Capena è l’unico spazio italiano aperto gratuitamente al pubblico. La scelta di collocare questi centri in zone periferiche e industriali è una sfida, ma anche un’opportunità: portare la cultura dove spesso manca, stimolando lo sviluppo locale.

Le attività coinvolgono sia i dipendenti del Gruppo sia la comunità esterna. Valentina Spagnuolo, direttrice dal 2018, spiega come la programmazione punti a un dialogo costante tra arte e pubblico, valorizzando il contesto in cui si inserisce.

Arte, impresa e territorio: un ponte fatto di progetti e inclusione

L’Art Forum Würth non è solo esposizioni, ma un luogo di incontro e condivisione. Ogni anno passano qui più di 4.000 persone: scuole, università, visitatori di ogni età, tutti coinvolti in iniziative pensate per avvicinare l’arte contemporanea anche ai più giovani.

Particolare attenzione è riservata all’inclusione, con progetti di arteterapia in collaborazione con l’associazione AIRAM, attivi da oltre dieci anni. Percorsi di tre mesi che uniscono laboratori, incontri e workshop, e si chiudono con mostre pubbliche delle opere realizzate. Un’occasione per riflettere su disabilità e accessibilità, con tavole rotonde che vedono coinvolti operatori sanitari, famiglie e associazioni.

Il legame con il territorio si rafforza anche grazie a partnership come quella con Special Olympics, la più grande organizzazione sportiva mondiale per persone con disabilità intellettiva. Qui l’arte diventa strumento di responsabilità sociale e coesione.

Oltre alle mostre, l’Art Forum propone spettacoli teatrali, danza, concerti e laboratori per tutte le età, con un programma pensato per diffondere la cultura in modo aperto e dinamico, creando occasioni di incontro e crescita per il territorio.

“Dalla testa ai piedi”: il corpo come chiave di lettura della modernità

Per festeggiare i vent’anni, la mostra scelta parla del corpo, tema centrale dell’arte da sempre. “Dalla testa ai piedi” espone oltre 50 opere di 39 artisti, tra dipinti, sculture, fotografie e collage realizzati tra il 1888 e il 2020. Nomi come Jean Arp, Andy Warhol, Fernando Botero e Giorgio de Chirico si confrontano in un percorso che racconta il corpo come specchio delle trasformazioni culturali e sociali della modernità.

Il corpo resta un tema universale, capace di attraversare epoche e stili senza perdere forza espressiva. La mostra celebra questo patrimonio unico, custodito nella collezione Würth, invitando a una riflessione che va oltre l’estetica.

La collezione Würth: tra passato, presente e futuro

La collezione cresce costantemente e si basa su tre pilastri: tradizione, contemporaneità e futuro. Reinhold Würth segue da vicino gli acquisti, aiutato da un comitato di esperti europei che garantisce rigore e qualità. A volte si acquistano intere raccolte, per ampliare il patrimonio.

Questa attenzione alla qualità porta però a limiti nella collaborazione con artisti emergenti o nella possibilità di allestire mostre fuori dalla collezione. Per questo l’Art Forum ha stretto un rapporto con l’Accademia di Belle Arti di Roma, offrendo agli studenti opportunità di confronto con il pubblico aziendale e locale attraverso workshop e installazioni nei giardini del Forum.

Un modo per unire tradizione e innovazione, dando spazio alle nuove generazioni senza perdere la propria identità.

L’arte dentro l’azienda: un legame rafforzato anche dopo la pandemia

L’Art Forum Würth è un punto di riferimento culturale per i circa 86.000 dipendenti del Gruppo. Negli ultimi anni, soprattutto durante e dopo la pandemia, il rapporto si è fatto ancora più stretto. Nei periodi in cui il museo era chiuso al pubblico esterno, le attività si sono spostate online o si sono rivolte solo ai lavoratori, trasformando il Forum in un luogo di svago e condivisione interna.

La direzione ha puntato molto sul coinvolgimento dei colleghi, molti dei quali non avrebbero mai varcato la soglia di un museo fuori dall’ambiente lavorativo. Progetti originali come la sitcom “Tipi da museo”, con gli stessi dipendenti protagonisti, hanno aiutato a superare barriere e a rendere l’arte più accessibile, facendo percepire il museo come uno spazio aperto a tutti.

Per i dipendenti è una possibilità preziosa: vivere l’arte senza uscire dal lavoro, incontrarsi in modo informale, arricchirsi personalmente. Così l’Art Forum diventa più di una galleria, è un luogo vivo e inclusivo, parte della vita aziendale e della comunità.

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