La Nuova Casa dell’Archivio Storico della Biennale di Venezia: Il Magazzino del Ferro ospita l’Archivio d’Arte Contemporanea più Grande al Mondo

Nel cuore dell’Arsenale veneziano, un cambiamento si fa strada. La Biennale apre le porte di una nuova casa per il suo Archivio Storico delle Arti Contemporanee, un tesoro che raccoglie documenti e materiali fin dal 1895. Non si tratta di un semplice spostamento: il trasferimento nel Magazzino del Ferro, accanto alle Corderie, dà vita a uno spazio di oltre 8mila metri quadrati, progettato per essere un centro pulsante di ricerca e conservazione. Qui, il passato incontra il futuro, in un dialogo continuo che promette di rivoluzionare il modo in cui si custodisce e studia la storia artistica della Biennale.

Dalle periferie di Porto Marghera al cuore dell’Arsenale: l’evoluzione dell’Archivio

Dal 2000 l’Archivio era ospitato nel padiglione Cygnus del Parco VEGA a Porto Marghera, fuori dal centro di Venezia. Una scelta che aveva facilitato la crescita delle attività, ma che ora lascia il posto a una sede più centrale e prestigiosa. Già nel 2021 l’Archivio aveva ampliato i suoi orizzonti, dando vita al Centro Internazionale della Ricerca sulle Arti Contemporanee, in collaborazione con università e istituti di formazione. Si era così rafforzata la capacità di studio e confronto su un patrimonio unico nel suo genere. Ora, il trasferimento all’Arsenale segna un salto di qualità: spazi più grandi e una posizione strategica nel polo culturale veneto permetteranno all’Archivio di diventare non solo custode, ma anche fucina di nuove idee.

I lavori per adattare il Magazzino del Ferro sono partiti a marzo 2024, nell’ambito di un progetto più ampio di riqualificazione dell’Arsenale, del Lido e delle strutture in terraferma, sostenuto dal Ministero della Cultura con fondi del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza. L’investimento complessivo supera i 38 milioni di euro, una cifra importante ma necessaria per valorizzare un patrimonio senza eguali in Italia e nel mondo per ampiezza e valore storico.

Magazzino del Ferro, un restauro che guarda al futuro: spazi flessibili e tecnologia al servizio delle opere

Il Magazzino del Ferro si sviluppa per oltre 200 metri lungo le Corderie ed è composto da cinque edifici storici uniti in un unico complesso. Il progetto, firmato dall’architetta Arianna Laurenzi insieme a un team di esperti in architettura, strutture e impianti, prevede il restauro conservativo degli ambienti e la loro trasformazione per ospitare funzioni diverse. L’Archivio offrirà spazi per la consultazione – sia cartacea che digitale –, sale per workshop, laboratori di restauro, depositi con scaffalature compattabili e sistemi climatici all’avanguardia per proteggere i documenti.

Uno degli aspetti più importanti è l’ampliamento degli spazi di archiviazione: si passerà dai 5mila metri lineari di scaffali attuali a circa 8mila, così da conservare un numero ancora maggiore di materiali storici, dalle fotografie agli audiovisivi, dai documenti alle opere d’arte. Nei locali chiamati “Congegnatori e Aggiustatori”, lunghi 90 metri, troveranno posto laboratori di restauro all’avanguardia, dove le opere saranno curate e preservate. Il complesso ospiterà anche un ristorante e aree comuni pensate per favorire l’incontro e lo scambio tra chi lavora o visita la struttura.

Parallelamente al lavoro sulle collezioni fisiche, procede la digitalizzazione: migliaia di documenti, video e immagini vengono catalogati e messi a disposizione su piattaforme digitali per ampliare l’accesso e proteggere i dati nel tempo. L’obiettivo è creare un ambiente integrato in cui ricerca, studio, conservazione e valorizzazione dialoghino tra loro.

L’Archivio al centro della Biennale: memoria storica e innovazione culturale

Spostare l’Archivio all’Arsenale, uno dei luoghi simbolo della Biennale di Venezia, significa restituirgli un ruolo di primo piano nelle attività della Fondazione. Non è solo un cambio di indirizzo, ma un vero rilancio. L’Archivio sarà protagonista nelle diverse manifestazioni – dalla Biennale Arte all’Architettura, dal Festival di Danza alla Musica e al Teatro – non più solo come deposito di documenti, ma come fonte viva per la produzione culturale contemporanea.

L’Archivio collabora strettamente con la biblioteca specializzata del Padiglione Centrale ai Giardini, anch’essa parte del patrimonio ASAC, che conserva oltre diecimila fascicoli, una vasta fototeca, mediateca, manifesti, materiali d’arte e documenti preziosi dal punto di vista storico-artistico. Questa sinergia offre una visione completa della storia delle arti contemporanee e alimenta mostre, progetti espositivi e ricerche nate proprio dallo studio dei materiali archivistici.

Pietrangelo Buttafuoco, presidente della Biennale, ha sottolineato come l’Archivio accompagni la manifestazione da 131 anni, diventando oggi il più grande archivio delle arti contemporanee al mondo. La nuova sede all’Arsenale è il coronamento di un lungo cammino e segna un ritorno in una delle location più iconiche di Venezia e della stessa Fondazione.

Inaugurazione con tre giorni di eventi: performance, incontri e spettacoli dal vivo

Per festeggiare l’apertura della nuova sede, dal 1° al 3 giugno 2024 è in programma un fitto calendario di eventi che mostreranno le potenzialità del luogo e il legame tra archiviazione e creazione artistica.

Il pomeriggio del 1° giugno sarà animato da performance legate a linguaggi diversi: “Body as Archive” della Biennale Danza, un progetto coreografico nato con AISOMA e ispirato al machine learning; “WATERMARKS”, con Maria Magdalena Campos-Pons e Kamaal Malak; e “We Were Together, I Forget the Rest”, uno spettacolo della Biennale Teatro curato da Willem Dafoe, che si ispira alla memoria e utilizza materiale d’archivio.

Il 2 giugno si aprirà con una lecture di Wang Shu e Lu Wenyu, futuri curatori della Biennale Architettura 2027, seguita da nuove repliche delle performance del giorno precedente. La giornata si chiuderà con una conversazione tra Alberto Barbera, direttore artistico della Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica, e giovani studiosi, e con un concerto di Caterina Barbieri, direttore artistico della Biennale Musica, che presenterà un progetto sonoro site-specific accompagnato da un suggestivo light design.

L’ultimo giorno sarà dedicato all’Open Day, con visite guidate e ingresso libero dalle 11 alle 19. Da quel momento in poi, la struttura resterà aperta tutto l’anno, diventando un punto di riferimento per studiosi, artisti e appassionati interessati a esplorare la storia e il presente della Biennale e della cultura contemporanea.

Change privacy settings
×