Nel centro storico di Sassari, tra vicoli che raccontano secoli di storie, il liceo “Domenico Alberto Azuni” emerge come un faro culturale in Sardegna. Fondato nell’Ottocento, conserva ancora oggi il solido patrimonio del liceo classico, ma non si limita a questo. La vera novità sta nell’indirizzo musicale e coreutico, un campo in cui innovazione e tradizione si fondono, regalando agli studenti uno spazio dove disciplina e creatività convivono. Oltre le aule, c’è un mondo poco visibile: scambi con l’Europa grazie a Erasmus+, collaborazioni con istituzioni di rilievo e un progetto culturale che sfida ogni ostacolo burocratico per crescere.
Un liceo classico con radici profonde e grandi nomi
Fondato nel 1852, l’Azuni nasce in un’epoca di grandi trasformazioni politiche e sociali, poco dopo la fine del controllo ecclesiastico sull’istruzione sassarese. Intitolato nel 1865 al giurista locale Domenico Alberto Azuni, è diventato negli anni un luogo che ha accolto personalità di rilievo. Tra i suoi ex studenti figurano due presidenti della Repubblica, Antonio Segni e Francesco Cossiga, quest’ultimo diplomatosi appena sedicenne in un periodo storico particolarmente turbolento. Non mancano figure politiche di spicco come Palmiro Togliatti ed Enrico Berlinguer, né eccellenze culturali come l’intellettuale Attilio Deffenu e il poeta Angelo Mundula.
Nel tempo, l’Azuni ha saputo unire una solida formazione umanistica a un forte impegno civico, lasciando un segno profondo nella storia regionale e nazionale. L’istituto punta a un “nuovo umanesimo”, con l’obiettivo di formare giovani capaci di orientarsi nel mondo e di contribuire positivamente alla società. L’eredità storica e il prestigio dell’istituto sono ancora ben vivi, facendo dell’Azuni un baluardo della cultura a Sassari e in Sardegna.
Un ruolo centrale nel tessuto urbano e sociale di Sassari
Il liceo Azuni si trova nel cuore della città, nel centro storico, a pochi passi dall’università e dalle principali vie di comunicazione. Questa posizione strategica lo rende un punto di incontro per studenti sia della città che dei comuni vicini. La sua reputazione e l’offerta formativa di qualità attirano giovani anche dai centri più piccoli, svolgendo così un ruolo sociale importante in un territorio che affronta sfide economiche e demografiche.
Il bacino socioeconomico di riferimento è piuttosto alto, ma l’Azuni rappresenta anche una vera e propria “scalata” per studenti meritevoli provenienti dalla provincia, favorendo una mobilità sociale positiva. L’istituto è un centro intellettuale della città e si inserisce in una rete di scambi europei, soprattutto grazie a Erasmus+, che spalancano agli studenti le porte di esperienze fuori dai confini regionali e nazionali. Sassari, così, entra a far parte di un circuito culturale più ampio, offrendo ai suoi giovani una visione internazionale.
Il professore Gioele Lumbau racconta la scuola e le sue opportunità
Gioele Lumbau, musicista e docente di viola al liceo Azuni, spiega con chiarezza le potenzialità dell’istituto. Lumbau sottolinea come l’Azuni sia l’unica scuola superiore in Sardegna ad avere la Carta della Mobilità Erasmus+, che permette agli studenti di fare stage di cinque settimane in Europa. Queste esperienze non sono solo teoria: sviluppano competenze pratiche utili sia in ambito artistico che professionale.
L’Azuni accoglie anche studenti stranieri, soprattutto dai conservatori spagnoli, arricchendo il confronto culturale. I risultati non mancano: molti giovani sardi formati nella scuola musicale oggi lavorano nelle principali fondazioni lirico-sinfoniche e conservatori italiani. È la prova concreta che un progetto che unisce tradizione e innovazione può competere a livello nazionale, e che la Sardegna ha le carte in regola per emergere.
Il paradosso dell’autonomia scolastica in Sardegna e il nodo della lingua
Nonostante il prestigio e il ruolo strategico, il sistema scolastico sardo deve fare i conti con un problema istituzionale serio. Pur avendo uno Statuto Speciale, la Sardegna deve rispettare criteri nazionali rigidi, come il numero minimo di 938 studenti per mantenere l’autonomia di una scuola. In un’isola che registra un calo demografico, questo vincolo rischia di penalizzare le scuole in zone meno popolate, isolando culturalmente interi territori e costringendo molti ragazzi a lunghi spostamenti.
Lumbau vede nella minoranza linguistica sarda un’opportunità per chiedere deroghe a questi parametri. Il sardo, con le sue varianti logudorese e campidanese, è un elemento distintivo che andrebbe valorizzato non solo culturalmente, ma anche a livello normativo. Un riconoscimento di questo tipo permetterebbe di mantenere classi più piccole e salvaguardare posti di lavoro, evitando la chiusura di istituti locali. A confronto con realtà come il Trentino-Alto Adige, che gestisce pienamente i propri modelli educativi grazie a riconoscimenti etnico-linguistici, la Sardegna deve puntare su questa strada per proteggere il diritto allo studio e la vitalità delle sue comunità.
Un liceo che racconta la storia e costruisce il futuro tra musica e danza
L’Azuni cresce su una tradizione importante ma guarda con ambizione al futuro. L’indirizzo musicale, aperto nel 2010, è giovane ma ha già attirato energie artistiche di alto livello. Molti ex studenti si sono fatti strada su palcoscenici prestigiosi come il Maggio Musicale Fiorentino, dimostrando che qui la formazione è competitiva. Il ritorno come insegnanti di chi ha studiato all’Azuni crea un circolo virtuoso che favorisce la continuità culturale e aiuta a contrastare lo spopolamento giovanile.
Oltre all’aspetto artistico, il liceo collabora con oltre 300 enti pubblici e privati, aziende e cooperative locali. I progetti scuola-lavoro hanno prodotto anche posti di lavoro per alcuni studenti, assunti proprio negli ambienti dove si sono formati. La scuola non si limita alla teoria: diventa un vero ponte verso un futuro professionale e culturale concreto.
Come si svolge la giornata tipo nell’indirizzo musicale
Gli studenti dell’indirizzo musicale dividono il loro tempo tra materie generali e specializzazione tecnica. Al mattino si studiano italiano, filosofia, storia insieme alle cinque materie musicali che costruiscono una solida base teorica. Nel pomeriggio sono previste lezioni individuali di strumento.
Ogni allievo segue un percorso su due strumenti: uno scelto personalmente e l’altro assegnato dalla commissione all’iscrizione. La preparazione è supportata da docenti di alto livello, anche per strumenti meno comuni come fagotto e oboe. Liceo e Conservatorio Luigi Canepa lavorano a stretto contatto per offrire un percorso all’altezza delle migliori accademie. Completano il quadro ensemble musicali con studenti di classi diverse, esibizioni pubbliche e partecipazione alla vita culturale della città.
L’indirizzo coreutico: danza classica e contemporanea con una formazione a tutto tondo
L’indirizzo coreutico è un unicum in Sardegna e tra i pochi a livello nazionale. Rivolto a chi vuole dedicarsi alla danza con un approccio accademico, prevede una selezione rigorosa. La giornata tipo alterna studio delle materie tradizionali e pratica coreutica, con un biennio iniziale che introduce alle basi di danza classica e contemporanea. Nel triennio successivo gli studenti possono specializzarsi nel ramo preferito.
La formazione va oltre la pratica: si studiano storia della danza, anatomia funzionale per prevenire infortuni e migliorare la consapevolezza del corpo. Laboratori di composizione coreografica e lezioni di teoria e pratica musicale completano un percorso a tutto tondo. La scuola collabora con le scuole di danza del territorio e mantiene un rapporto costante con l’Accademia Nazionale di Danza di Roma, che supervisiona la qualità didattica e partecipa agli esami finali.
Un esempio di eccellenza: da Sassari a Roma con la danza
L’Azuni è un ponte verso istituzioni nazionali di prestigio, come dimostra il caso di Sara Sechi, ammessa nel 2025 all’Accademia Nazionale di Danza di Roma per i corsi di coreografia e danza. Questo passaggio conferma la qualità dell’insegnamento sassarese e la capacità di formare talenti competitivi su scala nazionale. La scuola accompagna i giovani in ogni fase, con insegnanti preparati e un ambiente che stimola la crescita.
Così la formazione coreutica si trasforma in una professione riconosciuta, pronta a inserirsi nel panorama culturale più ampio. Grazie all’Azuni, Sassari si conferma un centro vitale di produzione culturale, capace di offrire ai ragazzi gli strumenti per affrontare con successo la scena artistica italiana e internazionale.





