Domenica 7 giugno, L’Aquila si è svegliata diversa. Le sue strade, solitamente tranquille, si sono trasformate in un gigantesco palcoscenico a cielo aperto. Marianella Senatore, artista nota per mettere il corpo e la comunità al centro del suo lavoro, ha guidato una festa che ha coinvolto oltre 500 persone tra artisti, volontari, sportivi e cittadini. Quella che sembrava una domenica qualunque è diventata un’immersione nella cultura condivisa, un’invasione poetica che ha fatto ballare tutta la città, risvegliandola con energia nuova in vista di Cultura 2026.
L’Aquila Capitale della Cultura 2026: una festa lunga e coinvolgente
L’evento di Marianella Senatore rientra nel programma ufficiale di L’Aquila Capitale italiana della Cultura 2026. La processione artistica è partita dal MAXXI L’Aquila, ormai punto di riferimento per sperimentazioni culturali e incontri multidisciplinari, per snodarsi in sei tappe nel cuore storico della città, toccando la Fontana Luminosa e la Basilica di Collemaggio. Per circa quattro ore, hanno partecipato associazioni di volontariato, gruppi sportivi, artisti di strada e anche ragazzi sordi, che con la loro presenza hanno dato vita a una scena autentica e vibrante.
Il corteo ha messo insieme di tutto: ricamatrici operaie, cori tradizionali, praticanti di parkour, majorette e cantanti lirici, uniti dal desiderio di raccontare una storia collettiva attraverso il corpo e il movimento. Al loro fianco, studenti del Conservatorio A. Casella e dell’Accademia di Belle Arti hanno arricchito la giornata con un tocco artistico e accademico, mentre gli allievi del Centro Sperimentale di Cinematografia hanno documentato ogni momento, creando un archivio prezioso di questa esperienza unica. In tutto, sono state circa diecimila le persone ad assistere, trasformando L’Aquila in una grande festa di cultura e cittadinanza attiva.
SOND: la danza che parla di comunità e città
Marianella Senatore ha lanciato SOND nel 2012, con l’idea di far emergere la storia che ogni corpo porta con sé, usando la danza come linguaggio. Il progetto ha girato oltre venti paesi in più di dieci anni, ma ogni volta si adatta e si reinventa, prendendo forma grazie alla città che lo ospita. Anche a L’Aquila l’arte si è intrecciata con la storia e la memoria collettiva, in una città che, dopo il terremoto, si ricostruisce anche attraverso queste forme culturali.
SOND non è solo danza: è un laboratorio di comunità dove la performance diventa strumento di inclusione sociale, forza collettiva e sensibilizzazione civica. Con il movimento condiviso, si costruisce un linguaggio comune, un ponte tra diverse identità e realtà spesso isolate. Il corpo, nella visione di Senatore, diventa mezzo per raccontare storie vissute, unendo tradizione e innovazione. L’esperienza aquilana ha dimostrato come l’arte performativa possa dialogare con la città in modo originale, diventando motore di rinascita sociale e culturale.
Al MAXXI una mostra per prolungare l’esperienza
L’impatto di Marianella Senatore su L’Aquila non si esaurisce con la performance di giugno. Fino al 13 settembre 2026, la project room del MAXXI L’Aquila ospita una mostra dedicata all’artista, curata da Chiara Bertini. Il percorso propone una selezione di opere tra disegni, acquerelli, fotografie e video, insieme a materiali d’archivio che raccontano la nascita e lo sviluppo di SOND e di altri progetti. Tra le opere in esposizione spicca un arazzo inedito donato dall’artista al Comune, simbolo del legame profondo con la città.
La mostra offre uno sguardo a tutto tondo su un’artista che ha saputo usare l’arte pubblica e partecipata per stimolare senso di appartenenza e impegno civico. Il MAXXI conferma così il suo ruolo di centro propulsore della cultura contemporanea in Abruzzo, facendo di L’Aquila un laboratorio aperto di sperimentazioni artistiche. Uno spazio che invita a riflettere sul potere dell’arte non solo di emozionare, ma anche di creare legami e nuove comunità nel cuore di una città con una storia intensa e complessa.





