Il Duomo di Milano senza ponteggi: torna finalmente visibile il profilo storico dopo anni di lavori

Per quasi vent’anni, il Duomo di Milano è rimasto nascosto dietro una rete fitta di ponteggi. Un’immagine familiare ai milanesi, abituati a vedere la loro cattedrale avvolta da impalcature, segno di restauri continui. Non è un caso, ma una costante: quel monumento antico non ha mai conosciuto una pausa nei lavori di manutenzione. Eppure, nel 2024, qualcosa è cambiato. Finalmente, il profilo della Madonnina si mostra libero, nitido, senza ostacoli. Un momento raro, che riporta la vista della città al suo simbolo in tutta la sua imponenza e bellezza.

Sei secoli di cantieri senza sosta

La storia del Duomo comincia nel 1386, esattamente 638 anni fa. Da allora, la Veneranda Fabbrica del Duomo non ha mai interrotto il lavoro di costruzione e manutenzione. Anche se la cattedrale è stata consacrata due volte, nel 1418 e nel 1577, e la facciata ha visto l’ultima grande revisione nel 1932, i restauri non si sono mai fermati. L’imponente struttura, con oltre 3.400 statue e 135 guglie, richiede cura costante. Il marmo rosa di Candoglia, materiale usato per la costruzione, soffre il tempo e l’inquinamento tipico di una grande città.

Il restauro non riguarda solo l’estetica, ma anche la sicurezza e la conservazione di questa icona della città. La manutenzione è continua, un impegno che si tramanda di generazione in generazione, mantenendo il Duomo vivo e in evoluzione.

Il tiburio, gioiello nascosto e restaurato da maestri del Rinascimento

Uno dei punti chiave del restauro attuale è il tiburio, la struttura ottagonale che circonda la cupola. Questa parte è stata disegnata da grandi artisti del Rinascimento, tra cui Bramante e Leonardo da Vinci, che lavorarono insieme per creare un progetto armonico e solido. La complessità architettonica del tiburio lo rende fondamentale per la stabilità e la bellezza del Duomo.

Per anni è rimasto nascosto dietro ponteggi e strutture di sostegno, necessari per consolidarlo. Solo ora, con la rimozione dell’ultima impalcatura, il tiburio torna visibile nella sua interezza. Questo ritorno alla vista segna una tappa importante nella lunga storia dei restauri.

Restaurare il Duomo: tra pellegrini, operaie e decenni di lavori

I lavori di manutenzione si sono intensificati dagli anni Ottanta. Negli anni Sessanta e Settanta, chi passava per Milano non poteva non notare i ponteggi che avvolgevano la guglia maggiore e la facciata. Quegli anni furono segnati da un imponente progetto di restauro, necessario anche per contrastare i danni causati dall’inquinamento industriale e dal tempo.

Si iniziò dai piloni del tiburio e dall’abside, strutture fondamentali, per poi passare alla facciata e alla guglia maggiore, dominata dalla Madonnina dal 1774. Dal 2008 è partito un nuovo cantiere che ha interessato la sommità della cattedrale, oscurandola di nuovo al pubblico. Dal 2017 in poi, le aree esterne alla cupola sono state liberate gradualmente, fino alla recente rimozione dell’ultima impalcatura.

Dietro le quinte del restauro 2024: numeri e strutture

L’intervento in corso è tra i più complessi degli ultimi secoli. All’interno del Duomo sono stati montati circa otto chilometri di tubi d’acciaio, una rete di sostegno all’avanguardia che ha garantito la sicurezza e l’efficacia dei lavori. Queste strutture, fondamentali per il consolidamento della sommità, saranno rimosse entro l’anno, restituendo un’immagine completa e intatta della cattedrale.

Il progetto ha richiesto un investimento di circa 20 milioni di euro, destinati sia al rafforzamento strutturale sia alla pulizia e manutenzione del delicato marmo rosa di Candoglia. Grazie a questo impegno e al lavoro di maestranze specializzate, il Duomo si protegge dagli agenti atmosferici e dal tempo. Milano può finalmente godersi, nel 2024, il suo simbolo più amato in tutto il suo splendore, senza ostacoli né compromessi.

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