Bienno, un borgo medievale nascosto tra le pieghe della Valle Camonica, si è trasformato in un laboratorio d’arte pulsante. Per dieci giorni, le sue strade lastricate e le piazze silenziose hanno vibrato sotto il passo di artisti e performer, che hanno invaso ogni angolo con installazioni e performance. Bienno Borgo degli Artisti 2.0 – Residence Project non è un festival qualunque: è un’esperienza che lega il contemporaneo alla storia, mescolando paesaggio e memoria in un dialogo vivo con la comunità. E questa avventura creativa durerà fino al 5 luglio 2026, continuando a trasformare il borgo in un crocevia di emozioni e idee.
A guidare questa residenza artistica è Cinzia Bontempi, curatrice che ha costruito un percorso centrato sulle relazioni tra creatività contemporanea, paesaggio e memoria storica. L’intento è chiaro: far sì che l’arte non resti lontana, ma si insinui nel tessuto sociale e ambientale di Bienno, diventando specchio e stimolo per chi ci vive. Gli artisti coinvolti sono stati scelti proprio per la loro capacità di lavorare su temi come l’identità, la trasformazione e il corpo, portando sensibilità diverse che si confrontano continuamente.
L’incontro quotidiano tra questi creativi ha dato vita a contaminazioni e scambi, con performance e installazioni che raccontano storie personali e collettive. Strade, piazze, il torrente Grigna, il Museo del Mulino e gli spazi di Parada sono diventati palcoscenici dove tradizione e innovazione si intrecciano. Il percorso artistico si è sviluppato anche grazie alla partecipazione attiva degli abitanti, protagonisti di riflessioni e azioni condivise. La residenza si fa così laboratorio di idee e pratica concreta.
Gli artisti portano con sé sguardi e sensibilità diverse, sviluppando progetti che affrontano temi profondi e attuali. Marta Molinari ha esplorato la ritualità dei gesti e il legame con l’ambiente, usando elementi naturali per creare uno spazio immersivo e relazionale. Paola Fiterre ha scelto il corpo come strumento per indagare la fatica e lo sradicamento, raccontando attraverso il movimento la complessità dei percorsi migratori.
Giovanna Piccinini ha coinvolto alcune donne con Parkinson in una performance partecipativa che riflette sui limiti del corpo e sull’esperienza condivisa, ampliando il confronto tra arte e salute. Alexander Diego Gil Valle ha messo in discussione gli stereotipi legati all’identità cubana, aprendo uno spazio di riflessione culturale. Athina Kanela ha indagato la vulnerabilità come leva di trasformazione collettiva attraverso la performance, mentre Wanling Mo ha costruito un’esperienza immersiva in dialogo con l’acqua, lavorando a stretto contatto con il paesaggio naturale del torrente Grigna.
Queste performance non sono solo racconti individuali, ma momenti di scambio con il luogo e la sua gente, trasformando il paesaggio in un palcoscenico vivo e pulsante.
Domenica 5 luglio 2026, dalle 17 alle 20.30, Bienno chiuderà questa intensa residenza con un percorso performativo diffuso. Il pubblico sarà guidato tra il torrente Grigna, il Museo del Mulino, le vie del centro storico e gli spazi di Parada, attraversando una serie di azioni pensate proprio per questi luoghi. Sarà l’occasione per vedere come l’arte contemporanea possa dialogare con la storia e con il presente del borgo.
La serata si concluderà negli spazi di Parada con un momento conviviale, aperto a cittadini, artisti e visitatori. Un incontro che ribadisce il senso profondo del progetto: creare legami duraturi, mettere in relazione persone e territori attraverso l’arte. Bienno si conferma così crocevia di cultura, dove passato e futuro si incontrano grazie all’impegno condiviso di artisti e comunità.
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