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Apre a Trastevere Ripense, il nuovo spazio espositivo dell’Accademia di San Luca a Roma

Quando il vecchio deposito di profilati ferrosi ha chiuso i battenti, pochi avrebbero immaginato che quel grande spazio con i soffitti alti e le travi a vista avrebbe ripreso vita come fucina di arte e cultura. E invece, proprio lì, lungo il Lungotevere Ripa a Trastevere, nasce Ripense. Un luogo dove la memoria industriale si intreccia con la creatività contemporanea, dando forma a un nuovo centro culturale sotto la guida dell’Accademia di San Luca. Il 9 luglio, la prima mostra celebra Julian Beck, un gigante del teatro e dell’arte americana del Novecento, pronto a segnare l’inizio di questa avventura.

Da deposito industriale a spazio culturale nel cuore di Trastevere

Ripense nasce in un edificio che racconta la storia del lavoro manuale e della movimentazione di merci. Costruito come magazzino per metalli e profilati ferrosi, si estende su circa 400 metri quadrati. Le sue strutture solide e le ampie volte erano pensate per reggere carichi pesanti e facilitare le operazioni di carico e scarico. Oggi, quegli elementi industriali sono rimasti intatti, a conferire all’ambiente un’atmosfera unica, fatta di grandi spazi e materiali robusti.

Tra il 2016 e il 2025, qui ha operato la galleria d’arte contemporanea T293, che ha valorizzato senza stravolgerne l’identità originale. Dopo un cambio di proprietà, il deposito è passato alla Fondazione Toti Scialoja, che aveva in programma di farne la propria sede, ma il progetto non ha visto la luce. Da qui la nuova vita di Ripense, destinata ad ampliare l’offerta culturale dell’Accademia di San Luca, una delle istituzioni più radicate nella tradizione artistica di Roma.

Ripense, un hub per l’arte contemporanea nel cuore di Roma

Ripense si presenta come uno spazio flessibile, pensato per accogliere varie forme di arte contemporanea e rinnovare la tradizione estetica romana. I 400 metri quadrati permettono di organizzare mostre, eventi e installazioni in un contesto che è esso stesso testimonianza storica di Trastevere. La scelta di conservare gli elementi industriali racconta un dialogo aperto tra passato e presente, mentre la gestione dell’Accademia di San Luca assicura un legame saldo con la storia artistica italiana e una programmazione culturale di qualità.

Questo nuovo polo vuole essere un punto di riferimento dinamico, capace di stimolare nuove forme di creatività e di ospitare collaborazioni con istituzioni artistiche sia italiane che internazionali, grazie anche all’organizzazione di mostre e laboratori multidisciplinari.

“Living! Julian Beck pittore”: la mostra che inaugura Ripense

Il debutto di Ripense è affidato a una mostra dedicata a Julian Beck, figura chiave del teatro americano del Novecento e cofondatore del Living Theatre. Nato a New York nel 1925 e scomparso nel 1985, Beck fu attore, regista, pittore e scrittore. La mostra, curata da Lorenzo Mango e aperta fino al 14 novembre 2026, si concentra sulla sua produzione pittorica dal 1944 al 1958, con una quarantina di opere tra dipinti e disegni, affiancate da fotografie, manifesti, bozzetti e materiali d’archivio provenienti dal Living Theatre.

Attraverso questo percorso si scopre come la pittura abbia rappresentato per Beck un laboratorio fondamentale, il terreno su cui ha costruito la sua idea di teatro, dove segno, colore e composizione diventano strumenti di espressione scenica.

Julian Beck, artista a tutto tondo: il punto di vista del curatore

Lorenzo Mango descrive Beck come una figura singolare, capace di fondere arte e teatro in un unico linguaggio, profondamente legato alla vita. La sua visione, a tratti anarchica e futurista, riflette ideali pacifisti e utopici che emergono soprattutto nella pittura, spesso meno nota rispetto alla sua attività teatrale ma essenziale per capire le radici del suo lavoro creativo.

Questa mostra è la prima a raccontare in modo dettagliato il percorso pittorico di Beck, mettendo in luce i passaggi stilistici e l’identità di un artista che ha rivoluzionato lo spazio scenico. Non a caso, il fondale realizzato nel 1982 per lo spettacolo _The Yellow Methuselah_ testimonia il rapporto continuo tra pittura e teatro, dove le tecniche visive si estendono a nuovi ambienti performativi.

Ripense parte così con un evento che mette in luce un metodo artistico complesso, capace di unire arte visiva, teatro e impegno sociale, confermando il valore di questo nuovo spazio nel panorama culturale romano.

Redazione

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