Nel 2026, la Biennale di Venezia avrà un nuovo volto: il gin Quattro Gatti, nato tra le colline umbre attorno al Lago Trasimeno, sarà sponsor ufficiale dell’evento. Catriona e Simon Mordant non sono semplici appassionati d’arte; da quasi trent’anni vivono un legame profondo con l’Italia, che li ha portati a stabilirsi proprio in Umbria nel 2020, in piena pandemia. Lì, tra silenzi e paesaggi dolci, hanno trasformato un interesse di famiglia in un progetto concreto. Il loro gin non è solo un prodotto: è un ponte tra tradizione e contemporaneità, tra territorio e creatività, un racconto che si intreccia con la grande arte della Biennale.
Radici italiane: dalla prima casa al cuore dell’Umbria
L’amore di Catriona e Simon per l’Italia nasce da esperienze personali che si sono accumulate nel tempo. Simon è cresciuto a Londra, ma ha sempre avuto un legame forte con il nostro Paese: l’estate a Forte dei Marmi, la luna di miele celebrata qui. Dal 1996 la famiglia possiede una casa vicino al Lago Trasimeno, in Umbria, un angolo ancora autentico, lontano dai flussi turistici, dove l’inglese si sente poco e il legame con la cultura locale resta vivo. Nel 1999, durante un viaggio via terra in Europa, Catriona e Simon hanno scoperto quella casa immersa tra ulivi e lavanda, un rifugio che li ha conquistati subito. Da allora ci sono tornati ogni anno, fino a farne la loro residenza fissa nel 2020, quando la pandemia ha cambiato molte abitudini. Con loro vivono anche tre gatti e un cane, che rendono questo posto ancora più familiare, un porto sicuro lontano dal ritmo frenetico del lavoro di Simon, che divide la sua vita tra Australia e Italia.
Dal mondo dell’arte alle distillerie: la nascita di Quattro Gatti
Quattro Gatti è nato come una passione da condividere in famiglia, ma durante il lockdown si è trasformato in un progetto serio. L’Umbria, con i suoi ginepri rinomati in tutto il mondo, ha fornito la materia prima ideale. Simon, Catriona e il figlio Angus hanno seguito corsi in Inghilterra e sperimentato con un piccolo alambicco casalingo, lavorando a distanza via Zoom per affinare la ricetta. La svolta è arrivata quando le prime bottiglie hanno raccolto riconoscimenti in concorsi internazionali. Da lì, la produzione è passata nelle mani di distillatori di Torino, per un salto verso il commercio su scala più ampia, mentre la famiglia continua a curare ricerca e sviluppo. Oggi Quattro Gatti è un’azienda strutturata, con Angus che fa da volto al marchio e sua moglie Brielle impegnata nel marketing e nella comunicazione. Il nome, Quattro Gatti, è un invito a bere con calma, tra pochi amici, in un’atmosfera raccolta. Un modo di vivere il bere che punta sulla qualità e sul piacere, lontano dal caos delle feste.
Arte e gin: un mix di creatività e passione
L’arte è il cuore non solo della vita privata dei Mordant, ma anche del progetto Quattro Gatti. La creazione del gin è vista come un gesto artistico: si parte da zero, come da una tela bianca, e si costruisce attraverso esperienza e ingegno. Il prodotto è pensato per chi vuole dedicare tempo a conversazioni intime e momenti di qualità, proprio come accade nelle esposizioni della Biennale di Venezia, dove l’arte stimola dialogo e condivisione. Il marchio incarna questa idea di convivialità selettiva e di consumo responsabile, riflettendo il legame profondo della famiglia con le arti contemporanee e performative. Il cocktail “The Reflection”, creato al The St. Regis Venice, con gin Olive Grove, succo di limone e infusi di ibisco e pompelmo rosa, racconta al meglio questa fusione di gusto e cultura.
Un ruolo storico alla Biennale: il gin come primo sponsor liquido
La collaborazione con la Biennale di Venezia è stata quasi una conseguenza naturale per Catriona e Simon, che da anni sono legati al Padiglione Australiano, di cui hanno finanziato il restauro inaugurato nel 2015. Grazie al loro impegno, ai Giardini è sorto il primo padiglione del XXI secolo, uno spazio dedicato alle nuove generazioni di artisti e architetti. Nel 2024 l’Australia ha vinto il Leone d’Oro e nel 2026 Quattro Gatti diventa il primo gin a sponsorizzare ufficialmente la Biennale, affiancando nomi come Bulgari, Illy e American Express. Oltre al sostegno economico, il brand sarà presente con i suoi prodotti durante gli eventi principali ai Giardini e all’Arsenale, e distribuirà il cocktail ufficiale in bar e hotel selezionati in tutto il mondo. Una partnership che unisce arte e impresa sotto il segno della cultura e della qualità.
Vita tra collezionismo, filantropia e sostegno all’arte
Catriona e Simon Mordant sono collezionisti di lungo corso nel campo dell’arte contemporanea e performativa. La loro raccolta supera le 600 opere, in gran parte di artiste donne, scelte con attenzione per i temi politici e sociali che affrontano, ma anche per la loro capacità di vivere l’arte ogni giorno. Nel tempo hanno sostenuto istituzioni come il Museum of Contemporary Art di Sydney, di cui Simon è stato presidente, e sono stati membri dei board di musei importanti come Tate Modern a Londra e MoMA PS1 a New York. Il loro impegno va oltre l’acquisto: donano opere ai musei per renderle accessibili al pubblico, hanno contribuito al restauro di arte antica in Italia e continuano a supportare giovani talenti emergenti. Per loro collezionare è una passione da vivere con cuore, ben lontana dal semplice affare commerciale.
Consigli per chi ama l’arte: collezionare con passione e senza fretta
Catriona e Simon invitano chi si avvicina al collezionismo a farlo con curiosità e sentimento, senza correre dietro a nomi famosi o a pezzi dal valore economico alto. Consigliano di visitare mostre di artisti emergenti, gallerie e accademie, lasciandosi guidare da ciò che emoziona davvero. Molte opere della loro collezione sono state acquistate quando gli artisti erano ancora poco conosciuti, dimostrando che sostenere i nuovi talenti è un investimento culturale e umano prezioso. Accompagnare la crescita di un artista significa arricchire la scena artistica e mantenere vivo un dialogo sempre nuovo con il presente. Il loro motto è semplice: “Se amate un’opera e potete viverci, compratela”. Così il collezionismo diventa un’esperienza di vita, condivisa con altri appassionati e creativi, un arricchimento personale e collettivo.