Nel silenzio delle sue tele, Francisco Goya ha messo in scena un mondo fatto di luci e ombre, tormenti e verità scomode. Non è un pittore come gli altri: tra XVIII e XIX secolo, ha raccontato con i suoi dipinti emozioni così intense da lasciare senza fiato. José Luis López-Linares, già apprezzato per “Bosch. Il giardino dei sogni”, torna dietro la macchina da presa con “L’ombra di Goya”, un documentario che scava nel profondo di quell’anima inquieta. Non si limita a mostrare quadri o fatti storici: accompagna lo spettatore in un viaggio tra luoghi, atmosfere e personaggi di un’epoca ribelle. Firmato da Jean-Claude Carrière, fedelissimo di Luis Buñuel, e Cristina Otero Roth, il film arriva su Sky Arte il 16 luglio.
López-Linares ha scelto di affidarsi a un gruppo di dodici esperti, provenienti da campi diversi, per raccontare la complessità di Goya, nato nel 1746 e morto nel 1828. Tra loro spicca Julian Schnabel, artista contemporaneo di rilievo. Il docu-film evita il racconto lineare e la solita cronologia. Preferisce invece alternare le analisi delle opere, mettendo a nudo contraddizioni, conflitti e le usanze del tempo che hanno segnato il percorso del pittore.
Il regista ricorda come il gruppo abbia visitato i luoghi dove Goya ha vissuto e lavorato, respirando un’atmosfera carica di storia e inquietudine. “Jean-Claude Carrière ci ha regalato riflessioni profonde, la sua conoscenza era vastissima”, racconta López-Linares. Un lavoro che assomiglia a un’indagine archeologica, fatta di scoperte ed emozioni, soprattutto quando si è scavato dentro le “Pitture nere”, una delle serie più cupe e simboliche di Goya.
“L’ombra di Goya” si presenta come un’opera corale e dinamica. Ogni intervistato porta la sua prospettiva, aiutando a capire meglio chi fosse Goya e il contesto in cui ha operato. Il docu-film mette in luce come l’artista passasse con disinvoltura da ritratti regali a opere dal tono dissacrante e quasi profetico.
Non si tratta solo di descrivere quadri, ma di far emergere aspetti meno noti, come il rapporto complicato tra arte e potere, o il senso di disagio sociale che attraversava la Spagna alla fine del Settecento e agli inizi dell’Ottocento. Questi temi prendono forma attraverso le parole di studiosi, artisti e critici, che mettono a fuoco le tensioni culturali e politiche vissute all’epoca.
Gli esperti confermano la grandezza di un pittore capace di usare l’arte per mettere a nudo paure, ipocrisie e passioni della sua società. Il linguaggio del docu-film, sostenuto da una scrittura che alterna momenti intensi a spazi di riflessione, invita lo spettatore a guardare Goya con occhi nuovi, rivelando la modernità di un artista che ancora oggi continua a ispirare.
“L’ombra di Goya” si inserisce nel palinsesto di Sky Arte, un canale che da anni è punto di riferimento per chi ama l’arte e la cultura. Grazie alla collaborazione con Artribune, il pubblico può contare su aggiornamenti e approfondimenti continui.
Con una produzione curata e un approccio che unisce più discipline, il docu-film è un’occasione per riscoprire un periodo cruciale della storia e dell’arte spagnola, segnato da rivoluzioni culturali e sociali. La programmazione 2024 conferma così la volontà di portare sullo schermo opere di qualità, capaci di stimolare interesse e offrire strumenti di conoscenza rigorosi.
“L’ombra di Goya” non è solo un tuffo nel passato, ma un incontro con un’arte che sa raccontare l’urgenza di un’espressione sincera, capace di smascherare un’epoca e parlare a tutte le generazioni.
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