Provincia Cosmica: Francesco Arena unisce arte e artigianato nella scultura pugliese

Francesco Arena ha messo radici lontano dal frastuono delle metropoli, scegliendo la quiete della Murgia pugliese per plasmare le sue opere. Nato nel 1978 a Torre Santa Susanna, oggi vive e lavora tra le dolci colline di Cassano delle Murge, a pochi chilometri da Bari. Lì, in un ex negozio di cartoleria riconvertito in studio, il tempo sembra dilatarsi: ogni scultura nasce lentamente, frutto di un equilibrio sottile tra mani esperte e riflessioni profonde. Un luogo dove lo spazio e la calma non sono semplici condizioni, ma veri protagonisti dell’arte.

Cassano delle Murge: un isolamento che fa crescere

Cassano delle Murge è un paese di circa quindicimila abitanti, incastonato tra le dolci colline della provincia di Bari. Per chi viene dal mondo dell’arte, abituato ai grandi centri creativi, potrebbe sembrare un posto troppo isolato. Ma per Arena non è così. Dopo essersi trasferito da giovane dalla provincia di Brindisi, ha trovato qui un ambiente ricco di stimoli. La vicinanza a Bari, a soli venti chilometri, e la presenza di un aeroporto rendono gli spostamenti facili, senza dover rinunciare alla calma e alla natura.

Immerso nella Murgia, circondato da boschi e spazi aperti, Arena ha costruito una routine che unisce vita familiare e lavoro artistico. Vive con la moglie Marianna, la figlia Anna e tre cani, in un contesto più raccolto rispetto ai grandi circuiti dell’arte contemporanea. Ma questa distanza dai centri nevralgici si trasforma in un vantaggio: il tempo diventa alleato, la riflessione si approfondisce e il lavoro prende forma seguendo ritmi naturali, lontano dalle pressioni del mercato.

Artigiani pugliesi e lavoro in provincia: un rapporto di fiducia

Un aspetto fondamentale del lavoro di Arena è la collaborazione con gli artigiani locali. Nella provincia pugliese lavora con marmisti, falegnami e fabbri, professionisti con cui ha costruito rapporti solidi nel tempo. Questi artigiani, abituati a lavorare per clienti diversi dal mondo dell’arte, si adattano a ritmi e richieste meno convenzionali. Arena li conosce bene, sa cosa chiedere e insieme costruiscono opere di grande qualità.

Le fusioni in bronzo, invece, avvengono a Milano, alla fonderia Battaglia. Qui Arena si affida a specialisti per le fasi più delicate della lavorazione. Nonostante la distanza e qualche difficoltà logistica, mantiene un controllo stretto su ogni passaggio, spesso lavorando da remoto con disegni e indicazioni precise. La tecnologia diventa così uno strumento prezioso per superare le distanze.

Il suo studio è anche uno spazio di solitudine creativa, dove nascono non solo le sculture ma anche testi, schizzi e modelli in scala. L’assistente Santiago lavora a Bolzano, supportando l’archivio e l’organizzazione degli eventi, e si unisce ad Arena solo quando serve per mostre o montaggi. Un modo di lavorare distribuito che mette al centro la qualità del processo creativo, non la presenza fisica continua.

La pazienza come arma contro la frenesia dell’arte contemporanea

Il lavoro di Francesco Arena si inserisce in un panorama artistico segnato da ritmi frenetici e visibilità lampo, alimentati dai social e dalle dinamiche digitali. In questo contesto, la sua scelta di vivere lontano dai grandi circuiti è anche un esercizio di pazienza e fedeltà a un modo di lavorare più lento e duraturo. Per lui, fiere, vernissage e incontri sono momenti utili, ma non decisivi.

Arena dice che “partecipare a fiere o opening ha senso solo se si ha davvero voglia di confrontarsi. Altrimenti rischiano di diventare occasioni vuote e dispersive.” La provincia gli ha insegnato a rispettare ritmi meno imposti, a coltivare una contemplazione distaccata ma consapevole. Per un artista, dice, la strada è lunga, fatta di cicli che alternano periodi intensi a pause necessarie, preziose per riflettere.

Le sue sculture nascono lentamente, in un equilibrio costante tra lavoro manuale e pensiero. Richiedono tempo e dedizione, ma si alimentano anche di piccoli gesti quotidiani e di rapporti di fiducia radicati nel territorio. La sua esperienza dimostra che si può vivere e lavorare in provincia senza rinunciare alla qualità, al dialogo con il mondo e alla contemporaneità dell’arte. Anche nel 2024, lontano dalle luci delle metropoli, si può costruire un percorso artistico solido e fertile.

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