Tra le rovine silenziose di un’antica civiltà, il corpo si muove a ritmo contemporaneo. Nel cuore del Lazio, dove un tempo fiorì l’Etruria, da metà luglio fino a fine settembre cinque comuni si animano di passi di danza. Non è un evento qualunque: è un dialogo vibrante tra il presente e il passato, tra i gesti moderni e le tracce archeologiche lasciate da un popolo che ancora parla attraverso le sue pietre. Spettacoli che invadono piazze, musei, anfiteatri, trasformando ogni luogo in un palcoscenico vivo. Così la memoria si rinnova, tra movimento e storia, in un abbraccio che sfida il tempo.
Etruria Danza: un progetto nato dall’incontro tra arte e patrimonio
Etruria Danza nasce dall’idea dell’Associazione Profession Dance di mettere in luce il legame tra il patrimonio archeologico e la danza contemporanea. Il progetto, sostenuto dalla Regione Lazio, prende forma sotto la guida artistica di Paola Sorressa, danzatrice e coreografa con una lunga esperienza, fondatrice della Mandala Dance Company attiva a Ladispoli dal 2010. Sorressa ha costruito un programma che si sviluppa grazie alla collaborazione con le amministrazioni di Cerveteri, Tarquinia, Allumiere, Tolfa e Ladispoli, insieme al supporto del Parco Archeologico di Cerveteri e Tarquinia .
Questa rete di enti ha permesso di definire una formula artistica che mette in risalto il rapporto tra la danza contemporanea e l’eredità storica etrusca. Le nuove creazioni dialogano con luoghi carichi di memoria, facendo del patrimonio archeologico e paesaggistico un elemento imprescindibile. Il filo conduttore è l’idea di un corpo moderno che si ispira alle antiche concezioni del movimento, creando così un confronto vivo tra epoche lontane.
I luoghi scelti per le performance
La rassegna si snoda attraverso cinque comuni laziali, noti per il loro passato etrusco, che accolgono spettacoli legati ai contesti urbani e archeologici. A Ladispoli, la Marina di San Nicola offre spazi come la Piazzetta – Lungomare del Medioevo e l’Anfiteatro della Villa Romana di Pompeo. Qui, natura e storia romana si fondono per un’esperienza immersiva.
Ad Allumiere e Cerveteri, le performance animano le piazze principali, rispettivamente Piazza della Repubblica e Piazza Santa Maria, trasformando per l’occasione gli spazi urbani in palcoscenici temporanei. A Tolfa, la Villa Comunale e l’Anfiteatro Pompilio Tagliani diventano teatro dell’evento, mentre a Cerveteri si entra nelle sale del Museo Archeologico Nazionale, dove il rapporto tra danza e archeologia si fa più intimo e diretto. Il festival si chiude di nuovo a Ladispoli, al Cineteatro Massimo Freccia, il 26 settembre, con uno spettacolo che cambia registro ma non significato.
Un cartellone ricco di stili e compagnie italiane e straniere
Il programma di Etruria Danza offre una varietà di linguaggi coreografici, pensati per raccontare diversi modi di interpretare il movimento contemporaneo e il suo legame con il territorio storico. Tra le opere firmate da Paola Sorressa e la Mandala Dance Company ci sono creazioni site-specific come IntercettAzioni, il Trittico Black & White 2.0, il tributo Il corpo danzante: omaggio a Pasolini, oltre a Stone e Insieme, ognuna costruita per dialogare in modo diverso con i luoghi che le ospitano.
Non mancano compagnie italiane di spicco nella danza contemporanea, come il Balletto di Roma, ResExtensa, Atacama, ErsiliaDanza, Petranura Danza – Megakles, ARB Dance Company e GDO-Gruppo Danza Oggi. Dal panorama internazionale arrivano le compagnie spagnole Larumbe Danza e Takiri Art Company e l’ensemble belga Irene K. Questa varietà di approcci crea un confronto stimolante tra stili e tecniche diverse, in un contesto che unisce cultura antica e arte contemporanea in modo originale.
Le performance non si limitano a trasformare i siti archeologici e urbani in palchi vivi, ma puntano anche ad allargare il pubblico e sensibilizzare alla tutela del patrimonio storico attraverso la danza, confermando quanto possa essere potente e significativo un dialogo che va oltre la semplice rappresentazione artistica.