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Depaving e rigenerazione urbana: il trend estivo contro l’isola di calore nelle città italiane

L’estate 2025 è stata una delle più calde degli ultimi decenni, e nelle città italiane l’asfalto ha cominciato a sembrare un nemico da abbattere. Strade, parcheggi, piazze: ovunque si sente il bisogno di cambiare, di far respirare il suolo sotto i nostri piedi. Il depaving, cioè la rimozione dell’asfalto per restituire spazio alla natura, è diventato un tema di discussione che travalica gli ambienti tecnici. Nel cuore dell’Appennino bolognese, un progetto di rigenerazione urbana sta dimostrando come questa pratica possa diventare un segno di rinascita, non solo ambientale ma anche culturale, per un territorio che guarda al futuro senza dimenticare le proprie radici.

Depaving: una risposta semplice e concreta all’isola di calore

Il depaving non è solo un termine nuovo, ma una strategia concreta per far fronte all’isola di calore urbana, quel fenomeno per cui le città si scaldano molto di più rispetto alle campagne intorno, soprattutto nelle estati più roventi come quella che stiamo vivendo. In città o in piccoli centri con grandi aree asfaltate, togliere il cemento – cioè il depaving – fa scendere la temperatura locale. L’asfalto assorbe e trattiene calore, mentre rimuovendolo si aumenta la capacità del terreno di far passare l’acqua, favorendo la crescita del verde.

Il depaving si lega a doppio filo con la rigenerazione urbana: non è solo togliere cemento e bitume, ma trasformare gli spazi in luoghi più vivibili, freschi, capaci di assorbire l’acqua piovana e ridurre il rischio di allagamenti. Migliora anche la qualità dell’aria e la salute della comunità. In un momento in cui la crisi climatica si fa sempre più pesante, questa pratica diventa una risposta concreta per ripensare le città, anche nelle zone più degradate o con microclimi difficili.

Le origini del depaving e il suo impatto sulle città

Il depaving nasce da studi sulla sostenibilità urbana e su nuovi modi di progettare gli spazi, emersi negli ultimi decenni. All’inizio si trattava di piccoli interventi locali, come togliere il cemento per ripiantare alberi o creare giardini, spesso in centri storici o parchi. Oggi invece è parte fondamentale di piani più ampi di rigenerazione di interi quartieri, anche quelli periferici.

In Italia, dove cemento e asfalto hanno un peso storico importante, il depaving ha preso piede solo recentemente, spinto dalle emergenze ambientali. È anche un cambio di prospettiva: lo spazio urbano non è più solo un luogo di passaggio, ma un ambiente da vivere, curare e rispettare. A guidare questo cambiamento sono amministrazioni, associazioni ambientaliste e cittadini, tutti impegnati a ridare “respiro” all’asfalto.

Villa Veggetti: la rinascita culturale nell’Appennino bolognese

Non è solo questione di città. Anche nelle zone collinari e montane si fa strada il recupero culturale, come dimostra il progetto Abitare Morandi nell’Appennino bolognese. La storica Villa Veggetti, costruita nel secondo dopoguerra a Grizzana Morandi, diventa il cuore di una rigenerazione che va oltre il semplice restauro. Promossa dalla Fondazione Giorgio Morandi e guidata dallo Studio Poggioli di Bologna per la direzione artistica e gli interventi architettonici, questa iniziativa vuole intrecciare arte, cultura e territorio, dando nuova vita all’intera area.

L’obiettivo è chiaro: trasformare questa casa-museo in un punto di riferimento nazionale e un motore culturale per l’Appennino, con effetti positivi sull’identità del luogo e sulla sua attrattività. La ristrutturazione punta non solo a rinnovare gli spazi, ma anche a rivitalizzare una zona spesso ai margini rispetto ai grandi centri urbani. Un esempio importante di rigenerazione che mette insieme patrimonio storico e ambiente sociale.

Artribune Render: aggiornamenti culturali fino a settembre 2026

Nel frattempo, chi vuole restare aggiornato su questi temi potrà contare sulla newsletter Artribune Render, che con questo numero si prende una pausa estiva. La newsletter offre contenuti esclusivi per chi segue da vicino la scena culturale e l’architettura contemporanea. L’agenda delle iniziative più importanti e l’Osservatorio Rigenerazione, con una selezione di progetti italiani e internazionali, danno un quadro sempre aggiornato e ricco di spunti.

Durante la pausa sarà comunque possibile contattare le curatrici per inviare segnalazioni o commenti, mantenendo vivo il dialogo fino alla ripresa a settembre 2026. L’archivio digitale resterà accessibile a tutti, così da consultare liberamente il patrimonio di informazioni raccolte. In questo modo, l’attenzione verso i temi culturali e urbani, il depaving e i progetti come Villa Veggetti, resta una promessa concreta per il futuro.

Redazione

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