A luglio, sugli scaffali delle librerie, spiccano nove titoli che intrecciano arte, fotografia e moda con uno sguardo critico tutto contemporaneo. Dalle poesie di Ungaretti che attraversano il tempo, alle immagini intense di Giacomelli, fino alle lotte femministe raccontate da Clemen Parrocchetti e alle performance visive di Jacopo Benassi: ogni libro è un viaggio unico. Insieme, però, tracciano un panorama vivo e pulsante, capace di mettere in discussione le visioni tradizionali e di svelare le complesse dinamiche culturali e sociali del nostro presente. Non è solo un racconto, ma un invito a guardare oltre l’ovvio.
Tra le uscite più interessanti c’è “Pittura cosmopolita. Scritti sull’arte 1910-1969”, una raccolta che ci aiuta a capire come Giuseppe Ungaretti guardava all’arte visiva. A cura di Luca Cesari, il volume riunisce lettere, saggi per cataloghi e interventi giornalistici. Sono testi che offrono una prospettiva insolita sul panorama artistico del Novecento, visto con gli occhi di un poeta che traduce l’arte contemporanea in un linguaggio personale. Dal primo dopoguerra agli anni Sessanta, Ungaretti legge opere di Fautrier, Martini, Ensor con sensibilità letteraria e attenzione al colore e alla forma. Il libro fa da ponte tra letteratura e pittura, dimostrando come l’arte possa diventare strumento di conoscenza culturale e storica. Un testo che invita a guardare oltre l’immagine, per cogliere la profondità della creazione poetica applicata alla visione visiva.
Un altro volume da non perdere è “Oltre il visibile” dedicato a Mario Giacomelli, curato da Katiuscia Biondi Giacomelli e Bartolomeo Pietromarchi per Electa. Il libro accompagna la mostra al Centro Saint-Bénin di Aosta e funge anche da catalogo monografico. Il progetto si distingue per una ricerca grafica che mette in dialogo contenuto e forma, grazie al lavoro di Irene Bacchi e Leonardo Sonnoli. La raccolta racconta l’evoluzione della fotografia di Giacomelli, che supera la semplice documentazione per costruire un linguaggio personale e riconoscibile. Le sue immagini sono vere e proprie narrazioni visive, capaci di catturare atmosfere e storie con un’intensità emotiva e poetica che lascia il segno, confermando il ruolo centrale di Giacomelli nella fotografia italiana e oltre.
“Il corpo in pezzi” di Linda Nochlin, edito da Johan & Levi, affronta il tema del corpo mutilato nell’arte occidentale. L’autrice, pioniera degli studi femministi in ambito artistico con il suo celebre saggio “Perché non ci sono state grandi artiste?”, esplora come il corpo frammentato venga rappresentato nella storia dell’arte, dal Settecento fino a fotografi contemporanei come Cindy Sherman. Nochlin mette a fuoco la tensione tra frammentazione e unità, rivelando la complessità nascosta dietro le immagini. Nonostante sia un libro di dimensioni contenute, si rivela uno strumento fondamentale per chi vuole capire identità, potere e percezione del corpo nell’arte.
Il volume “Clemen Parrocchetti”, pubblicato da Dario Cimorelli e curato da Marco Scotini, ripercorre la carriera di una protagonista dell’arte italiana del Novecento. Nata nel 1923 e attiva dagli anni Cinquanta nella Milano alto-borghese, Parrocchetti lega la sua pittura intensa ai fermenti sociali degli anni Sessanta e Settanta, con un forte impegno femminista. Le opere dopo il ’68 sprigionano energia e tensione, esprimendo una voglia di ribellione e cambiamento sociale. Il libro offre analisi e testimonianze che aiutano a leggere con chiarezza l’eredità artistica e politica di Parrocchetti, sottolineando la coerenza e la forza di un percorso segnato da etica e passione civile.
Jacopo Benassi, insieme a Michele Lombardelli, presenta “Make War Not Love”, un progetto che rovescia lo slogan pacifista con un titolo provocatorio. L’evento e il libro, pubblicati da Postmedia Books nel 2026, raccolgono fotografie scattate durante una performance visiva e sonora a cui ha partecipato il pubblico. Le immagini non sono semplici documenti, ma istanti congelati in cui si coglie la relazione tra spettatore, suono e immagine, con nuove sfumature. Il lavoro si inserisce in un confronto attuale che mette in discussione percezioni e comportamenti collettivi. Il volume di 64 pagine si propone come una riflessione sulle esperienze condivise in contesti artistici e interattivi.
“ArteModa”, edito da Rizzoli, racconta il rapporto tra arte e moda attraverso la produzione di Dolce & Gabbana. Questo libro di 336 pagine, con copertina vellutata, è una sorta di bibbia visiva realizzata dagli stilisti stessi. Gli abiti riproducono opere iconiche, trasformando cappe, cappotti e sete in superfici che raccontano storie. Tra le immagini più famose ci sono l’Annunciazione di Botticelli, le vedute veneziane di Canaletto e la Madonna Sistina, trasposte in capi da passerella che diventano omaggi alla memoria artistica reinterpretata. Il libro sottolinea come Dolce & Gabbana sappiano unire qualità sartoriale e riferimenti iconografici, creando un dialogo continuo con l’arte storica.
“Luigi Ghirri. Felicità”, pubblicato da MACK e curato da Alessio Bolzoni con la partecipazione del regista Luca Guadagnino, si apre con un’immagine simbolica: la parola “felicità” scritta su un pezzo di carta. Attraverso testi inediti dello stesso Ghirri, si esplorano concetti come “l’opera aperta” e “il paesaggio impossibile”. L’artista richiama la sua infanzia e la passione per atlanti e album fotografici di famiglia, viste come prime forme di conoscenza visiva e mentale. Le fotografie raccolte ci portano in un viaggio tra luoghi reali e simbolici, rivelando atmosfere di intimità e contemplazione. Il volume conferma l’importanza di Ghirri come voce autorevole sulla natura della fotografia, capace di offrire una visione meditata della realtà.
“Habana, eventual” di Paolo Simonazzi, pubblicato da Silvana Editoriale, si concentra su Centro Habana, cuore pulsante di Cuba con un forte valore sociale e culturale. I testi sono firmati dal giornalista Davide Barilli e dalla curatrice Ilaria Campioli, che offrono un racconto critico del luogo e delle sue storie. Le fotografie mostrano volti, oggetti e scorci che oscillano tra quotidiano e surreale. Il termine “eventual” sintetizza questa ambiguità, richiamando il carattere provvisorio e imprevedibile della vita urbana e sociale. Le immagini costruiscono un racconto visivo che unisce memoria e presente, in un contesto difficile ma vibrante, testimoniando un’Italia lontana eppure vicina per dinamiche umane.
Stefano Torrione firma “Sacred Bread. Le vie del pane”, con un testo di Gabriel Bauret, pubblicato da MI-HUB nel 2026. In bianco e nero rigoroso, il fotografo ed etnografo compie un viaggio in sedici luoghi intorno al Mediterraneo. Dalla Mesopotamia alla Spagna, passando per Africa e Italia, il pane diventa simbolo e filo conduttore di storie culturali, sociali e spirituali. Le immagini richiamano la tradizione del fotogiornalismo del Novecento, con una cura compositiva che unisce valore documentario e poesia. Il lavoro si presenta come un’indagine antropologica sulle pratiche alimentari, raccontando viaggi, identità e rituali legati al cibo.
Questi libri testimoniano il lavoro di autori e curatori impegnati a mettere in luce sguardi critici, storie e icone. Il 2026 si conferma un anno ricco di pubblicazioni che riportano l’arte e la fotografia al centro del dibattito culturale. Le storie raccontate mettono a fuoco continuità e rotture, tradizione ed evoluzione, alla ricerca di nuovi racconti per il nostro tempo.
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