Nel 1826, a Collodi nasceva Carlo Lorenzini, meglio noto come Carlo Collodi, l’autore che ha regalato al mondo Pinocchio. Oggi quel piccolo paese toscano si prepara a un 2026 speciale. Non solo ricorderà i 200 anni dalla nascita dello scrittore, ma celebrerà anche i 70 anni del suo celebre Parco di Pinocchio, un luogo che ha segnato l’immaginario collettivo di generazioni di bambini. La Fondazione Nazionale Carlo Collodi è già al lavoro per trasformare queste ricorrenze in un’occasione di rilancio: non si tratta solo di omaggiare il passato, ma di intrecciare tradizione e cultura contemporanea, con uno sguardo aperto alle sfide future.
Parco di Pinocchio, 70 anni di arte e fiaba che prende vita
Il Parco di Pinocchio aprì i battenti nel 1956 con un’idea ambiziosa: trasformare la celebre fiaba in un’esperienza concreta fatta di sculture, architettura e paesaggi. Fin dall’inizio il progetto ha coinvolto artisti e architetti di rilievo come Emilio Greco, noto per le sue sculture piene di espressività, e gli architetti Renato Baldi e Lionello De Luigi, che hanno contribuito a creare un vero e proprio villaggio a tema.
Col passare del tempo, il Parco è cresciuto e si è rinnovato. Il Paese dei Balocchi, firmato da Pietro Porcinai, ha portato un tocco di modernità, affiancato da sculture di Pietro Consagra e architetture di Marco Zanuso. Il risultato è un percorso che coinvolge tutti i sensi, pensato per visitatori di ogni età.
L’offerta si è evoluta, puntando sempre a valorizzare la leggenda di Pinocchio e a tenerla viva nel presente. Arte e didattica si intrecciano, offrendo un’esperienza che unisce racconto, natura e cultura in un ambiente unico.
Il Giardino Garzoni: un tesoro barocco vicino al Parco
Accanto al Parco di Pinocchio si trova il Giardino Garzoni, un gioiello cinquecentesco e uno degli esempi più belli di giardino storico italiano. Situato su una collina, il giardino si sviluppa su terrazze, con giochi d’acqua, rampe scenografiche e strutture vegetali progettate secondo lo stile barocco.
Il Giardino Garzoni è rimasto intatto nel tempo, conservando la sua complessità e bellezza. La gestione del giardino si intreccia con quella del Parco di Pinocchio, creando un polo dove natura, arte e storia si fondono.
Oltre al valore estetico, il giardino è anche un rifugio per la biodiversità, con specie vegetali e animali che arricchiscono l’esperienza dei visitatori. La collaborazione tra Giardino e Parco rappresenta un esempio di valorizzazione integrata del patrimonio artistico e naturale.
La Casa delle Farfalle: natura e curiosità in una serra unica
Dal 2007 Collodi ospita la Casa delle Farfalle, una grande serra a clima controllato dedicata alla conservazione di farfalle tropicali. Questa struttura porta un elemento nuovo al complesso, offrendo un’esperienza immersiva che avvicina i visitatori alla natura e alla biodiversità.
La Casa delle Farfalle arricchisce l’offerta culturale, attirando scuole, famiglie e appassionati. Qui arte e ambiente si incontrano, con un approccio didattico che stimola l’osservazione e la scoperta diretta.
Insieme, Parco di Pinocchio, Giardino Garzoni e Casa delle Farfalle formano un sistema culturale e naturale che si distingue in Europa. Il mix tra racconto, arte, storia del paesaggio e tutela della biodiversità è un modello innovativo di valorizzazione del territorio.
Tra tensioni e speranze: la voce dei lavoratori sul futuro del Parco
Non mancano però le difficoltà. Negli ultimi giorni, a seguito di polemiche sulla stampa riguardo alla stabilità della Fondazione Nazionale Carlo Collodi e alla gestione del Parco, sono intervenuti i dipendenti. Il 13 luglio, diciannove lavoratori di Collodi Entertainment e della Fondazione hanno pubblicato una lettera aperta.
Nel testo, i dipendenti riconoscono un miglioramento rispetto agli anni passati, segnati da incertezze economiche e organizzative. Hanno citato risultati concreti: nuove assunzioni, riordino delle strutture e rafforzamento degli uffici culturali, che hanno reso più positiva l’esperienza di visitatori e operatori.
Hanno poi denunciato alcune dichiarazioni, a loro avviso troppo politicizzate, che rischiano di mettere in ombra il lavoro e il futuro di chi è impegnato quotidianamente nel Parco. La loro richiesta è di riportare il dibattito su un piano concreto, focalizzandosi su organizzazione e rilancio.
Le preoccupazioni restano, ma gli operatori in prima linea mostrano una volontà chiara: stabilità e crescita, in linea con i programmi che accompagnano il settantesimo anniversario e i 200 anni dalla nascita di Collodi. Nel 2026, Collodi tornerà così a essere il centro di una delle più belle storie della cultura italiana dedicata all’infanzia e al patrimonio artistico.