Entrando nella CAR Gallery di Bologna, qualcosa cattura subito lo sguardo: oggetti che sembrano vivere, respirare, dialogare tra loro. Al centro di questo dialogo c’è un vaso, ma non uno qualsiasi. Alessandro Roma, nato a Milano nel 1977, lo prende e lo trasforma. La sua ceramica non è più statica, si fa fluida, mutevole, quasi viva. Quel vaso tradizionale, così familiare, si trasforma in una forma che sfida la percezione, cambia il modo in cui percepiamo non solo l’oggetto, ma l’intero spazio intorno.
Il cuore della mostra “L’apparente” sta nella trasformazione profonda dei materiali ceramici. Roma spinge oltre i confini della scultura in ceramica smaltata, unendo elementi vegetali in composizioni fluide che sfuggono a qualsiasi definizione precisa. Queste forme si distribuiscono nello spazio espositivo e sembrano rispondere allo sguardo del visitatore, andando oltre il semplice piacere estetico.
Non si tratta di riprodurre la natura in modo fedele, ma di creare una visione personale e in continuo divenire, un’illusione che mette in discussione la solidità stessa del materiale. Le sculture, complesse e articolate, creano una tensione visiva che si amplifica grazie ai bassorilievi alle pareti: anche questi ultimi ricompongono elementi naturali, ma in modo ambiguo, senza offrire una lettura immediata.
Questa sospensione tra ciò che si riconosce e ciò che sfugge spinge chi guarda a guardare oltre l’ovvio, a immergersi in un’esperienza più intensa. I colori, ottenuti con diverse tecniche di cottura, emergono nell’allestimento come piccole luci, senza mai perdere l’eleganza sobria che permea tutta la mostra.
In un mondo invaso da immagini rapide e stimoli continui, le opere di Roma si presentano come un momento di calma, un invito a fermarsi e pensare. La ceramica non è solo un supporto, ma un vero e proprio interlocutore: l’artista ascolta le sue suggestioni invece di imporre la propria volontà.
Da questo scambio nasce un dialogo tra l’idea creativa e la natura del materiale, che apre a una lettura nuova del mondo intorno a noi. Le superfici fluide e sensuali delle ceramiche diventano così uno specchio della complessità e dello spaesamento del nostro tempo, tradotte in forme e colori.
Roma affronta l’instabilità dei nostri giorni senza certezze o rigidezze. Le sue opere si trasformano e si adattano, diventando una strategia per ricucire il rapporto tra uomo e natura.
I colori scelti evocano momenti fugaci della giornata, come l’alba o il tramonto, creando un’atmosfera che trasforma il disorientamento in una contemplazione tranquilla. Le installazioni offrono così uno spazio mentale protetto, un luogo dove artificio e natura si incontrano senza scontri.
Questa idea prende forma nella mostra di Bologna come un’esperienza immersiva, in cui spettatore e materia si trovano in un equilibrio delicato ma vitale, aprendo nuove strade di significato e percezione.
La mostra “L’apparente” di Alessandro Roma è in corso alla CAR Gallery, via Azzo Gardino 14/a, Bologna. Si potrà visitare fino al 31 luglio 2026, un’occasione per scoprire un percorso artistico originale e profondamente attuale, che riflette le inquietudini e i cambiamenti del nostro tempo.
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