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Milano ospita la prima mostra europea dell’artista giapponese Aki Sasamoto: un viaggio tra memoria ed emotività

Al Pirelli HangarBicocca, Milano si anima di un’energia inedita. Da pochi giorni, uno spazio vasto e industriale si trasforma in teatro di un’esperienza che sfida le categorie tradizionali dell’arte. Aki Sasamoto, artista giapponese con una carriera che supera i vent’anni, porta per la prima volta in Europa una mostra personale. “XYZ” non è solo un titolo criptico: è una porta aperta sulle relazioni umane, raccontate attraverso movimenti di danza, oggetti comuni e persino matematica. Qui, ogni installazione, ogni performance, lavora per coinvolgere direttamente chi entra, invitando a riflettere sulle connessioni invisibili che tessono la nostra quotidianità. Fino a gennaio 2027, Milano si fa custode di questo dialogo intenso, dove arte, scienza e memoria si intrecciano senza confini.

Aki Sasamoto: tra matematica, danza e improvvisazione, il segno di una ricerca unica

La ricerca di Sasamoto nasce da un percorso personale fatto di spostamenti e incontri culturali. Nata a Yokohama, ha lasciato il Giappone da giovane con una formazione iniziale in matematica, per poi dedicarsi alla danza alla Wesleyan University nel Connecticut, dove si è laureata. Qui ha cominciato a intrecciare movimento e rigore scientifico, dando forma a una visione originale. Il suo percorso è proseguito con un master in Arti Visive alla Columbia University di New York, dove ha approfondito le sperimentazioni sonore e gestuali degli anni Cinquanta e Sessanta, studiando artisti come John Cage e Alvin Lucier, pionieri dell’arte performativa. Questo mix di disciplina, creatività e un tocco di improvvisazione jazz ha dato vita a un linguaggio artistico inconfondibile, che Sasamoto ha coltivato con passione negli anni.

Nel suo lavoro, il corpo e gli oggetti di uso comune diventano protagonisti di storie che raccontano tensioni emotive, relazioni sociali, desideri e paure. Spesso gli oggetti sembrano fuori posto, deformati o messi insieme in modi inaspettati, mettendo in discussione il rapporto tra individuo e spazio. Le sue performance fanno sì che lo spettatore guardi con occhi nuovi, trovando nuove forme di consapevolezza. Da quasi vent’anni vive a New York, dove oltre a creare insegna come direttrice degli studi di scultura alla Yale University. I suoi lavori hanno girato il mondo, ma questa mostra a Milano segna un passo importante per il suo riconoscimento in Europa.

“XYZ”: un viaggio nello spazio e nelle contraddizioni della società

“XYZ”, curata da Roberta Tenconi e Tatiana Palenzona, è un percorso stratificato e complesso. Il titolo richiama le ultime lettere dell’alfabeto, simbolo dello spazio tridimensionale: gli assi x, y e z, punto di partenza per riflettere sul corpo e sulla materia nelle sue molte forme. Allo stesso tempo, “XYZ” gioca con l’espressione inglese “eXamine Your Zipper”, che indica quel momento imbarazzante in cui la cerniera è aperta, portando un tocco di ironia e vulnerabilità nell’allestimento.

Le opere, disposte nelle ampie sale dello shed dell’HangarBicocca, coprono diversi momenti della carriera di Sasamoto. Un filo rosso le unisce: l’indagine sulle regole sociali e sulle relazioni tra le persone, che influenzano il corpo e le memorie individuali. Sculture, installazioni e video dialogano con la matematica, spesso presente sotto forma di grafici, meccanismi o formule simboliche. Questo crea una tensione palpabile tra numeri e vissuto. Il pubblico, immerso in questo ambiente, è invitato a confrontarsi con le proprie emozioni e ricordi, in un continuo scambio tra dati concreti e esperienza personale.

Spicca l’uso di oggetti quotidiani, trasformati in modi inattesi o addirittura disturbanti. Così l’ordinario diventa uno strumento per interrogarsi su questioni universali, senza mai perdere un tocco di ironia e gioco.

Le opere chiave: movimento, scultura e memoria che prende vita

Tra le installazioni più suggestive della mostra milanese c’è “Sounding Lines” , una struttura fatta di molle motorizzate e esche da pesca mescolate a utensili domestici, che si muovono in modo ipnotico e simbolico. “Catch or Be Caught” alterna aperture e chiusure di due meccanismi in metallo, che ricordano un fiore o una trappola per granchi, unendo bellezza e pericolo.

Il tema del ciclo è al centro di “Delicate Cycle” , dove lavatrici e scarabei stercorari si incontrano in un assemblaggio che decostruisce la ripetizione quotidiana, trasformandola in una riflessione sul tempo e sull’esistenza. Il trauma intergenerazionale si fa tangibile in “Secrets of My Mother’s Child” , installazione e performance con una barra metallica sospesa che rappresenta la formula X x Y = 1, metafora della condizione umana e della trasmissione di memorie difficili.

Non meno intense sono “Centrifugal March” e “Strange Attractors” , presentata alla Whitney Biennale. Qui tavoli sospesi, circuiti chiusi e bicchieri ancorati a retine per frutta creano costellazioni simboliche, trasformando lo spazio in un organismo vivo e carico di significati.

Programma e appuntamenti: l’arte di Sasamoto prende vita a Milano

Vista la natura performativa del lavoro di Sasamoto, la mostra a Milano prevede numerosi momenti dal vivo. Tra fine settembre e ottobre, l’artista sarà all’HangarBicocca per attivare le opere che richiedono la partecipazione diretta del pubblico, tra cui la celebre installazione interattiva “Wrong Happy Hour”, definita spesso come il suo “bar disfunzionale”.

Non mancheranno incontri pubblici dedicati a appassionati e addetti ai lavori. Da segnalare quello del 22 ottobre, quando Sasamoto dialogherà con Massimo Bernardi, direttore del MUSE di Trento, in un confronto sul legame tra arte, scienza e memoria visto da punti di vista diversi.

In parallelo uscirà una monografia ricca di saggi critici che ripercorrono con attenzione la carriera dell’artista, mettendo in luce le sfumature teoriche e poetiche che animano il suo lavoro. La mostra milanese si presenta così come un appuntamento da non perdere per scoprire un’artista dal linguaggio originale, capace di restituire all’arte un ruolo di riflessione profonda e, al tempo stesso, giocosa sulle fragilità dell’essere umano.

Redazione

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