Mostra del Cinema di Venezia 2026: la guida definitiva ai film imperdibili del festival

Lido di Venezia, fine estate 2026: le giornate cominciano a farsi più fresche, ma i riflettori sul cinema restano roventi. La Mostra del Cinema apre le sue porte, come ogni anno, trasformando la città in un crocevia di storie appena nate. Qui, il cinema dei grandi maestri si incrocia senza timori con quello delle nuove leve. Fiction e documentari si sfidano a colpi di sguardi diversi, raccontando temi lontani ma di stretta attualità. Tra queste pellicole si nascondono i titoli che presto infiammeranno il dibattito culturale, alcuni destinati a diventare icone, altri a stimolare riflessioni profonde. Il programma di Venezia 2026 promette un mosaico vivo, fatto di memoria, innovazione e impegno civile.

Grandi ritorni e nuove leve italiane al Lido

L’Italia arriva a Venezia con una selezione variegata, dove stili e temi diversi si intrecciano con energia e freschezza. Tra gli eventi più attesi c’è il ritorno in concorso di Nanni Moretti con Succederà questa notte, adattamento dei racconti di Eshkol Nevo che segna il suo rientro al Lido dopo 37 anni, dal tempo di Palombella rossa. Un lavoro che promette una riflessione sulla letteratura straniera tradotta in cinema italiano.

Andrea Pallaoro presenta The Echo Chamber, un progetto nato da un’idea di Bernardo Bertolucci e scritto insieme a Ludovica Rampoldi e Ilaria Bernardini. Un legame diretto con l’eredità di uno dei grandi del nostro cinema. Pallaoro, già noto per Monica , continua a spingere i confini narrativi con uno sguardo personale e intenso.

Tra i nomi nuovi, Paolo Strippoli conferma la sua voce con L’estranea, un horror che affonda le radici nella realtà contemporanea, usando il genere per raccontare storie dense di tensione e attualità. La sua capacità di mescolare paura e riflessione sociale rende il film uno dei più interessanti.

Non solo fiction: la Mostra accoglie anche documentari di rilievo, come Carla Lonzi, dentro e fuori dal mondo, che ripercorre vita e pensiero della fondatrice di Rivolta Femminile, figura chiave del femminismo radicale e critica d’arte. E poi La città dei vivi, che torna sul tragico omicidio di Luca Varani, tratto dall’omonimo libro di Nicola Lagioia, affrontando cronaca giudiziaria e questioni sociali con rigore.

Infine, La ragazza con la Leica, diretto da Alina Marazzi, racconta Gerda Taro, pioniera del fotogiornalismo di guerra, la cui opera ha immortalato momenti decisivi e drammatici del Novecento, restituendo giustizia a una figura femminile spesso dimenticata dalla storia ufficiale.

Documentari di spessore tra musica, architettura e grandi protagonisti

La sezione documentaria della Mostra si presenta come un mosaico di approfondimenti su temi e personalità di spicco. Tra le anteprime più attese c’è Oasis: Don’t Look Back in Anger, il documentario sulla celebre band britannica dei fratelli Gallagher. Il film arriva in un momento di rinnovato interesse grazie alla recente reunion, e promette di catturare sia gli appassionati di musica sia i cinefili. Racconta backstage, concerti e interviste, offrendo uno sguardo sulla storia e il successo di uno dei gruppi più influenti degli anni ’90.

Un altro grande evento è Joie de vivre, l’omaggio di Luca Guadagnino a Bernardo Bertolucci. Un documentario monumentale di sette ore che esplora l’universo creativo del regista italiano. Un lavoro che conferma l’impegno del regista milanese nel tenere viva la memoria di un maestro, offrendo un viaggio tra retroscena, opere e ispirazioni di Bertolucci. Il film mescola materiali d’archivio, interviste e sequenze rare, contribuendo a riscrivere la figura del cineasta nella cultura cinematografica di oggi.

Il programma include anche altri titoli dedicati a musica, arte e architettura, allargando lo sguardo della Mostra verso un racconto multidisciplinare che mette in relazione il cinema con altri mondi creativi, con una narrazione originale e profonda.

Cinema internazionale e sguardi sul presente dal Lido

Il panorama straniero a Venezia è fatto di nomi autorevoli e film pronti a far parlare. Werner Herzog presenta Bucking Fastard, un film che oscilla tra realtà e immaginazione, con Rooney Mara e Kate Mara in ruoli principali. Herzog conferma la sua capacità di raccontare storie potenti, con una regia che mescola realismo e visione, consolidando la sua posizione tra i grandi registi del cinema mondiale.

Wim Wenders porta al Lido From Inside Out – The Architecture of Peter Zumthor, documentario dedicato al famoso architetto svizzero e premio Pritzker 2009. Il film esplora il rapporto tra spazio, luce e materia, mettendo in luce il processo creativo e la poetica di Zumthor attraverso immagini e una narrazione meditativa. Un incontro tra due grandi personalità della cultura europea contemporanea, un dialogo tra cinema e architettura che coinvolge un pubblico ampio e appassionato.

Tra le opere più attese c’è Woman Unknown della regista danese May el-Toukhy. Un dramma psicologico intenso che si addentra nei temi dell’identità, delle relazioni e delle dinamiche di potere. È l’unico film in concorso diretto da una donna, offrendo una prospettiva femminile capace di mettere a fuoco i meccanismi sociali con sensibilità e forza.

La giuria internazionale, guidata da Maggie Gyllenhaal, avrà il compito di assegnare il Leone d’Oro tra queste e altre pellicole. Ma spesso a decidere la vera rilevanza culturale sono le discussioni nate durante le proiezioni e i confronti al Lido, dove i film possono conquistare un pubblico ben oltre il momento dei premi.

La Mostra del Cinema di Venezia 2026 si conferma così un appuntamento fondamentale per l’industria e la cultura cinematografica mondiale, capace di accogliere linguaggi e forme diverse, sempre in movimento e in evoluzione.

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