Liepāja si affaccia sul Baltico con il porto che non smette mai di lavorare, mentre poco lontano le foreste custodiscono un silenzio antico. Nel 2027, questa città lettone della storica Curlandia punta a diventare la Capitale Europea della Cultura, pronta a mettere in scena più di 500 eventi. Baiba Bartkeviča, direttrice artistica dal passo deciso, guida un progetto che vuole trasformare Liepāja in un crocevia di arte e innovazione. Non si tratta solo di richiamare turisti o performer, ma di far riscoprire alla comunità stessa le proprie radici, intrecciandole con una visione di futuro.
Baiba Bartkeviča: la cultura come motore collettivo e dinamico
Bartkeviča non ha pensato solo a eventi da mettere in calendario. La sua domanda di fondo è semplice: che ruolo ha la cultura nell’Europa di oggi? Per lei, l’arte è uno specchio che riflette i cambiamenti sociali, un modo per capire il presente e costruire un futuro condiviso. In un’epoca di sfide globali, la cultura diventa un collante, capace di rinsaldare valori come democrazia, libertà e diversità.
Il cuore di questa edizione è l’«inquietudine creativa», un’energia che spinge a interrogarsi e a non fermarsi mai. Liepāja vuole trasformare questo equilibrio tra calma e fermento, tra vecchio e nuovo, in un percorso di crescita collettiva. Il programma si snoda su cinque temi principali: European Dream, Port Paradox, New Eyes, Deliberate Modesty e Creative Foresight, che esplorano questioni come l’identità europea, il rapporto con la natura, la tecnologia e il senso di comunità.
Oltre 500 appuntamenti tra arte contemporanea, musica e memoria industriale
Il 2027 porterà a Liepāja e dintorni – dalla Curlandia meridionale fino a Kuldīga, città patrimonio UNESCO – più di 500 eventi. Dal teatro alla musica, dall’arte contemporanea alle installazioni, la proposta è ampia e pensata per coinvolgere un pubblico variegato, dai più giovani ai curiosi di ogni età. Tra i momenti più attesi c’è la mostra personale di Chiharu Shiota, artista giapponese famosa per le sue opere sulla memoria e l’appartenenza.
Non mancheranno “Sun & Sea”, vincitrice del Leone d’Oro alla Biennale di Venezia, e Europa Cantat, un festival che porterà in città oltre 3.000 cantanti e direttori d’orchestra da tutta Europa. Un richiamo al passato industriale è affidato all’itinerario New Eyes, che farà scoprire luoghi come il cantiere navale di Tosmare o l’ex acciaieria Liepājas Metalurgs, testimoni della storia economica locale.
Da sottolineare anche la scelta di spostare quasi il 40% degli eventi fuori dal centro città, per far conoscere la natura e le comunità lungo la costa baltica.
Non solo festa: investimenti per un sistema culturale solido e duraturo
Dietro questa grande manifestazione non c’è solo voglia di celebrare: Liepāja sta costruendo un progetto pensato per durare nel tempo. La città conta già su strutture importanti come teatri, musei, gallerie e la moderna sala concerti Grande Amber. Ora si punta a rafforzare tutto l’apparato, investendo in formazione, competenze e una rete internazionale per favorire scambi culturali.
Ma l’investimento più importante è sulle persone: artisti, curatori, educatori e volontari sono al centro di questa trasformazione. Sono previsti programmi di formazione rivolti ai professionisti locali per prepararli a collaborare con realtà europee, aprendo così nuove strade di crescita e confronto.
L’idea è guardare oltre il 2027, lasciando un’eredità fatta di relazioni solide, competenze affinate e una comunità più forte e connessa.
La forza della comunità: un progetto costruito dal basso
Uno dei punti di forza di Liepāja 2027 è il coinvolgimento diretto della comunità locale. Dietro al programma ci sono più di 200 partner: artisti, associazioni culturali, ricercatori ed educatori. Qui la partecipazione non è solo una parola, ma un fatto concreto: il 70% degli eventi nasce dalle realtà locali o viene scelto tramite bandi che mettono al centro la voce del territorio.
Questa pratica crea coesione sociale e dà spazio a punti di vista diversi, tutti uniti dalla voglia di raccontare una Liepāja viva, in movimento e pronta a reinventarsi. Un esempio è City Neighbours, un’iniziativa in cui i cittadini stessi propongono eventi e idee, costruendo spazi condivisi e occasioni di dialogo. L’arte diventa così un modo per intrecciare relazioni nella vita di tutti i giorni.
Giovani e scuole al centro: arte e formazione per il futuro
L’educazione è un altro pilastro: molti progetti coinvolgono giovani e scuole per sviluppare competenze artistiche e un legame più forte con la cultura locale. CreArt Contemporary Art in Schools, per esempio, porta artisti professionisti nelle scuole di Liepāja con laboratori che spaziano dalla fotografia alle arti performative, offrendo un percorso continuo di crescita e innovazione.
Un caso particolare è Karosta, quartiere con un passato militare che oggi sta vivendo una rinascita culturale. Qui il collettivo britannico Action Hero lavora con la Scuola di Musica per Bambini per creare un’opera sinfonica basata sulle storie personali dei ragazzi. Nel frattempo, artisti come Jozef Wouters coinvolgono la comunità nella realizzazione di spazi multifunzionali disegnati dagli stessi bambini, dando nuova forza alle nuove generazioni.
Liepāja 2027, una scommessa sull’identità europea e la fiducia nel futuro
Il 2027 è una sfida importante per Liepāja: un’occasione per rafforzare i legami con l’Europa e consolidare la propria identità culturale. La direzione artistica spera che la cooperazione internazionale diventi una prassi quotidiana per artisti e operatori locali, con aperture verso paesi come Italia, Portogallo, Finlandia e oltre.
Allo stesso tempo, restare fedeli alla propria unicità è considerato fondamentale. L’internazionalità deve valorizzare voci locali autentiche e originali. L’eredità che si vuole lasciare è doppia: una regione più integrata nel contesto europeo ma anche più consapevole, fiduciosa e orgogliosa delle proprie tradizioni. Liepāja si prepara così a diventare un punto di incontro culturale e un modello di sviluppo sostenibile e partecipato.