Nel cuore di Basilea, un museo si trasforma in una città da esplorare. Al Kunstmuseum Basel | Gegenwart prende vita “Testimonies to the Near Future”, la più grande retrospettiva europea dedicata a Cao Fei, artista cinese nata a Guangzhou nel 1978. Tra materiali industriali e paesaggi digitali, la mostra rivela le profonde trasformazioni sociali, culturali e tecnologiche della Cina contemporanea. Video, installazioni e ambienti immersivi accompagnano il pubblico in un viaggio sospeso tra realtà e virtuale, riflettendo su come la tecnologia rimodelli spazi urbani e identità personali. Prodotta con Small Production di Pechino, l’esposizione si affianca a un progetto parallelo sulla tematica agricola alla Fondazione Prada di Milano, offrendo così un ritratto sfaccettato e attuale del lavoro di Cao Fei nel 2024.
Cao Fei, tra industria e innovazione: una storia cinese raccontata per immagini
Cao Fei appartiene a una generazione che ha vissuto in prima persona i grandi cambiamenti economici e sociali che hanno trasformato la Cina dopo le riforme degli anni Settanta. Nata nel Pearl River Delta, una zona che da polo industriale locale si è trasformata in un centro globale della produzione, ha fatto di questa evoluzione il cuore delle sue opere. La sua ricerca si muove tra sviluppo economico, media digitali e immaginario collettivo, interrogandosi su come tutto questo cambi il rapporto tra spazio, identità e esperienza personale. Attraverso video e tecnologie, indaga temi come la memoria, il desiderio e i mutamenti sociali, trasformando gli ambienti produttivi in spunti di riflessione sul presente.
“In Whose Utopia” : la fabbrica tra rigore e libertà
Uno dei suoi lavori più noti, “In Whose Utopia”, porta lo spettatore dentro una fabbrica di illuminazione nel sud della Cina. Il video racconta la routine degli operai, fatta di precisione, ripetizione e disciplina ferrea. Ma dentro questa struttura rigorosa emergono anche brevi momenti di rottura: alcuni lavoratori si mettono a ballare, improvvisano performance, trasformando il corpo da semplice ingranaggio produttivo a spazio di espressione personale. È un punto d’incontro tra ordine economico e creatività, dove per un attimo il lavoro lascia spazio a sogni, desideri e forme di resistenza culturale che sfidano le regole del sistema.
RMB City: la città virtuale che riflette la Cina di oggi
Tra il 2007 e il 2011 Cao Fei ha creato “RMB City”, una città digitale nata su Second Life. Quest’opera segna una tappa fondamentale del suo percorso, esplorando il rapporto tra tecnologia, urbanistica e identità. RMB City è un paesaggio fatto di architetture impossibili, simboli politici e frammenti di cultura globale. È la rappresentazione di una Cina in continuo cambiamento, segnata da urbanizzazione veloce, capitalismo emergente, cultura pop e innovazione tecnologica. Questa città virtuale è un laboratorio dove si sperimentano nuove forme di abitare e socialità, ma mostra anche la dipendenza da piattaforme digitali che ne sostengono l’esistenza. Un’anticipazione di un presente in cui gli spazi digitali sono diventati estensioni della realtà.
“Asia One” : robot e umani nei magazzini del futuro
Nel video “Asia One” Cao Fei si sposta in uno dei più automatizzati centri logistici d’Asia, dove robot e sistemi di distribuzione lavorano insieme con precisione millimetrica. Il filmato racconta l’interazione tra uomini e macchine in un ambiente produttivo altamente tecnologico. Qui la tecnologia regola tempi, movimenti e ruoli, cambiando profondamente la natura del lavoro e il suo significato per chi lo svolge. L’artista osserva come questa convivenza modifichi le condizioni del rapporto tra l’essere umano e la produzione, in un’epoca in cui la tecnologia diventa parte integrante dello spazio e della vita quotidiana. Un ritratto di un presente che guarda già al futuro: magazzini robotizzati che riflettono nuovi equilibri sociali e produttivi.
Il futuro visto come stratificazione di passato e presente negli spazi che viviamo
La forza di Cao Fei sta nel guardare al futuro con l’occhio di un archeologo, scavando tra tracce di desideri, paure e speranze incise negli ambienti che abitiamo. Le sue opere raccolgono frammenti di memorie e cambiamenti che hanno dato forma al mondo contemporaneo. Virtualità, automazione e simulazioni sono strumenti che conservano il segno di queste trasformazioni. Al Kunstmuseum Basel il suo percorso si snoda tra città, fabbriche, spazi digitali e infrastrutture, raccontando le nuove forme di abitare nel XXI secolo. Il futuro emerge così come una condizione già scritta nelle immagini, nelle tecnologie e negli ambienti che viviamo ogni giorno, sottolineando il legame inevitabile tra ieri, oggi e domani.