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Balloon Museum: l’arte contemporanea diventa gioco nell’innovativo progetto di Roberto Fantauzzi

Nel 2021, Lux Entertainment ha rovesciato il modo di vivere l’arte. Roberto Fantauzzi, il fondatore, non si è limitato a creare mostre: ha dato vita a uno spettacolo dove il pubblico non è spettatore, ma protagonista. Niente più distanze fredde o silenzi imbarazzanti, ma un dialogo diretto e vibrante tra chi crea e chi guarda. Il Balloon Museum, la sua creazione più celebre, è un mondo di installazioni gonfiabili, ampie e sorprendenti, capaci di catturare l’attenzione e far sorridere. Qui l’arte si fa gioco, si fa festa. E Fantauzzi non si ferma: le sue intuizioni trasformano ogni esperienza, aprendo strade nuove e inaspettate.

Lux Entertainment: quando l’arte guida l’imprenditoria

Alla base di Lux c’è un’idea semplice ma potente: l’arte come motore, non un’aggiunta a un business già fatto. Fantauzzi spiega che tutto nasce da un’intuizione che arriva “dalla pancia”, qualcosa di sentito e lasciato crescere, prima di diventare un progetto concreto. Il suo metodo ricorda più quello degli stilisti, che anticipano gusti e tendenze, piuttosto che un processo rigido. Provare “per la prima volta” è fondamentale: si crea un’emozione da condividere con il pubblico, che risponde in modi imprevedibili, dando vita a un dialogo continuo. Mettere il visitatore al centro è la cifra di Lux: da semplice spettatore a coprotagonista attivo.

Balloon Museum: far toccare l’arte ai bambini per abbattere i tabù

Molti progetti di Lux nascono da esperienze personali di Fantauzzi, che è anche padre. Dieci anni fa, la voglia di creare momenti di gioco e scoperta per i più piccoli ha fatto nascere l’idea di spazi dove l’arte contemporanea si tocca davvero. Nei musei tradizionali, infatti, i bambini sono spesso esclusi dal contatto diretto con le opere. Lux ha ribaltato questa regola con cartelli provocatori come “Forbidden not to touch” . L’obiettivo era doppio: avvicinare i bambini all’arte coinvolgendoli fisicamente e restituire agli adulti una dimensione fatta di stupore e immersione sensoriale. Qui non si tratta solo di ambienti “immersivi”, ma di partecipazione attiva, diventando parte dell’opera stessa. Un modo nuovo di vivere le mostre, che ha cambiato la percezione del pubblico.

Oltre il confine tra arte e spettacolo: la strategia di un oceano blu culturale

Fino a poco tempo fa, arte e intrattenimento erano due mondi separati: i musei da una parte, il teatro e la musica dall’altra. Lux, con Fantauzzi alla guida, ha spostato questa linea, creando un modello inedito che fonde i due universi. L’ispirazione arriva dal libro “Strategia oceano blu”, che invita a scoprire spazi nuovi dove non competere ma inventare. Lux ha trovato questo “oceano blu” tra arte e divertimento, eventi dove cultura e spettacolo convivono senza perdere la loro identità. Così è nato un mercato nuovo, accessibile e attrattivo per pubblici diversi, senza rinunciare alla qualità artistica. Anche i grandi musei si muovono verso l’interattività, ma mantengono la loro identità: qui sta il valore del modello di Fantauzzi, un equilibrio tra libertà espressiva e rigore.

Spazi da sogno: come il Balloon Museum crea ambienti monumentali e coinvolgenti

Le installazioni di Lux non si distinguono solo per l’interazione, ma anche per le dimensioni impressionanti. La cura dello spazio è fondamentale. Prendiamo Christmas World, nato nel lockdown del 2020 quando viaggiare era difficile: qui si ricreano 67 città del mondo in miniatura, accompagnando i visitatori in un viaggio sensoriale tra tradizioni, suoni e sapori, tutto in un contesto artistico di alta qualità. Le installazioni “Hypercosmo” e “Hyperstellar” puntano allo stupore: piscine di palline gonfiabili di migliaia di metri quadrati, illuminate da luci, musica e profumi. Questi spazi monumentali si trovano in città come Roma, Berlino, New York e Singapore, e ovunque il pubblico risponde con autentica meraviglia. Lo spazio fisico diventa strumento per amplificare l’effetto artistico ed emozionale.

Tra creatività e interattività: come scegliere le opere e lavorare con gli artisti

Selezionare le opere è una fase delicata. All’inizio Lux aveva una fama più giocosa e attirare artisti di alto livello era difficile. La credibilità è cresciuta, anche grazie a collaborazioni internazionali come quella con Didier Fusillier, che ha aperto le porte a città come Parigi. Da lì sono arrivati nomi importanti come Philippe Parreno. Ma il dialogo con gli artisti non è sempre semplice: non tutti accettano che le loro opere vengano “usate” in modo così diretto, soprattutto dai bambini. Un caso emblematico è l’installazione di Alex Schweder, artista americano con mostre al MoMA: il suo grande letto gonfiabile al Grand Palais di Parigi ha visto i bambini saltarci sopra, provocando inizialmente il suo disappunto. Con il tempo però Schweder ha capito che questa interazione apre nuove possibilità all’opera. Per rispettare tutte le sensibilità, il Balloon Museum ha poi introdotto orari senza bambini, per chi preferisce una fruizione più tradizionale.

Fantauzzi: tra CEO e direttore artistico, la doppia guida di Lux

Negli ultimi mesi il ruolo di Fantauzzi è cambiato. Pur restando l’arte il motore, è diventato CEO, soprattutto dopo l’ingresso di un fondo legato a Cassa Depositi e Prestiti nel capitale di Lux. Ora rappresenta la visione aziendale in pubblico, lasciando la gestione finanziaria e organizzativa a un team dedicato. Ma lui si definisce soprattutto direttore artistico e creativo, più che un manager tradizionale: un artista “prestato” all’imprenditoria, capace di trasformare un’intuizione in impresa. La sua leadership ha creato un ambiente competitivo e stimolante, dove circa 150 persone lavorano con passione per realizzare progetti ambiziosi, guidati dalla convinzione che “nulla è impossibile”.

Il futuro del Balloon Museum: arte senza percorsi e il progetto White Out del 2027

Guardando avanti, Fantauzzi vuole abbattere ancora più barriere. Immagina un’arte senza corridoi obbligati, senza percorsi imposti che guidino le emozioni. Le opere saranno distribuite liberamente, dialogando con i visitatori in modo più sottile e intuitivo. La mostra White Out, in programma per il 2027, rappresenta questa idea: uno spazio completamente bianco, dove la luce “cancella” la vista diretta degli oggetti, lasciando spazio alla percezione e al sentimento. Non sarà solo interattività, ma libertà totale: seguire l’istinto, esplorare senza indicazioni, lasciarsi attirare spontaneamente dalle opere. Un modo di vivere l’arte che rivoluziona la tradizione curatoriale, affidandosi alla soggettività e al coinvolgimento autentico. Un passo avanti verso un’arte fluida e “autoesplicativa”, che richiama le intuizioni di Susan Sontag in “Contro l’interpretazione”.

Lux Entertainment continua così a usare l’arte come strumento di emozione e aggregazione, fondendo linguaggi diversi per aprire nuovi spazi dove incontrare creatività e gioco, trasformando il pubblico in partecipanti consapevoli.

Redazione

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