La Festa del Cinema di Roma si prepara a tornare, dal 13 al 25 ottobre 2026, con una durata mai vista: tredici giorni pieni, un allungamento deciso per accogliere un numero crescente di film e le richieste di produttori indipendenti. Giunta alla sua ventunesima edizione, la kermesse mantiene l’Auditorium Parco della Musica Ennio Morricone come cuore pulsante, ma si espande con appuntamenti in diversi angoli della città. Tra le novità, spiccano omaggi a icone come Monica Vitti e Javier Bardem, segno di un programma fitto di pellicole da non perdere e momenti speciali pensati per celebrare la storia e il presente del cinema italiano.
Monica Vitti è la grande protagonista di questa edizione, che la celebra a novantacinque anni dalla nascita. L’immagine ufficiale del festival è uno scatto di Sergio Strizzi, preso dal set di L’eclisse di Michelangelo Antonioni: Vitti immersa nelle linee architettoniche dell’EUR, simbolo non solo del film ma di una Roma moderna anni Sessanta.
L’omaggio va oltre la semplice foto. Nel Foyer Petrassi dell’Auditorium, una mostra raccoglie una trentina di fotografie di Strizzi, che raccontano i set più importanti del cinema italiano di quegli anni. Inoltre, viene presentato il documentario Terrific Sergio, realizzato dalle figlie Vanessa e Melissa Strizzi, che offre uno sguardo unico sulla carriera del fotografo, mettendo in luce il rapporto profondo tra immagine e cinema.
Tra gli ospiti di rilievo spicca Javier Bardem, che riceverà il Premio alla Carriera. L’attore spagnolo, già Oscar per Non è un paese per vecchi, porterà a Roma El ser querido di Rodrigo Sorogoyen, selezionato nella sezione Best of 2026. Il premio gli sarà consegnato da Paolo Sorrentino, un incontro di generazioni e talenti.
Non meno importante il riconoscimento a Tessa Ross, che riceverà l’Industry Lifetime Achievement Award. La produttrice britannica, volto chiave dietro film come The Millionaire e 12 anni schiavo, sarà premiata alla serata inaugurale da Edward Berger, a sottolineare il ruolo fondamentale di chi lavora dietro le quinte.
Il festival propone quest’anno titoli che intrecciano cinema e arti visive con storie originali e intriganti. Tra i documentari spicca Il caso Modigliani di Luca Rea, che racconta la vicenda delle tre sculture attribuite a Modigliani, poi rivelatesi falsi. Un’inchiesta che mette a nudo le tensioni tra autenticità e percezione.
Da non perdere anche Chiaroscuro di Jan Maria Michelini, una serie che mescola fiction e indagine. Pierpaolo Spollon interpreta Cosmo Speranza, un esperto d’arte che aiuta la polizia di Roma a scoprire falsi con una sensibilità particolare, esplorando i confini tra realtà e inganno.
C’è spazio anche per Pinocchio, il bambino del mondo di Paolo Borraccetti, documentario che celebra i duecento anni di Carlo Collodi. Attraverso materiali d’archivio e testimonianze di registi come Guillermo del Toro e Francesca Comencini, il film racconta come il burattino ha conquistato il mondo, dalla Disney alle versioni iraniana, cinese e sovietica.
Tra le produzioni italiane più attese c’è Giorni felici di Susanna Nicchiarelli, tratto dall’omonima graphic novel di Zuzu. Claudia, la protagonista, affronta mutazioni immaginarie in momenti di forte stress emotivo, un racconto intenso su identità e crescita. Nel cast spiccano Carlotta Gamba e Riccardo Scamarcio.
Per chi ama l’animazione e il fantastico, da segnalare Caro mondo crudele di Niccolò Falsetti. Ambientato alla fine degli anni Novanta, racconta la ricerca di un’amica scomparsa da parte di Giovanna, con l’aiuto di animazioni firmate Zerocalcare. Un modo nuovo di parlare di infanzia e trauma, con riferimenti alla cultura pop giapponese.
Sul fronte documentari, spicca Mustang di Kasia Smutniak, che torna su un viaggio in Nepal iniziato nel 2003 e sull’impegno per salvaguardare la cultura della remota regione del Mustang. La storia attraversa vent’anni di cambiamenti, con immagini ritrovate dalla figlia Sophie, usate per sostenere la costruzione di una scuola.
Il festival vede anche il debutto alla regia di Valerio Lundini con Cambogia, una commedia surreale in cui un attore si ritrova intrappolato tra finzione e realtà. Nel cast Benedetta Porcaroli, Gabriel Montesi e Sonia Bergamasco, in un racconto che gioca con l’identità e la confusione.
Tra i titoli stranieri più attesi c’è The Debut di Jesse Eisenberg. Julianne Moore è Mona Friedman, che trova nella recitazione amatoriale un modo per liberarsi. Accanto a lei Paul Giamatti, in un film che indaga il potere trasformativo del teatro nella vita di tutti i giorni.
L’edizione 2026 della Festa del Cinema di Roma conferma un format ormai consolidato: concorso internazionale, sezioni tematiche, omaggi, restauri e incontri con i protagonisti del cinema. L’Auditorium resta il cuore pulsante, mentre la città si trasforma in un grande palcoscenico diffuso. Il programma completo sarà annunciato a breve, alimentando l’attesa per uno degli eventi culturali più importanti dell’anno nella Capitale.
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