Ogni anno, per nove giorni, Milano trasforma il disegno da semplice esercizio preparatorio in protagonista assoluto. La Drawing Week, giunta alla sesta edizione, è ormai un appuntamento fisso che sfida la tradizionale gerarchia dell’arte. Qui la carta non è più solo un supporto, ma diventa campo di sperimentazione e dialogo. Dal 21 al 29 novembre 2026, la città accoglierà mostre, workshop e incontri pensati per esplorare tutte le potenzialità di un linguaggio spesso sottovalutato. E questa volta, l’evento si presenta ancora più ambizioso, con collaborazioni internazionali capaci di ampliare gli orizzonti del disegno contemporaneo.
Tutto nasce dall’intuizione di Irina Zucca Alessandrelli, che quattordici anni fa ha cominciato a censire e documentare i disegni nelle collezioni italiane, dando così il via a una vera rivoluzione culturale. Il disegno, fino a poco tempo fa, era spesso considerato un semplice “passaggio”, un supporto preparatorio rispetto ad altre forme d’arte. Alessandrelli, invece, ha voluto portare questi lavori su carta sotto i riflettori, riconoscendo loro piena autonomia e valore. Così è nata la Collezione Ramo, oggi composta da circa 800 opere che raccontano il Novecento e l’arte contemporanea, esplorando tecniche e temi legati al disegno. Il tutto accompagnato da un volume critico, con la copertina firmata da Giovanni Anselmo, che offre una lettura storica e critica del disegno italiano.
Non manca uno sguardo oltre confine: a Houston, il Drawing Institute della Menil Collection è uno dei pochi spazi dedicati esclusivamente al disegno, anche se manca una rappresentanza significativa del Novecento italiano. Alessandrelli ricorda come tutte le grandi rivoluzioni artistiche siano passate anche attraverso il segno e la carta, riconoscendo nel disegno lo strumento narrativo di ogni svolta creativa. La Collezione Ramo non è solo un archivio, ma un pezzo importante per ricostruire una storia dell’arte italiana spesso trascurata, un tassello per capire come sono cambiate le idee e i metodi nel tempo.
La sesta edizione della Milano Drawing Week punta sul dialogo diretto tra presente e passato. Ogni artista contemporaneo chiamato a partecipare risponde a un’opera scelta dalla Collezione Ramo, dando vita a un confronto serrato. Tra gli abbinamenti più interessanti spiccano Margarita Gluzberg con Fausto Melotti e Hernan Pitto Bellocchio con Alighiero Boetti. Non mancano poi Roberto De Pinto e Bruno Munari, Francesco Snote con Antonio Donghi, Mattia Barbieri e Mario Schifano, Damir Očko in relazione a Lucio Fontana, Nicole Colombo ancora con Boetti e Massinissa Selmani che incontra Lucio Del Pezzo.
Questo scambio non è solo un omaggio ai grandi del Novecento, ma crea una rete viva e dinamica tra generazioni diverse. Una sfida culturale che invita a guardare il disegno con occhi nuovi, come una pratica ancora attuale e capace di rinnovarsi continuamente.
La settimana del disegno si allarga anche fuori dai confini milanesi, coinvolgendo città come Londra, Palermo e Cremona. Sono in programma dieci mostre tra gallerie private e spazi pubblici. Alla Fondazione Scanavino, in collaborazione con l’Archivio Scanavino, si celebra il ventennale delle opere su carta di Emilio Scanavino, con un’attenzione particolare ai suoi disegni a tema erotico. Alla Cittadella degli Archivi, invece, spazio a Ericailcane, street artist per cui il disegno è una fase centrale del processo creativo.
Questa molteplicità di luoghi restituisce al disegno una dimensione espositiva varia e accessibile, capace di attrarre un pubblico diversificato. Si va dal collezionismo all’arte contemporanea, fino alla street art e all’arte pubblica. Ogni mostra è un’occasione per riflettere sulle potenzialità espressive della carta, in un confronto aperto tra tecniche e contenuti diversi.
Uno degli aspetti più caratteristici della Drawing Week è il coinvolgimento diretto del pubblico. L’idea di Irina Zucca Alessandrelli è far emergere il disegno non solo come arte, ma anche come strumento di benessere e inclusione. Durante la settimana si terranno workshop per tutte le età, pensati per avvicinare adulti e ragazzi senza la pressione di dover ottenere un risultato perfetto. L’obiettivo è mettere in luce il valore ludico e terapeutico del disegnare, inteso come espressione libera e condivisione.
Non mancheranno momenti collettivi di disegno: alla Scuola di Santa Rosa si svolgerà un incontro dedicato, mentre nella chiesa di San Fedele è previsto uno Sketch Meeting con fino a cento partecipanti impegnati nel disegno dal vivo. Questi appuntamenti mostrano come il disegno possa essere un’arte comunitaria, capace di unire e far emergere la creatività di tutti.
Ci saranno anche momenti di confronto più teorici: alla Pinacoteca Ambrosiana, Roberto Cuoghi discuterà con l’avvocato Elisa Vittone su temi legati alla tutela dello stile e ai diritti degli artisti, soprattutto nell’era dell’intelligenza artificiale. Il dibattito si lega all’impegno della Collezione Ramo nel campo della conservazione e del restauro, testimoniato dal recente intervento sul cartone di Raffaello conservato proprio all’Ambrosiana.
Tra le novità più importanti della sesta edizione c’è il Premio Milano Drawing Week, sostenuto dal Gruppo Censeo. Per il 2026 il riconoscimento si trasforma in una residenza artistica di un mese a Londra, presso il Worlding Project, uno spazio dedicato a progetti innovativi diretto da Joana P. Neves e Diogo Pimentao. È un’occasione preziosa per un artista italiano di confrontarsi con un pubblico e un contesto internazionale, spesso difficili da raggiungere.
La residenza nasce per dare nuova linfa alla scena italiana e favorire scambi con ambienti artistici europei. In un’epoca in cui le forme e i modi di fare arte cambiano velocemente, queste esperienze diventano fondamentali per far emergere nuovi talenti e rafforzare il circuito del disegno contemporaneo in Italia.
Così, la Milano Drawing Week si conferma un appuntamento da non perdere per chi vuole seguire da vicino un’arte in continua evoluzione, capace di dialogare con la storia senza perdere di vista il presente e il futuro.
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