Trenta metri di arte si intrecciano con suoni avvolgenti dentro le mura antiche del Castello Orsini-Colonna di Avezzano. Non è un evento comune: un luogo che ha visto secoli di storia si trasforma in un’esperienza sensoriale unica. Felice Levini, artista visivo, e Carlo Crivelli, compositore, uniscono le forze per dare vita a “Archeologie Eclettiche”, un progetto che va oltre la semplice mostra. Qui, le pareti non sono solo testimoni del passato, ma diventano custodi di un dialogo tra immagini e suoni, capaci di risvegliare la memoria stessa dell’edificio. Camminando tra installazioni e melodie, chi entra viene trascinato in un viaggio che fonde epoche diverse, rendendo il castello un luogo vivo, pulsante e in continuo mutamento.
Felice Levini: quando la citazione diventa spazio vivo
Il lavoro di Felice Levini in “Archeologie Eclettiche” è una continua ricerca sul senso dello spazio, sia dal punto di vista concettuale che sensoriale. Cofondatore dello storico spazio romano Sant’Agata de’ Goti e figura di spicco del movimento Nuovi-Nuovi, teorizzato da Renato Barilli, Levini ha sempre mescolato ironia, decorazione e riferimenti colti, mettendo in discussione le regole del decoro e della citazione. Nella mostra, le sue opere invadono le sale e il cortile del castello con interventi imponenti e frammentati.
All’esterno, una freccia gigante dal ciclo “Dal Giorno alla Notte” si staglia nello spazio, mettendo in dialogo cielo e terra. Dentro, trenta metri di figure a pennarello della serie “Progettare il Caos” scorrono come un fregio moderno sul muro del salone d’ingresso. Questi disegni non sono solo immagini, ma veri e propri strumenti che cambiano il modo di vivere l’architettura, creando percorsi visivi e narrativi che attraversano il castello. Nelle stanze, il visitatore si imbatte in tele puntinate, ceramiche e oggetti trovati, che sembrano frammenti archeologici riscoperti, restituendo un senso di tempo sospeso e memoria riattivata. Levini trasforma così il castello in un archivio vivo, dove arte e architettura dialogano, amplificando la percezione dello spazio.
Carlo Crivelli: il suono che trasforma il castello
Il lavoro visivo di Levini trova la sua controparte sonora nelle installazioni di Carlo Crivelli, compositore noto per il suo lavoro nel cinema d’autore e per una ricerca musicale che spazia tra generi e linguaggi. Crivelli porta nelle sale del Castello Orsini-Colonna una presenza sonora viva, eseguita dal vivo con un approccio che abbatte la barriera tra pubblico e palco.
Il suono si insinua negli spazi come un elemento invisibile ma tangibile, creando una specie di sinestesia dove le immagini prendono ritmo e il suono definisce lo spazio. I brani si sviluppano in una struttura circolare che avvolge gli ascoltatori, dialogando strettamente con le opere visive. Questo metodo dà vita a un’esperienza immersiva che cambia radicalmente la percezione del castello, superando la staticità dei reperti per offrire uno spettacolo in cui storia e contemporaneità si intrecciano in un presente continuo.
Il lavoro di Crivelli amplifica la forza narrativa e architettonica di Levini, creando un incontro insolito ma efficace tra arti visive e sonore. Il risultato è una mostra con un peso emotivo e esperienziale raro nel panorama dell’arte contemporanea.
Mostra, calendario e pubblicazioni: un’occasione da non perdere
“Archeologie Eclettiche” è promossa dalla Fondazione No Man’s Land, con il patrocinio del Comune di Avezzano e il sostegno della Fondazione Carispaq. La mostra resta aperta nelle antiche sale del Castello Orsini-Colonna fino al 25 ottobre 2026, offrendo al pubblico un’occasione unica per immergersi in un percorso artistico e sonoro intenso e coinvolgente.
Il catalogo, pubblicato in italiano e inglese da Zerynthia, Associazione per l’Arte Contemporanea OdV, contiene un saggio critico di Massimo Belli che guida il lettore nella lettura delle opere di Levini e Crivelli. La pubblicazione offre un’analisi approfondita che inquadra l’intervento nella scena artistica contemporanea, sottolineando il dialogo tra arte visiva e musica elettronica legata al cinema.
Questa iniziativa si conferma un momento importante per riflettere sul ruolo dell’arte nel riscoprire e reinventare la memoria architettonica, dimostrando come un luogo storico possa tornare a vivere grazie a pratiche artistiche complesse, capaci di coinvolgere e rinnovare l’esperienza di chi lo visita.