Nel febbraio 2027, Pier Paolo Pasolini tornerà a prendere posto sugli scaffali delle librerie italiane. Ma non si tratta di una semplice ristampa: Feltrinelli ha investito oltre un milione e mezzo di euro per rilanciare l’opera integrale dello scrittore, dopo aver acquisito i diritti da Garzanti. Un progetto ambizioso, che riprende quel legame profondo tra Pasolini e Giangiacomo Feltrinelli, figure chiave della cultura italiana del Novecento. L’idea è di far risuonare di nuovo la voce dell’intellettuale, portando al centro dell’attenzione i turbamenti sociali e politici di un’epoca che continua a influenzare il presente.
“Le ceneri di Gramsci” e “Una vita violenta”: Pasolini tra poesia e romanzo
A febbraio 2027 arriveranno due testi fondamentali. Da un lato Le ceneri di Gramsci, raccolta poetica del 1957 che segna un esperimento formale con richiami alla terzina dantesca; dall’altro Una vita violenta, romanzo del 1959 ambientato nella baraccopoli romana di Pietralata, conosciuta come “Piccola Shangai”.
Nelle poesie di Le ceneri di Gramsci Pasolini mescola lirica e prosa, personale e politico, affrontando temi come la critica a un comunismo rigido e al neofascismo, ma anche la nostalgia per la sua terra natale. Il soliloquio rivolto a Gramsci sottolinea una distanza profonda tra le sue idee e la realtà contemporanea.
Il romanzo, invece, racconta il percorso di Tommaso Puzzilli, un giovane che dalla violenza e dal degrado delle periferie romane arriva a una presa di coscienza politica, passando dal fascismo al comunismo. La sua storia si conclude tragicamente, riflettendo il prezzo umano di un cambiamento interiore e sociale. Una vita violenta fu finalista al Premio Strega nel 1959, sconfitto da Il Gattopardo, ma resta un caposaldo della letteratura italiana del Novecento.
“Scritti corsari” e “L’odore dell’India”: la dura critica dell’Italia anni Settanta
La primavera del 2027 porterà in libreria anche due raccolte di scritti che testimoniano momenti cruciali della riflessione di Pasolini. Scritti corsari raccoglie articoli scritti tra il 1973 e il 1975, pubblicati su giornali come Corriere della Sera e Paese Sera. Qui Pasolini attacca senza mezzi termini il conformismo culturale e politico dell’Italia di quegli anni, denunciando temi come aborto, divorzio, superficialità politica e consumismo dilagante. Il tono è tagliente, quasi un grido d’allarme davanti al declino morale e intellettuale del paese.
L’odore dell’India, invece, racconta il viaggio che Pasolini fece all’inizio degli anni Sessanta con Alberto Moravia ed Elsa Morante. Nei suoi articoli emerge uno sguardo attento sulle profonde disuguaglianze sociali del subcontinente, in particolare il sistema delle caste. L’incontro con Madre Teresa viene descritto con rispetto e semplicità. Pasolini non nasconde la sua critica verso una realtà fatta di povertà estrema e ingiustizie, mettendo in luce la complessità dei conflitti globali con la sua consueta lucidità.
“La nuova gioventù”: la poesia friulana che guarda alla modernità
A chiudere l’anno editoriale sarà La nuova gioventù, raccolta di poesie friulane pubblicata originariamente da Einaudi nel 1975. Il volume si divide in tre parti: la prima ripropone liriche già note legate alla giovinezza, la seconda rilegge quelle poesie con uno sguardo più critico e disilluso, mentre la terza parte mescola italiano e friulano, poesia e prosa, con forti richiami a Dostoevskij.
Qui Pasolini si scaglia contro la modernità, vista come perdita di valori autentici, con una rabbia e un’urgenza che ancora oggi colpiscono. Questa edizione darà nuova voce a un Pasolini meno narratore e più lirico, capace di raccontare con forza il disagio e la crisi del suo tempo.
Il ritorno di Pasolini in libreria non è solo una celebrazione, ma un vero e proprio rilancio della sua voce in un’Italia che oggi, più che mai, sembra aver bisogno di guardare al passato per capire il presente. Un’occasione preziosa per riscoprire uno degli intellettuali più autentici e complessi del Novecento italiano.