Il turismo deve tornare nella Costituzione. Parola di Gianmarco Mazzi, ministro del Turismo, che a Firenze, durante il Festival delle Regioni , ha fatto un annuncio chiaro e deciso. L’idea è semplice, ma carica di significato: riportare la parola “turismo” nell’articolo 9, quello che già impegna lo Stato a tutelare e promuovere la cultura. Non si tratta di una novità assoluta, anzi. Nel 1948, l’articolo 117 menzionava esplicitamente il turismo, ma con la riforma del 2001 è sparito dal testo costituzionale. Ora Mazzi vuole invertire questa tendenza, sottolineando che il turismo non è soltanto un motore economico, ma un vero e proprio strumento per valorizzare e diffondere il patrimonio culturale italiano. Un ritorno alle radici, insomma, per rafforzare l’identità del Paese.
I numeri non lasciano spazio a dubbi: la cultura è la principale ragione per cui italiani e stranieri scelgono di viaggiare in Italia. Il turismo culturale genera un giro d’affari intorno ai 56-57 miliardi di euro, a dimostrazione del peso enorme del patrimonio artistico nazionale per tutto il settore. Mazzi vuole spostare l’attenzione oltre il semplice valore economico, puntando a mettere in evidenza come la cultura sia il vero motore del turismo italiano.
In parallelo, la newsletter Pax, pubblicata ogni due settimane da Artribune, analizza queste dinamiche con occhio attento. Pax è un osservatorio che monitora le politiche territoriali per valorizzare il patrimonio culturale in modo sostenibile. Racconta buone pratiche, progetti di sviluppo turistico equilibrato e opportunità per chi opera nel settore, creando un punto di riferimento per tutti gli attori coinvolti.
Fiorella Ballabio, direttrice del World Monuments Fund Italia, ha spiegato il concetto di “balanced tourism”: un equilibrio delicato tra turismo e tutela dei beni culturali. Non basta visitare i luoghi storici, serve un coinvolgimento attivo nella loro conservazione e un dialogo con le comunità locali. L’idea è trasformare i visitatori in custodi temporanei, rivitalizzando non solo monumenti ma anche il tessuto sociale intorno a essi.
In Italia, però, la situazione è complessa. Alcune mete soffrono di sovraffollamento e rischiano il degrado, mentre altre, meno conosciute, faticano a ricevere visitatori a sufficienza per sopravvivere culturalmente ed economicamente. Questa disparità mette in luce l’urgenza di strategie mirate che sappiano bilanciare attrazione turistica e qualità della vita delle comunità locali.
Secondo i dati Istat sul benessere equo e solidale del 2023, la partecipazione culturale in Italia cresce. Ma resta forte la disomogeneità nella distribuzione dei flussi turistici: poche regioni concentrano la maggior parte delle visite. Un segnale chiaro della fragilità del sistema turistico culturale, che richiede interventi strutturali e mirati.
L’ultimo numero di Pax offre un panorama ricco e variegato di temi e percorsi che spaziano dall’Italia all’estero, sempre con un occhio attento alla cultura. Tra gli eventi spiccano i 300 anni dei Viaggi di Gulliver in Irlanda e Matera Capitale Mediterranea della Cultura e del Dialogo. La Toscana, con le sue ville medicee, resta protagonista di iniziative che mettono in rete il patrimonio storico per renderlo più accessibile.
Per chi ama camminare, Pax segnala itinerari di trekking come il sentiero glaciologico da Courmayeur, un modo per unire natura e cultura. Non mancano approfondimenti letterari, con percorsi dedicati a grandi del verismo come Giovanni Verga e Luigi Capuana, oltre a una panoramica sulle migliori pratiche di ospitalità turistica.
Oltre a eventi e itinerari, la newsletter offre consigli di lettura e una selezione aggiornata di bandi e opportunità per chi vuole lavorare nel turismo culturale. Pax si conferma così un punto di riferimento per operatori, studiosi e appassionati che cercano un turismo più consapevole e responsabile.
Pax è una newsletter quindicinale, curata da Livia Montagnoli e Luisa Taliento per Artribune. Il suo scopo è offrire uno sguardo a tutto tondo sul turismo, visto non solo come movimento di persone, ma come scambio di idee, conoscenze e pratiche. Si riceve gratis via email ogni due settimane, il venerdì alterno.
Il formato di Pax garantisce approfondimenti sulle politiche pubbliche, iniziative culturali e opportunità di sviluppo nel turismo. È un ponte tra operatori, istituzioni e studiosi, che favorisce la diffusione di buone pratiche e la valorizzazione consapevole del patrimonio culturale.
Chiunque voglia iscriversi può farlo facilmente online, mentre per suggerimenti o comunicazioni è disponibile un indirizzo email dedicato. Il ricco archivio consente inoltre di consultare tutti i numeri precedenti, offrendo così un patrimonio informativo sempre aggiornato e di qualità.
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