Nel 1726, nelle librerie di Londra, apparve un libro che avrebbe cambiato per sempre il modo di raccontare viaggi e satira. Firmato da Lemuel Gulliver, era in realtà opera di Jonathan Swift, nato a Dublino nel 1667. Da allora, “I viaggi di Gulliver” non ha mai smesso di affascinare lettori di ogni età, diventando il testo irlandese più amato e ristampato di sempre. Oggi, a trecento anni di distanza, Dublino si trasforma in un palcoscenico vivo: mostre, musical, spettacoli teatrali e incontri culturali animano la città, riportando in vita il genio di Swift e il suo mondo immaginario.
Dal 18 al 28 novembre 2024 Dublino dedica dieci giorni a Swift con il Jonathan Swift Festival. La manifestazione coinvolge vari quartieri della città, anche quelli meno battuti come Inchicore. Qui, la Rascals Brewing Company propone “Craicademia: Gulliver Special”, una serie di brevi lezioni sulle terre visitate da Gulliver, accompagnate da birra artigianale e piatti tipici, per un’esperienza che va oltre la semplice parola scritta.
Il 26 novembre, alla Cattedrale di San Patrizio, luogo centrale nella vita di Swift, va in scena “And Then There Was Gulliver”, musical scritto da Gerry Mullins per il tricentenario. Lo spettacolo racconta gli anni londinesi di Swift e il suo lungo incarico di decano nella cattedrale, dove riposa ancora oggi. Accanto a lui, la tomba di Esther Johnson, detta Stella, donna chiave nella sua esistenza e protagonista di una misteriosa storia di matrimonio segreto mai confermato.
Questi appuntamenti non celebrano solo un libro, ma un simbolo dublinese. Il festival punta a mostrare la dimensione umana e storica di Swift, permettendo al pubblico di scoprire l’uomo che ha trasformato viaggi immaginari in una feroce critica delle debolezze umane e del potere.
Fino a fine dicembre, nella Old Library del Trinity College, si può visitare “Gulliver at 300”. La mostra si svolge nella suggestiva Long Room, dove tra busti di filosofi e scrittori spicca quello di Swift. Qui si esplorano i diversi volti del romanzo: edizioni antiche, traduzioni, illustrazioni e adattamenti per teatro e cinema.
Il fascino del viaggio a Lilliput, con i suoi minuscoli abitanti e le situazioni surreali, ha conquistato generazioni, anche grazie ai tanti adattamenti per i più giovani. Ma la mostra non si limita a questo: racconta anche le altre terre visitate da Gulliver, dal gigante Brobdingnag all’isola volante di Laputa fino alla società ideale degli Houyhnhnm.
Stephanie Breen, co-curatrice, sottolinea come il testo resti sorprendentemente attuale. In un’epoca dominata dall’intelligenza artificiale, la satira di Swift sul razionalismo e sull’arroganza umana risuona con forza, invitando a riflettere con occhi critici sul presente.
Oltre alla mostra, il Trinity College conserva anche il documento che attesta l’ammissione di Swift, nel 1702, come dottore in teologia, un tassello importante per capire l’uomo dietro lo scrittore.
La Marsh’s Library, la più antica biblioteca pubblica d’Irlanda, aperta nel 1707, ha conservato intatto il suo aspetto settecentesco. Swift frequentava questo luogo come membro del consiglio e lettore, usando gli scaffali di rovere e le “gabbie” di legno dove i testi rari venivano consultati sotto chiave. Oggi la biblioteca è aperta al pubblico con un biglietto di 8 euro, gratis per i minori di 18 anni, permettendo di immergersi nell’atmosfera della Dublino di Swift.
A pochi chilometri, la linea ferroviaria DART porta a Howth, antico villaggio di pescatori con un castello medievale appartenuto alla famiglia St. Lawrence. Swift era ospite abituale qui, dove amava cenare. Il castello è privato e visitabile solo con visite guidate su prenotazione, ma i giardini attorno sono aperti e conservano piante storiche, come rododendri del 1854 e una siepe di faggi piantata nel 1710.
Questi luoghi mostrano come Swift fosse un uomo diviso tra impegni ecclesiastici, vita letteraria e amore per la natura e il territorio.
Spostandosi a nord, oltre il confine con l’Irlanda del Nord, si arriva ad Armagh, città ricca di storia e cultura swiftiana. Dal 26 al 29 novembre si svolge qui l’Armagh Georgian Festival, rievocazione storica con spettacoli in costume, giochi di luce e incontri accademici.
Tra gli appuntamenti più attesi, la Rokeby Lecture del 26 novembre, che approfondisce l’impatto politico e critico dei “Viaggi di Gulliver”. La conferenza si tiene nella Armagh Robinson Library, vero scrigno settecentesco che conserva la copia personale di Swift della prima edizione, con annotazioni e correzioni fatte per sfuggire alla censura.
Swift è legato anche alle due Cattedrali di San Patrizio, anglicana e cattolica, poste su colli opposti. I frutteti intorno ad Armagh hanno valso alla città il soprannome di “giardino dei meli d’Irlanda”. In autunno molte aziende come Long Meadow Cider aprono le porte per degustazioni di sidro, offrendo un’esperienza a tutto tondo.
L’ultima tappa è Belfast, dominata dalla collina vulcanica di Cave Hill. Questa altura, somigliante a un gigante disteso, secondo la tradizione locale ispirò Swift nella creazione di Gulliver.
Questo itinerario tra Irlanda e Irlanda del Nord chiude un cerchio: un racconto che ha attraversato secoli, legando a filo stretto letteratura, storia e paesaggi.
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