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MAUTO Torino, rivoluzione in corso: arte contemporanea, archivi aperti e nuove officine didattiche con Lorenza Bravetta

Nel cuore di Torino, il Museo Nazionale dell’Automobile sta cambiando volto. Lorenza Bravetta, alla guida della struttura, ha appena ottenuto il rinnovo del suo mandato per due anni, ma il MAUTO non è più soltanto un luogo dove si ammirano auto d’epoca. È diventato un laboratorio a cielo aperto, un crocevia di arte, cultura e meccanica. Qui la fotografia dialoga con le quattro ruote, e il museo si rivolge con forza soprattutto ai giovani. Tra archivi storici aperti al pubblico e un’officina didattica interna, la trasformazione è evidente. La nuova stagione espositiva ne è la prova: tre mostre diverse, ma collegate da un filo comune, raccontano una storia nuova. Cultura e creatività si intrecciano, e il MAUTO cambia davvero marcia.

Fotografia e auto: due mondi che si guardano da vicino

La mostra “Serie Limitata. Paesaggi mobili in fotografia” ha inaugurato quest’anno la stagione del MAUTO, cambiando il modo di raccontare l’automobile. La direttrice Bravetta spiega come la sua esperienza con Magnum Photos abbia influenzato profondamente il suo modo di dirigere il museo. Auto e fotografia sono nate quasi nello stesso momento, condividono scoperte tecnologiche e ci offrono punti di vista diversi sul mondo. Da qui è nata l’idea di una mostra in cui il paesaggio diventa protagonista, visto come uno spazio in continuo movimento, che cambia con chi lo attraversa. Il MAUTO ha deciso di fare della fotografia una parte importante della sua identità, non solo esponendo immagini ma valorizzando i propri archivi fotografici, spesso poco noti, per raccontare la storia dell’auto da angolazioni nuove. La fotografia diventa così protagonista, non un semplice complemento, ma un tassello fondamentale della narrazione culturale e storica del museo.

Un museo che si reinventa: arte contemporanea e progetti che guardano avanti

Negli ultimi tre anni il MAUTO ha superato il classico ruolo di museo che celebra l’automobile come oggetto di design. Grazie a collaborazioni con realtà di primo piano come la Fondazione Sandretto Re Rebaudengo e il MAXXI, il museo interpreta l’auto come simbolo e lente per leggere la storia contemporanea da più punti di vista. Il MAUTO è diventato un luogo che stimola nuove idee, abbracciando non solo artigianato e design, ma anche sociologia, politica ed economia. Bravetta sottolinea che un museo deve essere un luogo capace di trasformare, di far nascere nuove idee. Per questo si punta a coinvolgere tutti i sensi, non solo con le arti visive ma anche con teatro, musica, letteratura e moda. L’obiettivo è far scattare un dialogo critico e inaspettato, trasformando il museo da custode del passato a fucina di cultura contemporanea.

“Convergenze”: il MAUTO che dà spazio ai giovani e alle contaminazioni culturali

“Convergenze” è un progetto che racconta bene la nuova anima del MAUTO. Si articola su tre fronti: ogni anno il museo ospita un’istituzione esterna, scegliendo un tema che metta in relazione le collezioni, come è successo con il paesaggio nella recente collaborazione con il MAXXI. Poi invita un artista contemporaneo a lavorare direttamente sulla collezione di auto, dandogli carta bianca per creare opere che entrano a far parte del museo. Infine, il MAUTO sostiene giovani artisti offrendo spazio, supporto e risorse a chi lavora su temi legati alla mobilità. La selezione passa da un continuo scouting e da tante candidature spontanee. Il fatto che tanti artisti cerchino di entrare in contatto con il museo dimostra quanto il MAUTO sia oggi percepito come un centro culturale vivo e creativo, capace di stimolare relazioni e produzioni originali nel panorama italiano.

Guardando al futuro: archivi aperti e officina didattica per tornare alle radici

Con il rinnovo del mandato di Lorenza Bravetta si apre un biennio ricco di progetti ambiziosi per il 2027-2028. La priorità è completare il riallestimento e valorizzare gli spazi del museo. Il Centro Archivi sarà completamente riorganizzato e aperto al pubblico gratuitamente, così studiosi e visitatori potranno consultare materiali storici preziosi e spesso inediti. Un’altra grande novità sarà la realizzazione di un’officina meccanica interna. Finora il restauro delle vetture d’epoca veniva affidato a laboratori esterni, togliendo al MAUTO la possibilità di seguire da vicino questo aspetto fondamentale della conservazione. La nuova officina permetterà di fare i restauri in casa, ma sarà anche uno spazio aperto all’educazione, con workshop e corsi su motori, carrozzeria e altre discipline meccaniche. I visitatori potranno assistere ai lavori dal vivo, vivendo un’esperienza diretta e formativa, simile a quella di realtà come la Triennale o la Venaria Reale. Questo passo segna un cambiamento profondo, che conferma il MAUTO sempre più attento alle esigenze di ricerca e formazione di oggi.

Redazione

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