# Un museo che non si muove è un museo che muore.
Lorenza Bravetta lo sa bene. Da quando ha preso le redini del Museo Nazionale dell’Automobile di Torino, il MAUTO ha cambiato pelle. Non è più solo una collezione di auto d’epoca, ammucchiate dietro vetrine polverose. È diventato un luogo pulsante, dove la storia dei motori si fonde con l’arte contemporanea, la ricerca e la didattica. Mostre nate da intese con grandi fondazioni, archivi che si aprono al pubblico, laboratori che insegnano a guardare il passato con occhi nuovi: così il MAUTO si conferma protagonista nel panorama culturale italiano, pronto a spingersi oltre.
Negli ultimi anni, il MAUTO ha cambiato pelle. La direttrice Bravetta ha scelto di guardare oltre le quattro ruote, puntando su un progetto che usa la collezione per raccontare più ampiamente la società, l’economia e la cultura. L’automobile diventa così uno specchio su cui riflettere, non solo un oggetto da ammirare.
Le collaborazioni con realtà come la Fondazione Sandretto Re Rebaudengo e il MAXXI di Roma hanno portato in dote mostre di grande richiamo, capaci di attirare visitatori diversi. Le esposizioni accostano alle vetture linguaggi artistici variegati: fotografia, installazioni, video, arte visuale. L’idea è coinvolgere il pubblico in un confronto stimolante, trasformando la visita in un’esperienza di scoperta e riflessione. Come spiega Bravetta, il museo è un luogo di “poiesi”, dove qualcosa di nuovo prende forma e si rinnova continuamente.
La mostra “Serie Limitata. Paesaggi mobili in fotografia” è un esempio chiaro di questa visione. Le immagini selezionate non sono solo foto di auto o strade, ma raccontano il nostro modo di vivere il paesaggio, il movimento e lo spazio intorno a noi. Del resto, fotografia e automobile nascono e si sviluppano insieme nell’epoca industriale, condividendo tecniche e spirito.
L’esperienza di Bravetta in agenzie come Magnum Photos ha influenzato molto il suo modo di lavorare. Per lei la fotografia non è solo un supporto narrativo, ma un linguaggio da esplorare e valorizzare. Gli archivi fotografici, che il museo custodisce con cura, sono visti come testimonianze vive che offrono nuove chiavi di lettura sul rapporto tra uomo e mobilità.
Questa attenzione alla fotografia allarga gli orizzonti del MAUTO, che diventa così un ponte tra la tecnica e altre forme culturali, attirando un pubblico più ampio e curioso.
“Convergenze” è il progetto ideato dal MAUTO per creare un luogo di scambio e contaminazione culturale. Ogni anno il museo ospita un’istituzione esterna che dialoga con la sua collezione, affida a un artista contemporaneo il compito di realizzare un’opera ispirata al patrimonio e sostiene giovani creativi impegnati a raccontare la mobilità di oggi.
Lo scorso anno la Fondazione Sandretto Re Rebaudengo ha fatto da partner, quest’anno tocca al MAXXI, con un focus sul paesaggio, tema centrale per entrambe le realtà. Questo confronto costruisce un ponte di valore artistico e concettuale.
Un punto fermo è il sostegno ai giovani talenti. Con risorse dedicate e un lavoro costante di scouting, il museo raccoglie ogni anno sempre più proposte, diventando così non solo custode del passato, ma anche fucina di idee fresche e innovative.
Guardando avanti, Bravetta ha in cantiere progetti ambiziosi per i prossimi due anni. Dopo aver rinnovato le collezioni, ora si punta a migliorare gli spazi di servizio, a partire dal Centro Archivi, che sarà riorganizzato per diventare accessibile e gratuito. Un passo importante per aprire il museo agli studiosi e agli appassionati, mettendo a disposizione un patrimonio prezioso di documenti.
Un’altra novità è l’officina meccanica didattica, che porterà i restauri delle auto storiche direttamente dentro il museo, finora affidati a laboratori esterni. Sarà un vero laboratorio aperto, dove si terranno workshop e corsi per il pubblico, su motori, meccanica e carrozzeria.
L’idea si ispira a esperienze come il Centro Restauro della Venaria Reale, che già ospita un cantiere aperto per il recupero della carrozza a vapore Virginio Bordino del 1854. Con questi interventi, il MAUTO completa un percorso di innovazione che lo mette al passo con i musei più avanzati, unendo conservazione, formazione e scoperta.
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MAUTO Museo Nazionale dell’Automobile
Corso Unità d’Italia 40, Torino
Mostre aperte:
– Serie Limitata. Paesaggi mobili in fotografia, fino al 4 aprile 2027
– Gerald Laing – Full Speed, fino al 7 marzo 2027
– Convergenze 2026, fino al 28 ottobre 2027
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