A Lucca, l’autunno del 2026 porta con sé un’atmosfera che sa di cambiamento. La sessantesima edizione di Lucca Comics & Games non è il solito raduno di appassionati di fumetti e giochi. Tra i padiglioni e le strade, si avverte qualcosa di più profondo: non solo festa, ma una vera e propria dichiarazione culturale e politica. Quest’anno, la città toscana si trasforma in un luogo di riflessione, attraversato da voci importanti e da movimenti di protesta che ne scuotono l’anima. E nel mezzo, un museo nuovo che promette di lasciare il segno.
Fumetto, storia e società: ospiti che fanno discutere
Questa edizione si distingue per la presenza di grandi nomi della divulgazione culturale italiana, mai visti prima in questo contesto. Alessandro Barbero, storico famoso, porta un graphic novel dal tono “rock” su Garibaldi, mentre Alberto Angela presenta una monografia illustrata su Giulio Cesare. Non si tratta solo di firmacopie: interviste e incontri cercano di colmare il divario tra cultura pop e storia classica. La presenza di questi “pesanti” della cultura mette in chiaro una cosa: si vuole costruire un ponte tra il pubblico del fumetto e temi storici importanti.
Tra gli ospiti spicca anche Francesca Albanese, relatrice speciale delle Nazioni Unite per il territorio palestinese occupato, al suo esordio nel mondo del fumetto con “Falasteen – Sumud, storia di un popolo”. Il suo graphic novel racconta in modo diretto e crudo le dinamiche dell’occupazione e dell’apartheid a Gaza, portando temi geopolitici forti dentro un linguaggio accessibile e potente come quello del fumetto. Scegliere un tema così delicato dentro una fiera dedicata all’intrattenimento è una mossa politica e sociale fuori dal comune.
Sciopero generale in fiera: protesta e solidarietà
La politica si fa sentire anche con forme di dissenso organizzate durante la kermesse. Il 30 ottobre, mentre la fiera era in corso, è scattata una manifestazione legata allo sciopero generale nazionale. Lavoratori della fiera, editori e autori hanno voluto far sentire la loro voce contro la situazione socioeconomica più ampia. Il primo segnale è stato l’uso di fasce nere al braccio, indossate da molti partecipanti.
La protesta ha coinvolto anche la sospensione di diverse attività serali, con eventi ridotti per solidarizzare con le mobilitazioni nelle piazze italiane. Nei volantini distribuiti si leggeva chiaro il messaggio: “Noi la vostra guerra non la paghiamo”, accompagnato da un invito al boicottaggio simbolico. Così, in un contesto di cultura pop, sono arrivati temi politici e sindacali in modo chiaro e visibile.
Il Museo Internazionale del Fumetto Italiano: un sogno che diventa realtà
Tra le novità più importanti c’è la firma congiunta del sindaco di Lucca, del presidente della Regione Toscana e del ministro della Cultura per il Museo Internazionale del Fumetto Italiano. Un progetto che segna una svolta per la città, pronta a ospitare un’istituzione all’altezza del prestigio di Lucca Comics.
Il museo sorgerà entro otto anni nella ex Manifattura Tabacchi, edificio storico che rinascerà come centro culturale e artistico. L’iniziativa vuole colmare il vuoto lasciato dal vecchio Museo del Fumetto e dell’Immagine, chiuso tempo fa. Il nuovo spazio non sarà solo una galleria, ma un punto di riferimento per ricerca, conservazione e promozione della cultura del fumetto in Italia, riconoscendo sempre più il valore di questo linguaggio nell’arte contemporanea.
Organizzazione più fluida, ma le code restano un tallone d’Achille
Un altro aspetto che ha segnato questa edizione è stata una gestione più attenta degli spazi e degli eventi. Nessuno dei cinque giorni ha registrato il tutto esaurito, cosa insolita rispetto al passato, legata a un’organizzazione più equilibrata. La disposizione dei padiglioni brandizzati ha aiutato a far muovere meglio il pubblico, evitando gli ingorghi degli anni scorsi.
Restano però le lunghe code, soprattutto all’ingresso dei padiglioni dedicati alla vendita di fumetti e gadget da collezione. L’area Napoleone ha attirato tantissimi visitatori, complici anche gli “scalper” – quelli che comprano in massa per rivendere a prezzo maggiorato. Questa situazione ha rallentato gli ingressi, creando attese lunghe e qualche tensione tra gli appassionati.
60 anni di Lucca Comics e il legame solido con il Giappone
Lucca Comics & Games 2026 festeggia non solo i sessant’anni di vita, ma anche i 160 anni di rapporti diplomatici tra Italia e Giappone. Il legame tra la manifestazione e la cultura giapponese resta uno dei pilastri della kermesse. Quest’anno sono arrivati ospiti di fama mondiale del manga, dell’anime e del videogioco: Go Nagai, Yoshinori Kitase, Hideki Kamiya e Yoko Kanno.
Go Nagai ha ricevuto il prestigioso Premio Yellow Kid Maestro del Fumetto. Hikariko Ono, ambasciatrice del Giappone in Italia, ha sottolineato il ruolo chiave di Lucca Comics nel portare la cultura giapponese al pubblico italiano, dalla tradizione ai fenomeni pop più recenti. Ha ricordato come questo scambio culturale abbia creato un ponte solido di comprensione e simpatia tra i due Paesi, facendo della manifestazione un punto di riferimento imprescindibile per gli appassionati del Sol Levante in Italia.