A Torino, l’autunno del 2026 si veste di colori intensi e suggestioni d’arte. Tra le antiche mura dei palazzi storici e le sale dei musei più celebri, si accende una stagione di mostre che cattura lo sguardo e la mente. Non si tratta solo di quadri o sculture: qui convivono moda, installazioni immersive e capolavori senza tempo. La città si trasforma in un palcoscenico vivace, dove artisti di fama mondiale incontrano storie che attraversano epoche diverse, restituendo a Torino il ruolo di crocevia culturale pulsante e in continua evoluzione.
Marisa Merz: tre luoghi per raccontare il tempo e lo spazio
Dal 29 ottobre 2026, Torino rende omaggio a Marisa Merz con una mostra che si sviluppa su tre sedi simbolo: la GAM, il Castello di Rivoli e la Fondazione Merz. “La danza delle ore” celebra i cento anni dalla nascita dell’artista torinese, nota per la sua ricerca poetica e per il dialogo costante con materiali e spazio.
Il percorso mette in luce il rapporto di Merz con la casa come luogo metafisico e laboratorio creativo. Al Castello di Rivoli si può vedere “E il naufragar m’è dolce in questo mare” , installazione presentata alla Biennale di Venezia che riflette sul tempo e la caducità. Alla Fondazione Merz l’attenzione è sulle tecniche e i materiali, mentre alla GAM si esplora il legame intimo con la dimensione domestica, con opere come “Living Sculpture” , recentemente restaurata.
Questa mostra itinerante racconta un percorso artistico in continua evoluzione, tra opere conosciute e lavori inediti. Curata da Chiara Bertola e un gruppo di esperti, mette in evidenza come Merz abbia saputo intercettare il respiro dello spazio quotidiano, influenzata da persone, oggetti e ambienti.
Giuseppe Caccavale alla GAM: memoria e paesaggi sospesi nel tempo
Sempre alla GAM, dall’autunno 2026, si apre “L’Intruso. Nell’Oltretempo. Montagne e Gessi dal Deposito della GAM”, una mostra che mette in dialogo il patrimonio del museo con l’arte di Giuseppe Caccavale. Il lavoro si concentra sul paesaggio montano, così legato all’orizzonte torinese.
Caccavale usa la tecnica dello spolvero, delicata e rara, per imprimere tracce che dialogano con gessi, dipinti e materiali, creando uno spazio sospeso tra presente e memoria. Le polveri diventano mezzo per raccontare storie di fragilità, intervenendo con rispetto sulle pareti dello Spazio del Contemporaneo. Il progetto coinvolge anche gli studenti dell’Accademia Albertina di Belle Arti, che partecipano attivamente al processo espositivo.
L’opera di Caccavale non è solo un omaggio al paesaggio, ma una riflessione sul tempo e sul rapporto tra uomo e natura, partendo dalle collezioni museali. Questo progetto si inserisce nella programmazione della Quinta Risonanza, rafforzando la GAM come luogo di confronto e innovazione.
MAO e Song Dong: un museo che diventa esperienza
Dal 23 ottobre 2026, il MAO ospita la prima grande retrospettiva italiana di Song Dong, artista cinese noto per le sue riflessioni su temi sociali e culturali con linguaggi innovativi. La mostra “Soul Out”, aperta fino al 27 giugno 2027, trasforma il museo in un racconto a più voci, intrecciando la collezione permanente con installazioni, fotografie e video.
Tra le opere spicca “Waste Not”, presentata per la prima volta in Italia, con oltre 10mila oggetti appartenuti alla madre dell’artista. Questi oggetti diventano simboli di memoria, cultura materiale e critica al consumismo. La mostra invita a riflettere sul rapporto tra individuo e società, con particolare attenzione all’accumulo e allo scarto.
Song Dong presenta anche “Borrow Light”, un’installazione partecipativa nata dalla raccolta di centinaia di lampade donate dai cittadini di Torino, coinvolgendo la comunità. La performance “Eating the City” è un’altra novità italiana: paesaggi urbani realizzati con biscotti e dolci, consumati dal pubblico, unendo arte e azione simbolica.
Curata da esperti italiani e cinesi, la mostra ripercorre oltre trent’anni di carriera, mescolando memoria personale e vicende sociali, in una riflessione su identità, trasformazione e dialogo interculturale.
Declinazioni contemporanee #4 al MAO: quando il presente incontra l’esotico
Il MAO prosegue con “Declinazioni Contemporanee #4”, dal 31 ottobre 2026, un programma di residenze e commissioni site-specific pensato per stimolare nuovi dialoghi tra il patrimonio museale e l’arte contemporanea.
Quattro artisti – Driant Zeneli, Gala Porras-Kim, Elif Uras e Dayanita Singh – propongono interventi che mettono in discussione modi tradizionali di osservare le collezioni orientali. Le loro opere trasformano il museo da spazio statico a luogo di contaminazioni culturali e riflessioni critiche.
Il risultato è un confronto vivace che interroga la costruzione del sapere e le narrazioni culturali, offrendo nuove chiavi per leggere le identità custodite nelle collezioni del MAO. Torino si conferma così un laboratorio di innovazione museale e sperimentazione.
Palazzo Madama e la moda: specchio di una città in trasformazione
Dal 15 ottobre 2026 Palazzo Madama ospita “Il corpo della città. Moda e arti tra Liberty e modernità 1884-1961”, una mostra che racconta come la moda rifletta i cambiamenti sociali e culturali di Torino tra fine Ottocento e boom economico. Il percorso si articola in quattro sezioni.
La moda diventa protagonista e strumento per capire la crescita della città e il ruolo della donna nel lavoro. Più di quaranta abiti provenienti da sartorie torinesi testimoniano un’industria che, nei primi decenni del Novecento, coinvolgeva fino a un quinto della forza lavoro locale, svelando dinamiche spesso trascurate.
La mostra si chiude idealmente con Italia ’61, l’esposizione che consacrò Torino come capitale della modernità e richiamò milioni di visitatori per il centenario dell’Unità d’Italia. Un racconto visivo che mette in luce la capacità della città di affrontare sfide e cambiamenti con creatività.
Antonello da Messina: il sorriso che sfida il tempo
Sempre a Palazzo Madama, dal 12 ottobre 2026, arriva “L’enigma del sorriso. Antonello da Messina tra Cefalù e Torino”, una mostra che riunisce per la prima volta i due celebri ritratti dell’artista: il Ritratto d’uomo del Museo Mandralisca di Cefalù e il Ritratto Trivulzio di Torino.
Mettere a confronto questi due volti significa entrare nel mistero dello sguardo e di quel sorriso sfuggente che ha acceso dibattiti per secoli. Un evento unico che valorizza la ritrattistica rinascimentale e arricchisce la scena torinese con una mostra capace di toccare corde emotive e intellettuali.
Il progetto, nato in collaborazione con la Fondazione Culturale Mandralisca ETS, sottolinea l’importanza nazionale e internazionale di questo dialogo artistico. La mostra sarà visitabile fino al 22 febbraio 2027, chiudendo una stagione culturale intensa e ricca di stimoli.