Ottant’anni e una carriera che ha riscritto le regole della performance art: Marina Abramović non è solo un nome, è un fenomeno. Nata a Belgrado nel 1946, la sua arte ha attraversato decenni di trasformazioni, restando sempre al centro del dibattito culturale. Ora Roma le rende omaggio con una mostra alla Galleria Nazionale d’Arte Moderna e Contemporanea, un evento che segue il successo della tappa veneziana e promette di catturare l’attenzione di tutta la città. Chiunque abbia a cuore l’arte contemporanea non potrà lasciarsela sfuggire.
Roma rilancia Abramović: più opere, più storie
L’inaugurazione è fissata per il 17 novembre e la mostra rimarrà aperta fino all’inizio della primavera, offrendo tempo e spazio per avvicinare pubblici diversi. “Transforming Energy and Legacy Works” va ben oltre la versione vista a Venezia durante la Biennale Arte, alle Gallerie dell’Accademia. La curatela, affidata a Shai Baitel, direttore del Modern Art Museum di Shanghai, si è arricchita con la collaborazione di Andrea Tarsia, che ha seguito la sezione dedicata alle opere storiche.
Questa parte è un vero e proprio viaggio nel tempo: ospita capolavori come Balkan Baroque , The Artist is Present e Imponderabilia , lavori che hanno segnato tappe fondamentali della carriera dell’artista. Un mix di memoria e innovazione che racconta l’evoluzione di un linguaggio performativo ancora oggi potente.
I lavori storici dialogano con le installazioni più recenti, creando un percorso espositivo organico che restituisce la complessità e la profondità di un’arte che attraversa decenni di storia culturale.
Al centro, gli oggetti transitori da toccare con mano
Il cuore della mostra è la sezione “Transforming Energy”, che presenta al pubblico i Transitory Objects. Sono opere nate in oltre trent’anni di lavoro, che indagano il tempo geologico e il rapporto tra minerali e corpo umano, esplorando l’energia in modo concreto e sensoriale.
Chi visita non si limita a guardare: può sedersi, sdraiarsi o stare in piedi su queste sculture fatte di quarzo, ametista, agata. Così si attiva quella “trasmissione di energia” di cui parla Abramović, un’esperienza che va oltre la semplice osservazione.
L’ispirazione nasce da un viaggio in Cina nel 1988, lungo la Grande Muraglia, dove l’artista entra in contatto con la medicina tradizionale cinese. Da qui prende forma questa linea di lavori così particolari, che diventano un ponte tra culture, filosofie e pratiche diverse, restituendo una dimensione di tempo e spazio fuori dagli schemi tradizionali dell’arte. Abramović definisce questa mostra come un’occasione unica per mettere insieme opere di momenti molto diversi della sua carriera, mostrando l’evoluzione delle sue idee e del suo linguaggio artistico.
La Galleria Nazionale e l’impatto sulla scena romana
Renata Cristina Mazzantini, direttrice della GNAMC, ha sottolineato come questa mostra sia un omaggio importante per gli 80 anni di Abramović. Per Roma, è un evento culturale di peso, che arricchisce l’offerta artistica contemporanea unendo innovazione e storia recente delle arti performative.
L’allestimento, ampio e articolato, attraversa passato e presente, restituendo un quadro completo del lavoro dell’artista. L’esposizione è un viaggio emozionale, che porta lo spettatore a confrontarsi con un’arte provocatoria e sovversiva, capace di trasformare ogni spazio in un momento di riflessione e azione.
Roma conferma così il suo ruolo di centro vitale per iniziative culturali di portata internazionale, impegnata a raccontare l’arte e i suoi protagonisti con uno sguardo aggiornato e rigoroso.
Come e quando visitare la mostra
La Galleria Nazionale d’Arte Moderna e Contemporanea, in Viale delle Belle Arti 131, apre le porte dal 17 novembre fino alla primavera 2024. La mostra è pensata per accogliere visitatori di ogni età e provenienza, offrendo un’esperienza completa grazie al coinvolgimento diretto con le opere interattive e alla selezione di capolavori storici.
Un’occasione rara per immergersi nel mondo di Marina Abramović, che conferma la sua posizione come una delle figure più influenti e durature dell’arte contemporanea a livello mondiale. Un appuntamento da segnare in agenda per chi vuole confrontarsi con un’arte che continua a spostare i confini tra corpo, spirito e cultura.