Edit Napoli 2026: Scopri le Novità e le Tendenze più Interessanti dalla Fiera del Design al Vomero e Chiaia

Nel cuore di Napoli, l’ex convento della Santissima al Vomero si anima di nuove idee. È qui, tra antiche mura e strade storiche come quelle di Chiaia, che Edit, alla sua ottava edizione, trasforma la città in un laboratorio di design e innovazione. Non si tratta solo di mostrare oggetti belli da vedere, ma di raccontare storie fatte di processi creativi, relazioni e tradizioni artigianali. Napoli non si lascia ingabbiare: pulsa tra passato e futuro, tra materiali preziosi lavorati con maestria e installazioni che sfidano il consueto. Un viaggio che intreccia sperimentazione e radici profonde, capace di sorprendere chiunque si avventuri nei suoi spazi.

Lancia Gamma di DWA: luce e movimento riscrivono il design dell’auto

Tra le novità più interessanti di questa edizione c’è senza dubbio l’installazione dello studio milanese DWA. “Lancia Gamma — Driven by Light, Shaped by Motion” prende vita nella suggestiva cornice della Santissima. Il progetto invita a vedere l’auto in modo diverso, come un insieme di forme e sensazioni astratte. Il trucco? Smontare pezzi iconici dell’auto — fari, alette aerodinamiche — e trasformarli in sculture sospese di luce e forme. Il tutto dialoga con un ambiente studiato nei minimi dettagli: pavimento nero lucido, finestre oscurate e luci calibrate per esaltare contrasti e riflessi. Al centro, un grande divano ispirato agli interni della Gamma invita a vivere un’esperienza intima, quasi onirica. La luce domina la scena, dal faro posteriore a T sospeso alle superfici di vetro, metallo e tessuti. Un racconto complesso e poetico che incarna perfettamente il tema “Where Design Shapes”.

Fade di Zaven per Artieri 1895: l’alabastro rivive nei dettagli

Premiata come miglior progetto nella sezione principale, la collezione Fade punta i riflettori su un dettaglio spesso ignorato: il giunto tra lastre di alabastro. Firmata da Enrica Cavarzan e Marco Zavagno per Artieri 1895, questa serie di vasi e tavolini riprende la lunga tradizione di lavorazione del materiale, rivisitandola con uno sguardo moderno. Il punto di unione tra le lastre diventa protagonista, messo in risalto da una sottile velatura verde che sembra un liquido trasparente che si fonde con la pietra. Artigianato e poesia si mescolano in questi pezzi, dove rigore geometrico e spontaneità convivono. Il vaso taglia L si distingue per l’originalità nel trattare il materiale e per il modo in cui rinnova il suo uso, evocando la storia degli Etruschi senza perdere freschezza.

Erosión: tradizione cementizia riscritta da un dialogo italo-messicano

La giuria ha assegnato una menzione speciale a Erosión, nato dalla collaborazione tra design italiano e messicano. Il progetto coinvolge l’azienda Grandinetti e il laboratorio di ISAD Chihuahua, sotto la guida di Alessandro Gorla e Gianmarco Guarascio. Erosión reinterpreta le cementine tradizionali trasformandole in superfici monostrato con texture irregolari ispirate ai deserti del Messico. Il processo produttivo combina tecniche nuove, come la sabbiatura, con lavorazioni artigianali manuali. Qui l’imperfezione diventa bellezza, richiamando i segni naturali delle rocce erose dal vento. Il risultato sono manufatti dal carattere organico e selvaggio, dove la storia geologica si fa materia per ambienti moderni. La ruvidezza e le stratificazioni non si nascondono, ma si mostrano con orgoglio.

Dunae: quando l’architettura razionalista entra in casa

Dunae, giovane brand italiano premiato nella sezione under 30, si ispira all’urbanistica delle città fondate nel Novecento, con un occhio particolare a Sabaudia e alle opere di Angiolo Mazzoni. Il designer Vittorino Pannozzo ha tradotto forme architettoniche — torri piezometriche, palazzi simbolo — in oggetti di metallo come vasi, portaposate e centrotavola. Ogni pezzo ha un doppio uso: può essere capovolto per trasformarsi in qualcosa di nuovo. Questo passaggio dal paesaggio urbano alla tavola di casa mantiene la poesia del luogo: un equilibrio tra rigore e fantasia che richiama atmosfere razionaliste con un tocco quasi metafisico. La città, spesso immaginata “a tavolino”, si anima così dentro oggetti funzionali e scultorei.

Fissi: maniglie d’autore tra natura e art déco

James Hillman, artista britannico trapiantato in Ciociaria, ha creato con il marchio Fissi maniglie che sono vere sculture. L’ispirazione viene dalla natura e dagli oggetti di tutti i giorni: fragole, limoni, melograni, mani, becchi d’anatra. Questi soggetti portano la natura dentro casa, trasformandola in decorazione elegante che richiama l’art déco. Ogni maniglia racconta un rapporto stretto tra forma e materiale, mettendo in luce la bellezza artistica del bronzo. La cura nei dettagli e la scelta di temi insoliti rendono questi pezzi riconoscibili e unici.

Decode di Giorgio Bena: metallo e legno in un dialogo inedito

Il designer torinese Giorgio Bena presenta a Edit 2026 Decode, la sua nuova collezione. Dopo il successo di Lockwerk, fatta di oggetti in lega metallica, questa volta introduce gradualmente il legno nel suo stile. Decode gioca sui contrasti: materiali duri e forme morbide si fondono in tavolini da caffè e mobili tv dal carattere sperimentale. Qui il linguaggio formale viene smontato e rimontato, mescolando elementi storici e suggestioni vintage con un taglio contemporaneo. Il risultato è un equilibrio dinamico tra estetica e praticità, che allarga la ricerca del designer verso nuovi materiali e forme.

Rilievo di MA by Gagno Officina Fabbrile: dare forma al vuoto

Il progetto Rilievo, firmato da Giorgia Mason e Margherita Bergamo per MA by Gagno Officina Fabbrile, interpreta il vuoto come materia capace di definire lo spazio. La collezione usa alluminio spazzolato per le strutture e rame brunito con quattro sfumature diverse per gli inserti decorativi. L’ispirazione arriva dalle Dolomiti Bellunesi, con un approccio minimalista e poetico agli ambienti montani e all’abitare. Quattro pezzi rappresentano modi diversi di vivere lo spazio: Accogliere, un contenitore svuotatasche; Sostenere, una seduta con funzione di custodia; Condividere, un tavolino multifunzione con piano a scacchiera; Custodire, un vaso e un portacandele scultorei. La sottrazione di elementi e l’uso rigoroso dei materiali fanno di questa collezione un esempio di design essenziale che invita a riflettere sul rapporto tra forma, funzione e natura.

Parallelismi e la Camera con Vista: un’esperienza totale negli interni

Parallelismi, nuova realtà ideata da Fabrizia Frezza e Alessandra Coccia, si presenta alla Santissima con un allestimento d’impatto. La Camera con Vista ricostruisce un ambiente anni Settanta, giocando su rosso, azzurro e bianco tra linee nette e curve morbide. È un progetto chiavi in mano che invita a immergersi completamente nel design d’interni, dove ogni dettaglio è studiato per creare coesione e atmosfera. La cura dei particolari, il colore e la selezione degli arredi costruiscono uno spazio conviviale e vibrante. Un approccio che conferma la volontà di pensare non solo agli oggetti, ma a interi ambienti da vivere.

Lucas Muñoz, Ex-Debris e Corradino Garofalo: sughero e legno di recupero per arredi sostenibili

Lucas Muñoz porta a Edit un mix di sperimentazione e sostenibilità con la collezione Cork Coated Found Wood, nata in collaborazione con Ex-Debris e Corradino Garofalo. La serie comprende quattro pezzi: scrivania, poltrona Pavone, panca e mobile bar. Tutti realizzati con legno di recupero raccolto in zone signorili di Madrid e scarti di cantiere, gli oggetti mostrano una doppia anima materica. La superficie grezza, segnata dal tempo e dall’uso, è ammorbidita da una spruzzatura di polvere di sughero che aggiunge morbidezza al tatto e novità al look. Questo processo artigianale unisce decostruzione e rigore, celebrando le imperfezioni e dando vita a prodotti con un’identità forte e contemporanea.

La tavola come dialogo tra tradizioni italiane: il progetto di Margherita Rui

Margherita Rui propone una riflessione sul dialogo tra tradizione manifatturiera italiana e creazione contemporanea. La sua installazione, ospitata nella chiesa di Santa Caterina a Chiaia, celebra cinque aziende storiche con produzioni del territorio. Listelli di cotto nero di Fornace Brioni formano la base per una tavola che reinventa i materiali attraverso tovagliette e runner in tessuti Fortuny, con motivi che richiamano le venature marmoree dell’altare. Piatti e ciotole irregolari di Imolarte seguono le linee architettoniche della chiesa, creando un equilibrio tra artigianato e contesto sacro. L’allestimento approfondisce l’armonia tra materiali, forme e spazio, sottolineando l’importanza del territorio come fonte d’identità e ispirazione.

Light on Spain: la luce spagnola illumina Palazzo Cellammare

La collettiva Light on Spain riunisce sei designer spagnoli in un’esposizione a Palazzo Cellammare, nel cuore di Chiaia. Nonostante il cantiere in corso con impalcature a vista, l’allestimento ha saputo trasformare questo “work in progress” in un ponte tra passato e presente. Lampade di Tomás Alía, Álvaro Catalán de Ocón, Curro Claret, Mayice Studio, Lucas Muñoz Muñoz e Jorge Penadés dialogano con le proporzioni e l’atmosfera degli interni affrescati. Pur con linguaggi diversi, gli oggetti condividono un’attenzione ai materiali e un approccio consapevole alla luce, trasformando ogni spazio in una scena poetica dove l’artigianato contemporaneo incontra la storia.

Napoli si conferma così un palcoscenico d’eccezione per progetti di design che scavano a fondo nell’innovazione e nell’identità. Tra reinterpretazioni di materiali antichi, visioni architettoniche e nuove sperimentazioni emergono lavori chiari e incisivi, capaci di raccontare la cultura del progetto e di portare la città su un palcoscenico internazionale senza perdere il contatto con la propria anima più vera.

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