EUR Roma compie 90 anni: la mostra celebra il quartiere simbolo dell’architettura razionalista

Novant’anni fa, nel cuore di Roma, nasceva l’EUR: un quartiere progettato per un’Esposizione Universale che non si sarebbe mai tenuta. Strade ampie, palazzi monumentali, spazi verdi: tutto pensato per un futuro che la guerra ha bloccato, lasciando però un’eredità architettonica e culturale unica. L’EUR non è solo cemento e asfalto. È la storia di un sogno interrotto, di un’epoca che ancora si legge nei suoi angoli e nelle sue piazze. Oggi, questo luogo celebra il suo compleanno con una mostra che svela non solo il progetto originario, ma anche la vita di chi lo ha abitato e trasformato, giorno dopo giorno.

Dall’Esposizione Universale al cuore di Roma: l’origine dell’EUR

Il progetto dell’EUR nasce negli anni Trenta con l’idea di ospitare l’Esposizione Universale del 1942, per celebrare i vent’anni dalla presa di Roma. Il piano urbanistico segue lo stile del razionalismo, allora dominante: palazzi massicci, viali ampi e grandi spazi pubblici pensati per esaltare la grandezza dello Stato. Ma l’esposizione non si fece, travolta dalla Seconda Guerra Mondiale.

Nonostante ciò, l’EUR andò avanti e si sviluppò come quartiere monumentale e funzionale. Rappresenta un pezzo dell’Italia del Novecento: palazzi come il Palazzo degli Uffici raccontano lo spirito di quegli anni, mentre la storia del quartiere si intreccia con politica, vita di tutti i giorni e cambiamenti sociali.

Spesso si pensa all’EUR solo come un insieme di grandi edifici, ma è molto di più: un mix di architettura, urbanistica, cultura e vita vera che si è stratificato nel tempo, trasformando la zona in un luogo dinamico e vivo.

“EUR – una storia lunga 90 anni”: la mostra che guarda al passato e al futuro

Per celebrare i novant’anni, EUR SpA ha allestito la mostra “EUR – Una storia lunga 90 anni”, curata da Alessandro Nicosia e Marco Pizzo, ospitata nel Palazzo Uffici dell’EUR, un luogo carico di significato storico. La scelta di questo spazio sottolinea il legame forte tra memoria e sviluppo, il passato come spinta verso il cambiamento.

I curatori hanno raccolto un materiale ricco e inedito: foto d’epoca, documenti, disegni, filmati e testimonianze che raccontano non solo i grandi progetti e le architetture razionaliste, ma anche la vita quotidiana del quartiere e la comunità che si è formata attorno a questi spazi.

La mostra si articola in tre sezioni: la prima dedicata alle origini e al progetto del 1942 mai realizzato; la seconda alle trasformazioni urbanistiche e sociali nel tempo; la terza al ruolo culturale e sportivo del quartiere fino a oggi, con uno sguardo particolare al cinema e alle Olimpiadi del 1960, eventi che hanno segnato l’identità dell’EUR.

Enrico Gasbarra, presidente di EUR SpA, ha sottolineato come questa esposizione faccia parte di un progetto più ampio, che vuole far dialogare passato e futuro, mettendo al centro l’importanza di una memoria condivisa per lo sviluppo del quartiere.

Oggi l’EUR: tra innovazione e nuova vita culturale

L’EUR non è rimasto un museo a cielo aperto. Oggi cerca di scrollarsi di dosso l’immagine di quartiere solo d’uffici e grandi eventi. Negli ultimi anni, grazie a una serie di iniziative, è diventato un luogo frequentato tutto l’anno da residenti e visitatori.

Accanto alla funzione amministrativa e commerciale, sono nate tante attività culturali e sportive. Il PalaEur, ad esempio, ha ospitato eventi di basket ma anche manifestazioni culturali come la fiera d’arte contemporanea “Roma Arte in Nuvola” e la fiera della piccola editoria “Più libri più liberi”.

La Nuvola di Fuksas, inaugurata circa dieci anni fa, è diventata simbolo di innovazione architettonica e della capacità dell’EUR di rispondere alle esigenze moderne, ospitando eventi di rilievo e, durante la pandemia, trasformandosi in hub vaccinale.

Il progetto di riqualificazione riguarda anche la mobilità sostenibile e il recupero degli spazi verdi. L’EUR era pensato come un “polmone verde” nella zona sud di Roma e la presenza di alberi, tra cui i ciliegi giapponesi piantati dal 1959, testimonia questa attenzione alla natura. Questi spazi si integrano con interventi per rendere il quartiere più accessibile e accogliente.

Il messaggio degli amministratori è chiaro: l’EUR deve diventare un quartiere da vivere, aperto a cultura, sport e grandi eventi, frutto di una collaborazione con istituzioni, associazioni e cittadini.

Cinema e Olimpiadi: l’EUR tra arte e sport

Un elemento chiave dell’identità dell’EUR è il legame con il cinema. Registi di fama hanno scelto questo quartiere come set per film importanti. Michelangelo Antonioni, in particolare, ha raccontato una Roma diversa, fatta di linee architettoniche e atmosfere uniche.

Le Olimpiadi del 1960 hanno dato un’ulteriore spinta allo sviluppo del quartiere, portando infrastrutture moderne e spazi sportivi. Questa doppia anima culturale e sportiva ha segnato l’immagine dell’EUR, che oggi è un punto di riferimento urbano e sociale nella capitale.

Questi aspetti hanno contribuito a rompere la rigidità originaria del quartiere, nato come distretto amministrativo, trasformandolo in un luogo più aperto e flessibile.

I materiali della mostra mettono in luce proprio questa evoluzione, mostrando un quartiere capace di adattarsi ai tempi pur mantenendo intatta la sua identità architettonica.

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