Categories: Cultura

Giardini d’Italia: il turismo orto-culturale da riscoprire con la primavera 2024

Nel 1997, Judith Wade, imprenditrice con una passione profonda per la natura, ha lanciato un progetto rivoluzionario: una rete dedicata esclusivamente ai giardini italiani. Da allora, quel seme è cresciuto, trasformando il modo in cui si guarda a questi spazi verdi, spesso nascosti ma carichi di storia e bellezza. Oggi, sotto la guida di Bianca Passera, entrata in scena nel 2025, i Grandi Giardini Italiani uniscono luoghi famosi e tesori nascosti, tutti aperti al pubblico e con un occhio vigile alla sostenibilità. Un vero e proprio viaggio tra arte, natura e turismo che sta riscrivendo il racconto del verde nel nostro Paese.

Grandi Giardini Italiani: motore di un turismo che guarda al verde

Quando Judith Wade ha dato vita a Grandi Giardini Italiani, l’idea era semplice ma ambiziosa: creare una rete privata per promuovere il patrimonio verde del Paese, valorizzando giardini che raccontano la storia e l’arte del territorio. Fin dall’inizio, il progetto ha puntato sul turismo orto-culturale, capace di unire la visita a spazi naturali con la scoperta culturale legata al passato e al design dei luoghi.

Oggi il network conta oltre 150 giardini selezionati con rigore, che garantiscono ai visitatori non solo bellezza e relax, ma un’esperienza immersiva dove piante e architettura si fondono. Ogni giardino deve essere curato con standard elevati, aperto al pubblico e dotato di servizi adatti, senza perdere la sua anima storica e naturale.

Dal 2025 la guida è di Bianca Passera, imprenditrice con un solido background nel settore alberghiero grazie al Gruppo LarioHotels, che ha rilevato la società. Sotto la sua gestione, la rete ha rafforzato la comunicazione e introdotto strumenti digitali come la biglietteria online, per facilitare prenotazioni soprattutto da parte dei turisti stranieri.

L’obiettivo è sostenere un turismo verde in crescita, puntando sulla qualità dell’esperienza più che sul numero di visitatori. Per questo, oltre ai servizi base, si organizzano eventi, visite guidate a tema e attività educative che arricchiscono l’offerta culturale. La parola d’ordine è sostenibilità: conservare i giardini senza rinunciare a farli vivere, in linea con un pubblico sempre più attento all’ambiente.

Itinerari tra arte e natura: i giardini simbolo della rete

I giardini di Grandi Giardini Italiani si trovano in tutta Italia, ognuno con una storia da raccontare tra architettura e botanica. Tra i più celebri, la Limonaia del Castèl a Limone sul Garda, un complesso storico dedicato alla coltivazione degli agrumi con vista sul lago, simbolo di una tradizione agricola radicata. A Treia, nelle Marche, Villa La Quiete è una residenza di campagna con alberi secolari e un parco curato secondo i canoni classici.

In Sicilia, il Parco Trevelyan di Taormina, noto anche come Villa Comunale, è un giardino ottocentesco che incanta con piante esotiche e panorami mozzafiato. A Venezia, l’Orto del Redentore sull’isola della Giudecca, restaurato di recente dalla Venice Gardens Foundation, ospita coltivazioni tradizionali come piante officinali, ulivi e carciofi, in un contesto unico affacciato sulla Laguna.

In Valpolicella, il giardino settecentesco di Pojega ha riaperto dopo un lungo restauro ed è pronto ad accogliere visitatori dalla primavera 2026. In Liguria, Villa Marigola e Villa Rezzola offrono giardini con vista sul mare, mentre nel Lazio spiccano il Sacro Bosco di Bomarzo e il Giardino di Ninfa, veri luoghi di fascino artistico e naturale.

L’Umbria ospita La Scarzuola, una città ideale progettata da Tomaso Buzzi, mentre in Costiera Amalfitana Villa Cimbrone a Ravello regala panorami spettacolari. Questi sono solo alcuni esempi di un patrimonio vasto e variegato che la rete valorizza, offrendo esperienze autentiche dove arte e natura si incontrano.

Orti botanici in Lombardia: biodiversità e cultura a cielo aperto

Il valore del verde va oltre i giardini storici e si estende agli orti botanici, veri musei all’aperto che giocano un ruolo chiave nella conservazione della biodiversità e nell’educazione. In Lombardia, una rete di sei orti botanici lavora per proteggere specie vegetali preziose, mettendo in luce il valore scientifico e culturale delle piante.

Gli orti offrono attività didattiche, percorsi tematici e progetti in collaborazione con università e istituzioni culturali. A Bergamo, l’orto di Astino custodisce oltre 300 specie di piante da frutto, raccontando il legame tra uomo, natura e alimentazione. A Milano, l’Orto Botanico di Brera propone un percorso dedicato alle piante velenose, svelando un lato meno noto ma affascinante del mondo vegetale.

A Pavia, invece, si possono ammirare azalee, peonie e ortensie, protagoniste di passeggiate tra fiori e colori. Le aperture e le iniziative sono sempre aggiornate sui siti ufficiali, per coinvolgere un pubblico sempre più ampio.

Non solo Lombardia: a Palermo l’orto botanico celebra l’equinozio di primavera con laboratori di profumeria botanica e seminari, mentre a Napoli il Real Orto Botanico ospita spettacoli teatrali per famiglie. Questi eventi confermano che gli orti sono luoghi vivi, dove cultura, studio e socialità si intrecciano, con al centro il rispetto e la conoscenza del patrimonio verde.

Fondi pubblici e censimento: un piano per salvare i giardini storici

Negli ultimi anni, il valore dei giardini italiani ha trovato spazio nelle politiche pubbliche. Tra il 2023 e il 2025, il Ministero della Cultura ha destinato circa 300 milioni di euro, tramite il PNRR, per restaurare e valorizzare 130 siti di rilevanza culturale.

I fondi hanno toccato grandi complessi come la Reggia di Caserta e Villa Lante a Bagnaia, ma anche realtà più piccole, pubbliche e private, spesso trascurate o in stato di degrado. Luoghi come il Parco Villa Vitali a Fermo e Villa Arconati a Bollate hanno così ricevuto nuova vita, pronti ad accogliere visitatori e cittadini.

Parallelamente, 3 milioni di euro sono stati investiti nel censimento nazionale dei giardini e parchi italiani, un passo fondamentale per avere finalmente un inventario completo di questo patrimonio spesso frammentato. Grazie a questi dati, sarà più facile pianificare interventi di tutela e promozione su tutto il territorio.

Questi investimenti pubblici confermano l’importanza di riconoscere i giardini storici come parte integrante del patrimonio culturale del Paese. Spazi non solo da ammirare, ma da vivere, per offrire benessere, conoscenza e un turismo di qualità a vantaggio delle comunità locali e dell’Italia tutta.

Redazione

Recent Posts

Gibellina 60 anni dopo il terremoto del Belìce: la danza di Virgilio Sieni unisce la comunità

Nel gennaio del 1968, un terremoto devastò Gibellina, cancellandola dalla mappa. Oggi, a quasi sessant’anni…

12 ore ago

Viaggio in Turchia sulle tracce di Enea: alla scoperta di Troia tra mito, cultura e natura

Attraversare i Dardanelli è come varcare una soglia sospesa nel tempo: il paesaggio esplode in…

14 ore ago

Bologna lancia il database anti-graffiti per proteggere portici e palazzi storici in tempo reale

Ogni anno, migliaia di opere d’arte e beni culturali rischiano di sparire nell’ombra del mercato…

14 ore ago

Sagrada Familia Completa: Papa Leone XIV Inaugura la Torre di Gesù Cristo nel Centenario di Gaudí

Il 10 giugno 2026, Barcellona si fermerà. Dopo cento anni esatti dalla morte di Antoni…

16 ore ago

Milano e i giovani artisti: la sfida di Matteo Montorfano tra tradizione e innovazione

Milano, 2026: una città che non smette mai di pulsare, anche quando le luci del…

16 ore ago

Enrico Tealdi e la Provincia Cosmica: la pittura onirica che racconta il Piemonte tra memoria e paesaggi senza tempo

A Cuneo, in una vecchia cascina di famiglia incastonata tra colline silenziose, Enrico Tealdi dipinge.…

20 ore ago