Categories: Cultura

Martina Zanin a Roma: la mostra che svela fragilità e controllo in un mondo sospeso

Nel cuore della Fondazione Pastificio Cerere, le opere di Martina Zanin catturano lo sguardo e non lo lasciano andare. C’è qualcosa di fragile, quasi vulnerabile, che si mescola con una forza silenziosa, nascosta dietro ogni tratto. Guardare queste creazioni significa addentrarsi in un territorio dove i confini tra uomo e natura si confondono, dove ciò che protegge può allo stesso tempo opprimere. Un equilibrio sottile, fatto di tensioni invisibili ma palpabili.

Frammenti di corpi e animali simbolo: il racconto per immagini

Le fotografie all’ingresso non offrono mai un quadro completo, ma scorci, dettagli minuti. Mani che sfiorano la pelle, zampe di animali, parti di corpo a metà luce compongono un mosaico di tensioni silenziose. Il falco e la lepre tornano spesso, non solo come animali, ma come simboli carichi di significato. Rappresentano istinto, fragilità, ma anche giochi di dominio e sopravvivenza. Mostrati a pezzi, costringono chi guarda a riempire i vuoti con l’immaginazione, lasciando sospeso il racconto tra cura e costrizione.

Il falco appare lieve, a volte quasi nascosto, ma carico di tensione. La lepre, fragile, è il suo opposto e complemento, segnando il continuo gioco tra preda e predatore. Un equilibrio instabile, dove protezione e minaccia si scambiano di posto. La scelta di Zanin di mostrare solo frammenti sottolinea quanto siano mutevoli i legami e quanto sottili i confini tra empatia e controllo.

Installazioni tra potere e disciplina: la cura che diventa dominio

Nella sala accanto, le installazioni trasformano lo spazio in un rituale. I guanti da falconiere, disposti con rigore geometrico, non sono semplici oggetti. Richiamano gesti antichi, ripetuti, carichi di senso. Il falco sul guanto è un simbolo forte di comando, ma anche di sottomissione consapevole. Qui la cura si fa vincolo, la gentilezza si trasforma in esercizio di potere.

L’opera “A Predator is a Predator is a Predator…” traduce questa tensione in scultura: le zampe del rapace in bronzo sembrano imprigionate in un momento congelato. La predazione diventa un ciclo inevitabile. L’opera è metafora della continua circolazione del potere nelle relazioni, sociali e fisiche. La violenza, anche se nascosta dietro un’apparente ordine, è parte integrante dell’identità, individuale e collettiva. Il dialogo tra forma e contenuto si fa muto ma incisivo.

L’architettura del corpo: vulnerabilità e rifugio nell’installazione finale

L’ultima tappa della mostra entra nell’intimità più profonda. “AMBIENTI. TANE – Rabbit Hole” costruisce un’architettura che è insieme corpo e spazio. La struttura si apre come un involucro scheletrico, con la pelle rappresentata all’interno, creando un doppio senso di protezione e prigione. Entrare lì significa confrontarsi con qualcosa di primordiale: un rifugio che può diventare trappola.

Il contrasto tra sicurezza e fragilità si fa tangibile, le pareti accolgono ma limitano, definiscono e isolano. Il corpo trasformato in spazio racconta come l’esperienza personale possa diventare universale. Zanin rende visibile un sentimento profondo, dove il silenzio diventa racconto e l’intimità si allarga oltre i confini. Così la mostra si chiude, lasciando aperto il delicato gioco tra fragilità e potere che sta alla base delle relazioni invisibili di ciascuno.

Redazione

Recent Posts

Il boom dei festival culturali in Italia: da eventi effimeri a istituzioni pubbliche permanenti

Ogni estate, le piazze e le strade d’Italia si trasformano in palcoscenici di centinaia di…

8 ore ago

Felicità, il nuovo spot del Ministero della Cultura: il regista Luca Finotti racconta l’Italia che emoziona

«Felicità» di Raffaella Carrà risuona mentre volti e movimenti si intrecciano in un viaggio che…

9 ore ago

Ballando con le Stelle 2024: confermati Mariotto e Smith, cresce l’attesa per il debutto del 3 ottobre

Il conto alla rovescia è finito: il 3 ottobre il dance show più seguito d’Italia…

11 ore ago

Roma inaugura una serra tropicale all’Orto Botanico per combattere l’inquinamento urbano

Nel cuore di Roma, a due passi dal Gianicolo, si apre una nuova serra che…

11 ore ago

La Nuova Era del Lusso: Come Matthieu Blazy e la Generazione di Stilisti 2026 Ridefiniscono Chanel e la Moda Italiana

Il Grand Palais si è trasformato in un cantiere a cielo aperto per la sfilata…

12 ore ago

Parco di Pinocchio a Collodi: 70 anni di magia e il rilancio culturale nel 2026, anno dei 200 anni di Carlo Collodi

Nel 1826, a Collodi nasceva Carlo Lorenzini, meglio noto come Carlo Collodi, l’autore che ha…

14 ore ago