A marzo 2026, a pochi passi dalla fermata Brenta della metro M3, è nato un nuovo spazio che promette di scuotere il panorama artistico milanese. Nervesa Gallery ha preso vita in un ex capannone industriale vicino alla Fondazione Prada, ma non è una galleria come le altre. Qui, l’arte contemporanea si trasforma in un laboratorio aperto, un terreno di sperimentazione dove i giovani talenti trovano voce e spazio. A guidare questo progetto sono due donne milanesi, Livia Spinolo e Ilaria Centola, che hanno mescolato background e visioni diverse per costruire un luogo in cui l’arte si esprime senza filtri, fluida e autentica.
Nervesa Gallery nasce dall’incontro tra due professioniste con background differenti. Livia Spinolo, scultrice milanese, ha passato 25 anni all’estero, soprattutto a Londra dove ha costruito una rete importante nel mondo dell’arte. Tornata in Italia meno di due anni fa, ha portato con sé il desiderio di aprire una galleria che non fosse solo un negozio, ma un luogo di ricerca e innovazione. Il confronto con Ilaria Centola, curatrice e fondatrice di UNCODE Art nonché ideatrice di eventi come Milano Scultura e Step Art Fair, ha dato forma concreta al progetto. La loro sintonia, sia umana che professionale, ha permesso di immaginare Nervesa come uno spazio indipendente dove la sperimentazione si sposa con il sostegno ai giovani artisti.
Per arrivarci basta percorrere via Nervesa fino al numero 12, proprio accanto allo studio di Spinolo. I 40 metri quadri della galleria sono inseriti in un tipico cortile post-industriale milanese, ristrutturato con attenzione per le esigenze pratiche degli artisti. L’allestimento richiama la pulizia di un white cube, arricchito da un sistema di luci professionale che mette in risalto le opere. Chi lavora a interventi site-specific può anche usare lo studio di Spinolo, collegato direttamente alla galleria.
Fin dall’inizio, Nervesa è pensata come una realtà versatile, aperta a diversi linguaggi artistici. Spinolo e Centola hanno voluto un ambiente funzionale e accogliente, lontano da orpelli scenografici, che stimoli artisti e pubblico senza imporre uno stile preciso. Centola sottolinea come la galleria favorisca l’espressione libera, mescolando una curatela attenta con la pratica artistica di Spinolo.
In un momento difficile per il sistema dell’arte, Nervesa adotta un approccio paziente, senza correre dietro a guadagni immediati, ma puntando alla qualità e al dialogo con chi viene a visitare. Le prime mostre hanno già raccolto buoni riscontri. Le esposizioni durano circa 11 giorni, così da offrire sempre qualcosa di nuovo e interessante.
Questa formula permette di intercettare un pubblico in crescita, attratto dalla varietà e dalla sperimentazione. L’arte qui spazia dalla fotografia alla scultura, dalla pittura alle installazioni site-specific, con una selezione rigorosa ma aperta a diversi linguaggi e generazioni. Tutti gli artisti sono italiani, provenienti da contesti diversi, a garantire un mosaico di voci e prospettive.
Per tutto il 2026 Nervesa ospita Imagine, una rassegna curata da Ilaria Centola che mette al centro il potere dell’immaginazione artistica. L’obiettivo è spingere il pubblico a riflettere sul sottile confine tra realtà e sogno, invitandolo a guardare oltre l’apparenza.
La prima mostra ha visto protagonista Igor Grigoletti. Fino al 19 aprile è aperta Crossing Time di Tina Cosmai, che indaga le dimensioni del tempo e la loro percezione. Il calendario prosegue con nuove esposizioni, la prossima il 6 maggio. Il ritmo serrato delle mostre mantiene alta l’attenzione e coinvolge il pubblico con stimoli sempre diversi.
Nel 2027 è in programma un premio dedicato agli artisti emergenti, rivolto ai neo-laureati delle accademie italiane di belle arti. L’intento è offrire una concreta possibilità di visibilità e crescita professionale, in linea con la vocazione di Nervesa a sostenere le nuove generazioni nel mondo dell’arte.
Nervesa Gallery si conferma così un presidio milanese dove due professioniste under 50 mettono insieme competenze diverse per creare un ambiente stimolante, capace di far dialogare artisti e pubblico e di arricchire il panorama culturale della città.
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