Milano non si ferma mai, soprattutto quando arriva la Design Week. Nel cuore pulsante di Brera, quest’anno, oltre 200 showroom – con ben nove nuovi ingressi – aprono le porte a chi vuole immergersi in un mondo di creatività senza confini. Non sono solo le strade più battute a raccontare storie: cortili nascosti, angoli dimenticati si trasformano in veri e propri scrigni di innovazione. Il design, qui, smette di essere solo un oggetto da ammirare; diventa un progetto culturale, un legame sottile tra persone, luoghi e idee in fermento. A simboleggiare tutto questo, il tram milanese disegnato da Chiara Ghigliazza: un’icona che attraversa il tempo, un ponte tra passato e futuro.
Essere progetto: il design come racconto di relazioni e valori
La diciassettesima edizione del Brera Design District ha scelto un tema profondo: Essere Progetto. Un titolo che va oltre l’estetica, per guardare al design come a un processo che racconta storie, legami e valori condivisi. Il prodotto finito non è più l’unico protagonista: conta ciò che c’è dietro, il dialogo tra chi crea e chi fruisce. L’illustratrice milanese Chiara Ghigliazza ha incarnato questa visione con il suo disegno del tram, simbolo di movimento, connessione e continuità nella vita di Milano.
Il distretto di Brera si conferma un punto di riferimento al Fuorisalone con 217 realtà espositive, incluse nove nuove aperture. Oltre 300 eventi animano gallerie, negozi, cortili e spazi nascosti, invitando a perdersi tra tradizione e innovazione, in un’atmosfera vibrante e contagiosa.
Fuorisalone Passport: addio alle code, benvenuta libertà
Tra le novità più pratiche c’è il Fuorisalone Passport, una piattaforma digitale ideata da Studiolabo per semplificare la vita ai visitatori. Basta un QR Code personale, ottenuto dal sito o dall’app, per entrare negli spazi senza dover compilare ogni volta moduli o fare la fila. Paolo Casati lo spiega così: “non si tratta solo di evitare code, ma di guadagnare tempo prezioso in una manifestazione così intensa.”
Questa soluzione punta a rendere più fluido il passaggio tra gli eventi, ridurre le attese e lasciare ai visitatori più spazio per godersi le scoperte. La tecnologia diventa così un alleato per valorizzare l’esperienza, non un ostacolo.
Colori e ottimismo: Yinka Ilori accende la Mediateca Santa Teresa
Tra le installazioni più vivaci c’è quella di Yinka Ilori, artista e designer britannico-nigeriano, che alla Mediateca Santa Teresa presenta Chasing the Sun. Un’esplosione di colori ispirata al giallo iconico di Veuve Clicquot, la maison di champagne che da sempre usa questa tonalità vibrante.
Ilori mescola tradizione e modernità con pattern dinamici e colori vitaminici, riflettendo il suo background multiculturale. Il risultato è un’esperienza che coinvolge, invita a inseguire la luce e riscoprire la gioia nei piccoli dettagli. Non mancano accessori in edizione limitata firmati Veuve Clicquot in collaborazione con l’artista, che raccontano un dialogo tra passato e presente.
Uzbekistan a Milano: artigianato e sostenibilità a Palazzo Citterio
Una novità assoluta di questa Design Week è la partecipazione dell’Uzbekistan, con una mostra dedicata al patrimonio artigianale e alle sfide ecologiche del Mar d’Aral. When Apricots Blossom si svolge a Palazzo Citterio, un palazzo storico nel centro di Milano, e mette al centro la sostenibilità e la riscoperta di tecniche antiche.
Curato dall’architetto Kulapat Yantrasast, il progetto vede la collaborazione di nomi internazionali come Bethan Laura Wood e Marcin Rusak, affiancati da giovani talenti. Insieme reinterpretano la tradizione uzbeka in chiave contemporanea, aprendo un dialogo tra culture lontane ma unite da un’attenzione comune verso ambiente e cultura.
Doppia Firma: quando artigianato e design si incontrano alla Casa degli Artisti
Alla Casa degli Artisti di Brera debutta Doppia Firma, una mostra che celebra la collaborazione tra designer contemporanei e maestri artigiani della Fondazione Colorni dei Mestieri d’Arte. Qui non si parla solo di tecnica, ma di vera e propria contaminazione creativa che mette in luce passione, precisione e tradizione applicate al design moderno.
Insieme a Doppia Firma nasce Arts&Crafts&Design, un nuovo polo che unisce Michelangelo Foundation e Homo Faber Fellowship, un programma che mette in contatto 22 maestri con altrettanti giovani talenti. Un’occasione per far crescere l’artigianato e spingerlo verso nuove strade.
La mostra è un viaggio tra lavorazioni di eccellenza, dove ogni pezzo racconta dedizione e innovazione, sottolineando l’importanza di preservare i mestieri antichi senza rinunciare al contemporaneo.
La chimica della felicità: Sara Ricciardi alla Pinacoteca di Brera
Nel cuore della Pinacoteca di Brera, Sara Ricciardi presenta Serotonin: the chemistry of happiness, un’installazione che interpreta l’ormone della felicità con forme gonfiabili che si espandono e si contraggono, simboleggiando i cambi d’umore e le reazioni del corpo.
Un’opera che unisce scienza e arte, coinvolgendo il visitatore in un dialogo sensoriale tra emozione e percezione fisica. Il Loggiato della Pinacoteca diventa così il luogo ideale per mettere in relazione patrimonio artistico e innovazione, aprendo uno spazio di riflessione su corpo e mente.
Intelligenza artigianale brasiliana: tra storia e sostenibilità a via Maroncelli
Nel cortile di un edificio storico di via Maroncelli, oggi showroom di moda, prende vita un’esposizione dedicata all’Intelligenza Artigianale brasiliana. In un’epoca dominata dal digitale, questo progetto punta sulla bellezza delle superfici fatte a mano e sulle imperfezioni del lavoro artigianale.
Promossa da Tropicalistic e dall’organizzatrice Neia Paz, la mostra presenta designer carioca che rinnovano tecniche tradizionali, valorizzando materiali e processi tramandati da generazioni. È un racconto di cultura che reinventa il passato puntando su calore, prossimità con la materia e sostenibilità, arricchendo così la varietà della Design Week.
Sowden e Du Pasquier: un viaggio nel design astratto tra geometrie e colori
Il Kerakoll Brera Studio in via Solferino ospita Teatro della Vita, installazione di George Sowden e Nathalie Du Pasquier. Qui lo spazio si trasforma in un paesaggio urbano astratto, fatto di geometrie e volumi intensi che cambiano prospettiva ad ogni passo.
L’opera si ispira alla loro storica Proposition pour une petite ville del 1984 e usa 1.500 colori Kerakoll Colors, eredità del movimento Memphis di cui sono stati protagonisti. Un racconto fatto di scorci architettonici immaginari, dove il colore diventa protagonista e trasforma lo spazio, unendo arte e funzionalità.
Le eccellenze francesi sfilano in via Statuto con Le Design Defilé
In via Statuto arriva Le Design Defilé, un evento che porta il design francese sulle passerelle, sotto la direzione di Jakob+MacFarlane, architetti della Città della Moda e del Design di Parigi. L’allestimento ricorda una sfilata di alta moda, con nomi affermati e giovani designer supportati da French Living in Motion.
Tra i protagonisti ci sono realtà dell’editoria e produttori d’eccellenza come Ameublement Français, che rappresentano la tradizione manifatturiera in chiave moderna e responsabile. Il percorso racconta un design sostenibile, attento all’economia locale e ai tessuti sociali, in equilibrio tra estetica e futuro.
Tell Me: spazio ai giovani talenti nel sagrato di Santa Maria Incoronata
Il sagrato della chiesa di Santa Maria Incoronata ospita Tell Me, iniziativa di Orografie dedicata ai designer emergenti. Qui i giovani creativi trovano un “confessionale” dove confrontarsi con professionisti come Gianni Cinti, Francesco Faccin e Giulio Iacchetti, ricevendo consigli e supporto per la carriera.
In un calendario fitto e competitivo come quello della Design Week, Tell Me è un’occasione rara per dedicare tempo all’ascolto e alla crescita, facilitando il passaggio da appassionati a professionisti.
Sicis racconta gli elementi naturali con mosaici e arredi
Lo showroom di Sicis in via Fatebenefratelli ospita ELEMENTS. Jewel and design, beyond form, un’installazione che esplora i quattro elementi naturali – aria, fuoco, terra e acqua – attraverso arredi, sculture e gioielli.
Tra le creazioni spiccano i gioielli in micromosaico, tecnica millenaria che Sicis reinterpreta in chiave contemporanea. Tra gli arredi, la poltrona Amaro, con i suoi toni ruggine e le forme ispirate ai bicchieri da liquore, il divano Mirai che richiama il movimento dei veli giapponesi, e il tavolo Vertex, che combina vetro tecnologico e base in vetro bronzato.
Un racconto multisensoriale della natura e delle sue forze, reinterpretate dal design contemporaneo con eleganza e tecnica.





