Casabianca Como: il nuovo spazio d’arte che trasforma la visita in un’esperienza domestica unica

Nel cuore di Como, a due passi dal lago, c’è una casa degli anni Trenta che ha smesso di essere solo un edificio d’epoca. Ora è Casabianca: uno spazio d’arte contemporanea che rompe gli schemi del museo tradizionale. Qui non si passeggia in silenzio tra teche e didascalie, ma si entra in una vera casa, dove le opere vivono e cambiano, accompagnate dalla passione dei nuovi proprietari. Non è solo un’esposizione, ma un invito a sentirsi parte di qualcosa di più intimo, immersi in creazioni di artisti di spicco. Dietro questa trasformazione c’è una famiglia nota per l’ospitalità, non per i musei, che da decenni ha plasmato l’anima del Lago di Como.

Da villetta di lusso a casa per l’arte: la trasformazione di Casabianca

La storia di Casabianca parte nel 1930 con il progetto dell’architetto Piero Ponci. L’edificio, interamente rivestito in marmo botticino, ha vissuto diverse vite: villa elegante per industriali tessili, showroom per campionari di seta comasca e poi sede bancaria. Nel 2024 la proprietà cambia radicalmente, acquistata dalla famiglia De Santis, nota per la gestione di hotel di prestigio come il Grand Hotel Tremezzo e l’Hotel Passalacqua. Casabianca nasce così dal desiderio di restituire qualcosa alla città attraverso l’arte contemporanea, un linguaggio che Paolo e Antonella De Santis conoscono e collezionano da quarant’anni.

L’idea è quella di ricreare l’atmosfera domestica di una casa borghese autentica, quella dei De Santis, ma trasformata in uno spazio espositivo. I corridoi, le stanze, la hall raccontano la storia di un edificio reso speciale dall’incontro tra architettura d’epoca, interventi di design e una collezione calibrata per dialogare con gli ambienti. Non una vetrina fredda, ma un luogo dove l’arte contemporanea si sposa con la vita di tutti i giorni.

Arte senza didascalie, immersi in spazi che sembrano casa

Casabianca si distingue per la cura con cui sono state scelte e sistemate le opere. Al piano terra c’è anche la caffetteria Cova, arrivata dal noto brand milanese per proseguire l’esperienza di accoglienza. La collezione si distribuisce in una decina di ambienti, con lavori di artisti di fama internazionale.

Nella hall, un intervento di Giulio Paolini rende omaggio alla famiglia De Santis con simbolismi eleganti. Sullo scalone si snoda un percorso firmato Stefano Arienti che conduce al grande disco di Emilio Vedova al primo piano. Qui si trovano anche opere site specific di Francesco Simeti che decorano le pareti della caffetteria con motivi intensi e moderni, insieme a lavori di Alighiero Boetti, Mario Merz, Marina Abramovic. Nel giardino esterno, sculture di Joseph Kosuth e Giovanni Anselmo dialogano con la natura, creando un ponte tra arte e ambiente.

Una scelta particolare del progetto è l’assenza di didascalie: chi visita è invitato a vivere l’esperienza come in una casa, senza cartelli che interrompano il racconto visivo. L’idea è che la conoscenza nasca dal contatto diretto, magari accompagnato da visite guidate, per scoprire i significati stanza dopo stanza.

I De Santis: albergatori con una passione profonda per l’arte contemporanea

Paolo, Antonella e la figlia Valentina De Santis sono nomi noti nel mondo dell’ospitalità sul lago, ma con Casabianca mostrano una faccia meno conosciuta: quella di collezionisti d’arte contemporanea. Valentina racconta che Casabianca non è nata per diventare un’altra struttura ricettiva, ma come uno spazio privato trasformato per essere condiviso con la comunità.

La famiglia De Santis colleziona arte contemporanea da decenni, spesso collaborando direttamente con gli artisti e non semplicemente acquistando opere in galleria. Questo ha permesso di creare una collezione site specific, dove scultura, pittura e installazioni si fondono con l’architettura stessa dell’edificio. Le scelte artistiche si sono spesso modificate durante il lavoro, seguendo il dialogo con gli spazi e con gli artisti, in un processo vivo e aperto.

Un percorso d’arte tra sale espositive e spazi per il pubblico

La collezione di Casabianca si sviluppa su più livelli. Al primo piano, più museale, si trovano sei sale che raccontano un percorso di arte contemporanea. Tra gli artisti più importanti ci sono grandi nomi dell’Arte Povera come Gilberto Zorio, Jannis Kounellis, Mario Merz, Giuseppe Penone, ma anche rappresentanti di altre correnti come Vanessa Beecroft, Carla Accardi, William Kentridge, Anselm Kiefer, Michelangelo Pistoletto, Alfredo Jaar, Pier Paolo Calzolari e Alberto Garutti.

L’incontro tra le opere e gli spazi originali crea un percorso di visita davvero suggestivo. Nel bagno d’epoca, per esempio, è stata collocata una scultura di Luigi Ontani, un segno che fonde la storia privata degli ambienti con la ricerca artistica.

Al piano superiore sono in arrivo tre suite, pensate per sostenere economicamente Casabianca, insieme alla caffetteria e ai biglietti d’ingresso. Nel seminterrato c’è invece un’agorà destinata a eventi, incontri e laboratori, anche dedicati alle scuole.

Didattica e cultura per tutte le età

Casabianca mette al centro l’educazione artistica, con attività pensate per i bambini delle scuole di Como. Il piano inferiore è uno spazio vivace dove si tengono laboratori e workshop, per avvicinare i più giovani all’arte contemporanea in un contesto fuori dagli schemi tradizionali dei musei.

La scelta di non mettere didascalie permette agli adulti di scoprire l’arte in modo più libero e personale. Cataloghi aggiornati sono a disposizione nelle sale per chi vuole approfondire la conoscenza di artisti e opere.

L’ingresso a Casabianca è accessibile, con un biglietto modesto che serve a mantenere viva questa realtà culturale, capace di unire accoglienza e arte in un equilibrio ben studiato. Un nuovo punto di riferimento per Como, che restituisce alla città uno spazio di creatività e confronto artistico.

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