Bevilacqua La Masa Venezia: la fondazione smentisce il declino e rilancia il suo ruolo culturale

Nel cuore di Venezia, la Fondazione Bevilacqua La Masa ha vissuto un decennio di trasformazioni profonde. Tra il 2016 e il 2026, non si è limitata a sostenere l’arte contemporanea: ha rinnovato spazi, restaurato edifici storici e rilanciato collezioni dimenticate. Dietro le quinte, un lavoro tenace e spesso invisibile ha dato nuova linfa a questa istituzione, portandola a stringere legami internazionali e a costruire ponti concreti per i giovani artisti. Non è solo una questione di mostre, ma di un impegno solido che ha cambiato volto alla Fondazione, aprendo strade nuove in un panorama artistico in continua evoluzione.

Studi d’artista: da spazi abbandonati a laboratori vitali

Nel 2016, con un cambio di guida, la situazione degli studi d’artista era critica. Si contavano solo 12 atelier funzionanti, non 14 come si è detto altrove, visto che due erano abbandonati e inutilizzabili. La priorità è stata sistemarli e aggiungerne uno nuovo, a dimostrazione dell’impegno per garantire ambienti di lavoro dignitosi. Poi, grazie a una collaborazione con la Fondazione Musei Civici di Venezia, sono stati aperti altri 10 studi nell’Emeroteca dell’Arte di Mestre. Qui non si tratta solo di spazi singoli, ma anche di ambienti pensati per collettivi e nuove forme d’espressione.

Monica Folin, figura di riferimento nel team, ha curato la manutenzione ordinaria e straordinaria delle sedi, assicurando standard elevati senza bisogno di difensori esterni per gli atelier. Ogni nuovo spazio ha ampliato le possibilità per gli artisti, offrendo condizioni di lavoro stimolanti e funzionali. La crescita e il miglioramento delle residenze riflettono una strategia che punta a valorizzare la cultura e rinnovare le strutture, rispondendo alle esigenze creative di oggi.

Mostre internazionali: vetrina e dialogo aperto

La promozione di mostre di livello internazionale resta uno dei punti fermi della Fondazione. Contrariamente a certe voci, la presenza di curatori esperti come Milovan Farronato non è mai venuta meno; anzi, ha continuato a lavorare con l’istituto per mettere in luce giovani talenti. Nel 2024, per esempio, sono state esposte le opere di Guglielmo Castelli, sostenuto da gallerie di rilievo come Mendes Wood DM e Rodeo. L’anno precedente, Patricia Leite ha mostrato i suoi lavori grazie alla collaborazione con Mendes Wood DM e Thomas Dane Gallery. Recentemente, Giangiacomo Rossetti ha inaugurato una personale a Palazzetto Tito, sede storica della Fondazione, con il sostegno di Mendes Wood DM.

Anche la presenza costante di figure come Umberto Marzola, anche dopo il pensionamento, testimonia il legame profondo e la continuità dell’istituzione nel promuovere l’arte contemporanea. Queste iniziative non solo rafforzano la Fondazione, ma offrono agli artisti occasioni concrete di scambio culturale e di ingresso nel circuito internazionale.

Collezione storica: un patrimonio ritrovato e valorizzato

Negli ultimi anni, grande attenzione è stata riservata al recupero della collezione storica della Fondazione, un lavoro spesso poco visibile ma essenziale per preservare la memoria artistica. Claudio Donadel ha guidato il progetto di rientro delle opere acquistate in passato tramite premi agli artisti, molte delle quali erano rimaste a lungo nelle mani degli stessi creatori.

Il lavoro di inventariazione e restauro è stato impegnativo, con sfide tecniche e amministrative non da poco. Oggi la collezione è finalmente accessibile al pubblico e racconta oltre un secolo di evoluzione artistica veneziana e italiana. Dopo una mostra fuori sede al Museo Ettore Fico di Torino, curata da Stefano Coletto, è previsto il trasferimento alla sede di Santi Cosma e Damiano in Giudecca, che offrirà spazi adeguati per l’esposizione permanente.

Gestione economica solida e risultati concreti

La Fondazione ha dimostrato una gestione finanziaria solida, smentendo chi prevedeva un declino dopo il 2016. Le mostre hanno generato ricavi importanti: tra il 2022 e il 2026 gli incassi hanno superato il milione di euro, con un trend in crescita. Questi fondi hanno sostenuto missioni all’estero per artisti, scambi internazionali, partecipazioni a fiere e l’inserimento di un curatore dedicato al supporto continuo degli artisti in residenza.

Tra gli appuntamenti di rilievo spicca Arte Fiera di Bologna, che dal 2022 dedica uno stand ai giovani della Fondazione, raddoppiando lo spazio gratuito a 32 metri quadrati. Questo spazio funziona come un vero laboratorio d’incontro con il mercato internazionale, con un rischio contenuto per chi partecipa. I bilanci hanno chiuso quasi sempre in utile negli ultimi dieci anni, producendo risorse pubbliche senza consumarle, segno di affidabilità e capacità progettuale.

Successi nei bandi europei e nazionali

Il gruppo Bevilacqua La Masa si è distinto anche nella partecipazione ai bandi nazionali e internazionali, fondamentali per ampliare attività e servizi. La Fondazione ha guidato diversi progetti europei nell’ambito del programma CreArt, ottenendo riconoscimenti e fondi per collaborazioni con enti esteri come la Fundacion Bilbao Arte. Questi partenariati arricchiscono l’offerta formativa e artistica per i giovani residenti.

A livello nazionale, con il Piano per l’Arte Contemporanea , sono arrivati contributi importanti per il triennio 2023-2026, gestiti con cura amministrativa da Immacolata Ponticiello. La capacità di raccogliere fondi pubblici e privati rafforza la struttura e permette di guardare avanti con progetti sostenibili, mantenendo alto il profilo culturale ed economico. È già in programma un adeguamento della struttura organizzativa per affrontare nuove sfide e crescere.

Collaborazioni con gallerie private per aprire nuove porte agli artisti

Il rapporto con gallerie private è un pilastro per aumentare visibilità e opportunità per i giovani artisti seguiti dalla Fondazione. Collaborazioni consolidate con la Galleria Contini e nuove intese con Saatchi Yates, Tornabuoni Art di Parigi e il Museum of Latin American Art di Long Beach hanno permesso di organizzare eventi importanti e rinnovare spazi espositivi come la sede di San Marco.

L’evento “Captcha 2826” di Pascal Sender nel 2023 e la mostra del 2024 di Betsabeé Romero a Venezia sono esempi concreti di questo lavoro. Anche il sostegno della Fondazione Musei Civici ha garantito stabilità e professionalità nelle attività. Dal 2023 a oggi, la Fondazione ha realizzato quasi cinquanta mostre, sessantadue eventi e numerose residenze per artisti e critici, un ritmo intenso che conferma la sua presenza costante sulla scena contemporanea.

L’attenzione al rinnovamento degli spazi, il supporto agli artisti emergenti e la qualità delle produzioni dimostrano che la Fondazione Bevilacqua La Masa è lontana da ogni forma di declino. Al contrario, è un punto di riferimento vitale per la cultura contemporanea veneziana e italiana.

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