A Parma, una mostra fotografica inaugura la stagione culturale, attirando subito l’attenzione di critici e appassionati. L’estate 2026 in Emilia-Romagna si accende così, con un calendario fitto di eventi che si snodano da Rimini a Modena, passando per Bologna e Reggio Emilia. Non si tratta solo di grandi nomi internazionali: anche i talenti locali trovano spazio, spesso in luoghi poco conosciuti o normalmente chiusi al pubblico. Una vera festa dell’arte, della musica e della fotografia, pronta a sorprendere chiunque decida di percorrere la via Emilia e i suoi dintorni.
Brian Eno a Parma: suono e luce in luoghi storici ritrovati
A Parma Brian Eno torna protagonista con due eventi in spazi simbolo della città appena riaperti dopo anni di chiusura: il Complesso Monumentale di San Paolo e l’Ospedale Vecchio. Nel primo, si può vedere SEED, un’installazione sonora realizzata da Eno insieme alla scrittrice turca Ece Temelkuran, che diventerà parte stabile della Casa del Suono di Parma. All’Ospedale Vecchio, invece, debutta My Light Years, la prima grande mostra europea che esplora la luce attraverso l’arte di Eno. Entrambe le esposizioni mostrano l’impegno dell’artista nel trasformare gli spazi con suoni e luci, creando un’esperienza immersiva. Le opere dialogano con l’architettura storica, trasformando queste aree urbane in centri di sperimentazione artistica contemporanea. Per il pubblico è un’occasione rara di entrare in luoghi prima inaccessibili, portando Parma tra le città italiane più all’avanguardia sul fronte culturale.
Erté al Labirinto della Masone: tra arte, moda e design
Al Labirinto della Masone di Fontanellato va in scena una mostra dedicata a Erté, artista eclettico del Novecento noto per il suo mix di scenografia, moda e arti visive. Oltre centocinquanta opere, molte mai viste prima, raccontano il suo percorso creativo. Erté ha saputo tradurre la modernità tra le due guerre con uno stile elegante e simbolico. Attraverso disegni, costumi e illustrazioni, la rassegna mette in luce la varietà delle sue sperimentazioni, dalla decorazione agli aspetti più visionari. La mostra si ispira anche ai volumi dedicati da Franco Maria Ricci al maestro, evidenziando la sua influenza sulla creatività italiana e internazionale. Il Labirinto diventa così un luogo dove arte, cultura e natura si incontrano, offrendo al pubblico un’occasione per conoscere un grande protagonista del ‘900.
Fotografia contemporanea al femminile tra Modena e Reggio Emilia
Modena e Reggio Emilia ospitano due mostre che mettono al centro la fotografia contemporanea, con un’attenzione particolare alla prospettiva femminile e alla sperimentazione formale. Alla Fondazione Ago di Modena c’è “Visioni necessarie”, con oltre sessanta fotografie di trentadue autrici italiane. Il percorso spazia dal ritratto all’azione performativa, affrontando temi come la trasformazione urbana e la denuncia sociale. Lo stile variegato restituisce un quadro autentico dei linguaggi visivi attuali, dando spazio a una generazione di fotografe che esplorano sia aspetti privati che collettivi. A Reggio Emilia, la Collezione Maramotti presenta due mostre personali: quella dell’artista francese Ndayé Kouagou e di Giuditta Branconi. Entrambe affrontano questioni esistenziali con media diversi: video, sculture e pittura. Kouagou si ispira al fotoromanzo per raccontare vite tra realtà e mito, mentre Branconi usa le immagini come strumento di denuncia sociale. Due occasioni per riflettere su temi attuali e scoprire nuove forme artistiche.
Luigi Ghirri: fotografia e musica a Reggio Emilia
Reggio Emilia rende omaggio a Luigi Ghirri con “A Series of Dreams”, una mostra ospitata al Palazzo dei Musei. Ghirri, noto fotografo e teorico, ha sempre intrecciato immagine e musica, creando connessioni originali. La sua passione per artisti come Bob Dylan e l’amicizia con Lucio Dalla hanno segnato il suo lavoro, che supera i confini della fotografia tradizionale. La mostra esplora questo legame con fotografie e scritti che mettono in luce come suono e immagine costruiscano insieme una visione estetica unica. Un’occasione per appassionati di fotografia e musica di avvicinarsi a uno degli interpreti più originali della cultura italiana recente. Il dialogo tra discipline diverse regala un’esperienza creativa rara e stimolante.
Frida Kahlo a Bologna: identità e autorappresentazione in immagini d’autore
A Bologna, Palazzo Pepoli ospita una mostra fotografica dedicata a Frida Kahlo, icona messicana sempre più amata a livello globale. L’esposizione raccoglie settanta fotografie originali scattate da grandi nomi come Edward Weston, Imogen Cunningham e Nickolas Muray. Il percorso racconta non solo l’artista ma anche il simbolo che Frida è diventata, indagando temi di identità e autorappresentazione. La mostra restituisce la complessità di un’immagine spesso semplificata, riportando alla figura reale fatta di dolore, forza e impegno. Le fotografie diventano un documento che parla di corpo e cultura, riflettendo sul processo di costruzione dell’identità in un quadro storico e sociale. Un’occasione per guardare da vicino un personaggio tanto amato quanto complesso e inserirlo in un dibattito attuale sull’arte e la società.
Altre mostre da non perdere in Emilia-Romagna
Bologna propone due appuntamenti di rilievo al MAMbo: un omaggio a Giuseppe Chiari nel centenario della nascita e una rassegna dedicata a Luigi Ghirri e Gianni Celati. La prima mostra celebra un artista legato al movimento Fluxus, ricostruendone il ruolo critico e il contributo alla musica e alle arti visive contemporanee. La seconda mette in dialogo fotografia e cinema raccontando il paesaggio padano con immagini e film poco noti ma significativi. Sempre a Bologna, alla Fondazione MAST, si può visitare una monografica su Bernd e Hilla Becher, coppia tra le più influenti della fotografia del Novecento, con oltre 350 foto in bianco e nero. A Ferrara torna la mostra “Ladies and Gentlemen” di Andy Warhol, riedizione del celebre progetto del 1975-76 che ritrae drag queen afro- e latinoamericane, ridefinendo il ritratto contemporaneo e affrontando temi di identità e marginalità. Ravenna accoglie “Pittura in Romagna. Verso il contemporaneo”, dedicata ai protagonisti del secondo Novecento e all’arte locale promossa da De Grada. Infine, Faenza e Rimini propongono due mostre sul fronte scultura e ceramica: “SPAZIO – FORZA – ENERGIA”, dialogo tra Raffaele Quida e Carlo Zauli al Museo Zauli di Faenza, e “Carlo Zauli. Sensualità della forma” al Fellini Museum di Rimini, che raccontano l’evoluzione del linguaggio scultoreo tradizionale verso forme contemporanee.
L’Emilia-Romagna conferma così il suo ruolo di territorio culturalmente vivace, capace di unire tradizione e innovazione, offrendo occasioni per riflettere sull’arte in tutte le sue forme. Chi vuole immergersi nella creatività nazionale e internazionale troverà un’estate ricca di stimoli e scoperte.