Caldo torrido, strade affollate e, all’improvviso, un’esplosione di colori e forme che cattura lo sguardo. Roma, estate 2026, si trasforma in un grande palcoscenico d’arte. Dai capolavori senza tempo della Galleria Borghese ai Musei Capitolini, fino ai nuovi spazi contemporanei del MAXXI e del MACRO, la città non si limita a celebrare il passato: si fa laboratorio vivente di creatività. Artisti, architetti e persino installazioni nelle stazioni della Metro C danno vita a un dialogo serrato tra antico e moderno. Qui, la cultura non è mai statica; è un flusso continuo che ribadisce, con forza, il ruolo centrale di Roma sulla scena europea.
Al MAXXI l’estate si apre con “Tragicomica”, la più ampia rassegna sull’arte italiana dal secondo dopoguerra a oggi. Curata da Francesco Stocchi e Andrea Bellini, la mostra raccoglie oltre 130 artisti che hanno raccontato la realtà con ironia, dramma e riferimenti alla cultura popolare. Il tema della “tragicommedia” diventa così uno specchio per capire le tensioni e le sfumature della società e dell’arte degli ultimi decenni.
Accanto a questo, una grande esposizione ripercorre la storia dell’architettura italiana dagli anni ’40 a oggi. “Vitalità dell’architettura italiana 1946-2026” mette in mostra archivi, modelli e fotografie, confrontando i maestri del passato con i giovani progettisti di oggi. Un viaggio che racconta come l’architettura abbia plasmato l’identità nazionale, seguendo i cambiamenti culturali e sociali di settant’anni.
Infine, il MAXXI dedica una retrospettiva ad Andrea Pazienza, uno dei fumettisti più innovativi e influenti del nostro tempo. La mostra, aperta fino a fine settembre, espone tavole originali, disegni, foto e filmati, offrendo uno sguardo approfondito su un artista che ha rivoluzionato il linguaggio del fumetto.
Al MACRO continuano alcune delle mostre più significative dell’anno. Tra queste spicca “Uno, cinque, dodici”, un viaggio nel mondo del Premio Strega, che festeggia ottant’anni. Documenti d’archivio, fotografie e materiali originali raccontano la storia di uno dei riconoscimenti letterari più importanti d’Italia, mettendo in luce il suo ruolo nel plasmare la cultura nazionale dal dopoguerra a oggi.
Da non perdere anche “Mechanical Kurds” di Hito Steyerl, artista tedesca tra le più influenti della scena contemporanea. Tra video, installazioni e narrazioni multimediali, il progetto indaga come tecnologia, conflitti geopolitici e immagini si intreccino, aprendo una riflessione sulle dinamiche di potere invisibili ma concrete.
“SHE DEVIL 14” torna con la sua quattordicesima edizione dedicata all’arte contemporanea di genere. Tra videoarte, performance e installazioni, la rassegna affronta temi sociali e culturali attuali con un linguaggio fresco e innovativo, coinvolgendo artiste da ogni parte del mondo.
Ai Musei Capitolini, a Palazzo Caffarelli, debutta la prima grande mostra italiana su Diego Rivera. Oltre 140 opere tra dipinti, disegni, fotografie e documenti raccontano il percorso dell’artista tra Messico ed Europa. Il racconto mette in luce il dialogo di Rivera con le Avanguardie e la sua capacità di fondere l’identità messicana con uno stile personale. A completare il quadro, opere di Frida Kahlo e David Alfaro Siqueiros, suoi contemporanei e amici.
Al Parco Archeologico del Colosseo si apre “Troia e Roma. Miti, leggende, storie del Mediterraneo antico”. Più di 300 reperti da scavi in Italia e Turchia, molti esposti per la prima volta, raccontano il legame tra il mito di Troia e la fondazione di Roma da parte di Enea. Tra i pezzi più suggestivi, una replica monumentale del Cavallo di Troia, simbolo di storie che affascinano da millenni.
La Galleria Nazionale d’Arte Moderna e Contemporanea dedica molto spazio agli artisti contemporanei italiani e a figure meno conosciute ma fondamentali. Marinella Senatore, una delle voci più forti della scena attuale, viene celebrata con un progetto permanente che comprende oltre quaranta opere e una serie di workshop. Il suo lavoro unisce formazione, comunità e creatività, mettendo al centro il ruolo attivo del pubblico.
In contemporanea, la mostra su Max Peiffer Watenphul offre una riscoperta di questo artista tedesco legato al Bauhaus, ma con uno stile tutto suo, influenzato dal paesaggio italiano e dall’arte veneziana postbellica. Le ottanta opere esposte, tra dipinti, acquerelli e fotografie, ripercorrono una carriera importante ma poco nota.
La Galleria Borghese propone “Metamorfosi. Ovidio e le arti”, una mostra che intreccia mito, natura e trasformazione attraverso capolavori di Bernini, Correggio, Michelangelo, Tiziano e Rubens. Realizzata in collaborazione con il Rijksmuseum di Amsterdam, l’esposizione crea un percorso narrativo ispirato al poema di Ovidio, trasformando la villa in un’esperienza immersiva.
Al Palazzo delle Esposizioni, “Revelation” presenta il lavoro del fotografo Lorenzo Meloni. In dieci anni di scatti, Meloni racconta come crisi ambientali, economiche e conflitti si intreccino nel mondo di oggi. Curata da Giulia Tornari e promossa da EMERGENCY, la mostra invita a riflettere sulle connessioni tra sviluppo, tecnologia e sfruttamento delle risorse, offrendo spunti per un futuro diverso.
Prosegue “Roma in moneta: arte e potere nella storia della città eterna”, un’esposizione unica divisa tra Museo Nazionale Romano, Parco Archeologico del Colosseo e museo VIVE. Più di 160 opere raccontano due millenni di storia attraverso monete, sculture e dipinti, mostrando come simboli e potere siano cambiati nel tempo.
Da segnalare l’apertura dello spazio Ripense dell’Accademia Nazionale di San Luca, dedicato all’arte contemporanea. Si parte con “LIVING! Julian Beck pittore”, mostra che esplora la pittura di Beck, cofondatore del Living Theatre. Tra dipinti, disegni e bozzetti, si scoprono le radici artistiche di un innovatore del teatro.
Infine, l’Art Forum Würth Capena celebra i vent’anni con “Dalla testa ai piedi. Il corpo nella Collezione Würth”. Opere di Botero, Bourgeois, Warhol, Baselitz e altri raccontano il corpo come simbolo e soggetto di trasformazioni culturali e identitarie, attraversando stili e tecniche dall’Ottocento a oggi.
Una stagione ricca e variegata, dove passato e presente si intrecciano senza soluzione di continuità, confermando Roma come una città viva e sempre in fermento sul fronte artistico e culturale.
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