Nel 2023, i Comuni italiani con un’identità culturale spiccata hanno registrato una crescita delle presenze turistiche quasi doppia rispetto alla media nazionale. È un dato che parla chiaro: la cultura non è solo un tesoro da custodire, ma un vero volano per l’economia e lo sviluppo locale. Dietro queste cifre si celano i borghi antichi, i sentieri storici, paesaggi unici e opere d’arte senza tempo. Ma non solo. Anche la cultura contemporanea, spesso invisibile, sta trovando spazio e nuova linfa nelle aree interne, quelle meno battute dal turismo di massa. Una trasformazione che cambia il volto dell’Italia e apre nuove prospettive.
L’ultimo rapporto di Federculture mette in luce come circa mille Comuni su ottomila, ovvero il 12,5%, siano riconosciuti per la loro importanza culturale. Tra questi figurano dodici grandi città, ma ciò che colpisce è la crescita delle presenze turistiche tra il 2019 e il 2025: un +9,8%, quasi il doppio della media nazionale che si ferma al 5%. Un segnale chiaro: la cultura resta la principale ragione per cui i turisti, soprattutto stranieri, scelgono l’Italia.
Sul fronte economico, il turismo culturale muove oltre 56 miliardi di euro all’anno, più della metà del valore totale generato dal settore turistico italiano. Il 60% dei visitatori stranieri indica proprio il patrimonio artistico, monumentale e paesaggistico come motivo principale della visita. Ora, però, la sfida è allungare la stagione turistica e valorizzare le destinazioni meno note ma ricche di storia e ambiente.
Il rilancio delle aree interne passa dal turismo culturale. Spesso tagliate fuori dai grandi flussi turistici, queste zone tornano al centro del dibattito con un approccio più concreto, lontano dagli slogan facili. Il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza mette sul piatto risorse importanti, a patto che i progetti siano ben studiati e responsabili.
Antonio De Rossi, architetto e docente al Politecnico di Torino, sottolinea che la rinascita di questi territori non può limitarsi a conservare il passato. Serve costruire forme culturali nuove, in dialogo con l’ambiente e le comunità locali, intrecciando storie, paesaggi e arti contemporanee per creare esperienze culturali genuine. Un esempio concreto arriva da Catalani, nelle Madonie, con il progetto RITORNI di Luca Pantina: non un festival né una semplice residenza artistica, ma un percorso di ricerca che indaga il senso del ritorno, mettendo in relazione arte, memoria e comunità in modo autentico e duraturo.
Oltre ai dati e alle strategie, non mancano iniziative culturali di spessore, raccontate dalla newsletter Pax, curata da Artribune. Il prossimo numero approfondirà temi utili a chi lavora nel turismo culturale, offrendo spunti concreti per cittadini, viaggiatori e operatori. Tra le proposte più interessanti, la partecipazione alla selezione delle Sette Meraviglie Contemporanee del Mondo e la possibilità di dormire in una palafitta sulle rive del Lago di Ledro, per scoprire com’era la vita nell’Età del Bronzo.
In programma anche itinerari inediti nel Principato di Monaco e nuove opzioni di trekking e ciclovie, pensate per valorizzare il territorio in modo sostenibile. Pax resta così un punto di riferimento per chi vuole restare aggiornato, partecipare a bandi e progetti di ospitalità, e capire le dinamiche del turismo culturale. Il numero speciale in uscita il 31 luglio 2026 offrirà approfondimenti utili per affrontare al meglio la stagione estiva.
Pax è la newsletter quindicinale di Artribune, curata da Livia Montagnoli e Luisa Taliento, dedicata al turismo inteso come scambio di culture, idee e pratiche, non solo come semplice movimento di persone. Arriva direttamente via email ogni due settimane, gratis e senza vincoli, offrendo un quadro aggiornato del settore fatto di dati, storie e proposte.
Attraverso Pax si possono scoprire iniziative innovative, seguire i cambiamenti delle aree più marginali e conoscere territori spesso dimenticati. Il lavoro si basa su fonti affidabili e promuove una riflessione seria sul ruolo reale della cultura nell’economia e nella società italiana. Così, Pax diventa uno strumento prezioso per chi cerca approfondimenti di qualità e vuole partecipare attivamente al futuro del turismo culturale.
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