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Piazza dei Cinquecento a Roma: la riqualificazione si trasforma in catrame, studio architettonico prende le distanze

Davanti alla stazione Termini, cuore pulsante di Roma, Piazza dei Cinquecento mostra i segni di un cantiere senza direzione. Quasi quattro anni fa, uno studio di architetti – It’s – aveva vinto un concorso per la sua riqualificazione. Oggi, però, quel progetto sembra smarrito nel caos di asfaltature improvvise e fermate del bus spostate senza un filo logico. Lo stesso studio ha preso le distanze dagli interventi in corso, lasciando sul tavolo domande senza risposta. Dietro questa frattura c’è molto più di una semplice disputa: tensioni, mancate comunicazioni, scelte che complicano una delle sfide urbanistiche più importanti della città.

Dal concorso all’abbandono del progetto originario

Nel dicembre 2020, Gruppo FS Italiane, Roma Capitale e l’Ordine degli Architetti di Roma lanciarono un concorso internazionale per ridisegnare il nodo Termini e piazza dei Cinquecento. Un’area di circa 4 ettari destinata a diventare uno spazio pubblico moderno, funzionale, capace di migliorare mobilità e vivibilità in uno dei punti più trafficati della città.

Il team guidato da TVK SARL con It’s s.r.l., ARTELIA Italia, NET Engineering, Latitude Platform for Urban Research and Design e Michela Rustici per l’archeologia si aggiudicò il primo premio grazie a un progetto innovativo, attento all’ambiente e alla mobilità sostenibile. Ma da allora, tra il 2024 e oggi, il percorso ha preso una piega diversa.

Dopo aver completato il progetto definitivo e ottenuto tutte le approvazioni, il compito di realizzazione è passato da Grandi Stazioni Rail ad Anas, sempre del Gruppo FS. Lo studio It’s è stato relegato a un ruolo marginale, solo di supporto leggero al responsabile unico del procedimento. Da dicembre 2024, It’s non ha più voce ufficiale nella direzione artistica né nella progettazione esecutiva. Questo allontanamento ha rotto il filo del progetto, portando a cambiamenti significativi e a una totale mancanza di comunicazione.

Nuovi lavori e la dura presa di posizione dello studio It’s

Dal 29 luglio 2025, chi utilizza l’Atac ha visto la piazza sotto nuovi cantieri: si stende un nuovo strato di asfalto, con conseguente spostamento di capolinea e fermate degli autobus. Un cambio che ha creato disagi e sorpresa. Per lo studio It’s è stata “la goccia che ha fatto traboccare il vaso”.

Secondo gli architetti, questa asfaltatura “trasfigura” il terminal degli autobus, inaugurato solo pochi mesi fa e appena riparato. Un intervento fatto senza alcuna consultazione con gli autori del progetto, che segna una perdita di cura sia dal punto di vista estetico che funzionale.

Così, It’s ha deciso di disconoscere formalmente tutto ciò che si sta realizzando. Una reazione forte, maturata dopo ripetuti tentativi di dialogo con Anas e FS Sistemi Urbani finiti nel vuoto e dopo appelli pubblici al Comune di Roma che non hanno ricevuto risposte.

I punti traditi e i problemi che emergono dal cantiere

Lo studio It’s mette in luce almeno quattro aspetti chiave del progetto originale che sono stati ignorati o stravolti:

1. Gestione delle acque – un tema fondamentale, legato alla permeabilità del terreno e alla raccolta naturale delle acque. Questo è stato completamente accantonato, sostituito da un uso massiccio di asfalto, in netto contrasto con gli obiettivi di sostenibilità.

2. Padiglione servizi e BikeUp – pilastri della proposta, con servizi per la mobilità sostenibile e un’area con 300 posti bici, mai realizzati né discussi nelle ultime fasi.

3. Piantumazione dell’arboreto – prevista una ricca piantumazione verde, oggi non si sa se e come sarà portata avanti, lasciando dubbi sulla qualità ambientale futura della piazza.

4. Qualità e scelta dei materiali – la posa dell’asfalto non solo penalizza l’estetica, ma mette a rischio la durabilità delle opere, contraddicendo il lavoro fatto per adattare la piazza ai cambiamenti climatici.

Questi punti erano il cuore del progetto, elementi imprescindibili per un intervento che doveva rendere la piazza più vivibile, sostenibile e moderna. La loro cancellazione solleva dubbi sulla gestione degli appalti pubblici e sulla strategia complessiva di intervento.

La delusione dello studio It’s e il peso della marginalizzazione

La scelta di disconoscere pubblicamente il progetto in corso non riguarda solo piazza dei Cinquecento. È un segnale chiaro di quanto spesso l’architettura perda peso quando arriva il momento di realizzare davvero grandi trasformazioni urbane in Italia.

Il gruppo di progettazione, che ha recentemente vinto con OMA il concorso Roma REgeneration, ribadisce che la qualità non può fermarsi al progetto iniziale. Continuare a seguire l’opera, gestirla con attenzione e comunicare bene sono passaggi fondamentali per trasformare un progetto in un’opera concreta e duratura.

In particolare, It’s denuncia una mancanza di visione d’insieme. La riduzione delle aspettative, il blocco delle innovazioni tecniche e il poco coinvolgimento degli autori sono sintomi di problemi strutturali che affliggono tutto il settore delle grandi trasformazioni urbane.

Cosa ci aspetta per Piazza dei Cinquecento e Roma

Piazza dei Cinquecento rimane un punto strategico per la città: quattro ettari vicini a una delle porte principali di Roma, con il potenziale di cambiare davvero la qualità della vita di cittadini, pendolari e turisti.

Il monito di It’s invita a riflettere sul controllo della qualità e sulla direzione che le istituzioni vogliono dare a un progetto così importante. Il rischio è che tutto finisca in un’operazione ordinaria, senza slancio né innovazione.

Roma si trova davanti a una sfida che va ben oltre questa piazza: riguarda il modo in cui si progettano, realizzano e gestiscono le grandi opere pubbliche nelle città. Con la speranza che questa vicenda non resti un esempio negativo, ma diventi uno stimolo per un cambiamento più aperto e partecipato.

Redazione

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