Roma è un libro aperto, ma le sue pagine più segrete spesso sfuggono allo sguardo. Paolo Portoghesi lo sa bene. Nel suo nuovo progetto, Roma Segreta, questa città si svela lontana dai soliti percorsi turistici. Le foto di Lorenzo Capellini, riprese dall’alto grazie ai droni, rivelano angoli nascosti, dettagli che sfuggono anche ai romani più attenti. Non c’è il Colosseo a rubare la scena, ma un mosaico di memorie e spazi dimenticati, capaci di raccontare una storia diversa. È un invito a guardare Roma con occhi nuovi, a scoprire ciò che spesso resta invisibile anche a chi la vive ogni giorno.
Lorenzo Capellini ci porta a volare sopra Roma, mostrando una città che si svela solo a chi sa guardare da un’altra prospettiva. I Fori Romani, ripresi dall’alto, si mostrano vasti e intensi, rivelando un patrimonio antico ma fragile. Palazzo dei Cavalieri di Rodi, invece, appare come un mosaico di storie, dove ogni dettaglio racconta il passare del tempo con struggente precisione. Il paesaggio urbano classico lascia il posto a una realtà fatta di tante tessere, che il libro svela senza fretta, regalando al lettore nuove emozioni.
Questo lavoro conferma il sodalizio tra Portoghesi e Capellini, già apprezzato nel loro volume su Andrea Palladio. Qui però il tono è più intimo, quasi confidenziale, come se un esperto di lunga data aprisse la porta a un mondo privato, frutto di anni di passione e studio.
Per anni Portoghesi è stato una guida preziosa nel panorama culturale italiano. Storico dell’architettura e progettista, ha raccontato la città nelle sue pieghe più nascoste con uno stile mai scontato, spesso ironico. Nei suoi appunti emergono vie meno conosciute come Via dei Cessati Spiriti o angoli della Caffarella, piccoli spazi carichi di storie e misteri, descritti con occhio attento.
Roma Segreta è più di un libro: è l’eredità di un pensatore che ha saputo leggere Roma come un organismo vivo, fatto di contrasti e segreti. La città viene definita “ambigua e intrigante”, con luoghi nascosti come la Porta Magica di Piazza Vittorio, il Mitreo di San Clemente o Isola Farnese. Sono posti da riscoprire, anche per chi ci vive ogni giorno, perché raccontano una storia spesso ignorata.
Portoghesi ha sempre sfidato il linguaggio architettonico dominante, difendendo il valore della storia e del recupero. Nel suo insegnamento, ha messo al centro il Barocco e Francesco Borromini, simboli di un dialogo vivo tra passato e presente. La sua opera ha influenzato generazioni di architetti, rinnovando modi di pensare e progettare.
Come architetto, Portoghesi ha lasciato tracce ben riconoscibili, con edifici che uniscono tradizione e innovazione. Dai complessi residenziali per i lavoratori Enel a Tarquinia, fino alla Moschea di Roma e al Teatro di Catanzaro, ogni suo progetto dialoga con la storia e la società, affrontando un presente “selvaggio e incerto”, come amava definirlo.
Particolare rilievo ha avuto il suo studio sullo spazio sacro. Per lui, gli edifici di culto non dovevano essere solo spazi fisici, ma luoghi di comunione spirituale con l’eterno. Un approccio che ha rotto con certe tendenze moderne più fredde e razionali.
L’eredità di Portoghesi vive ancora nelle nuove generazioni, grazie anche ai suoi scritti e teorie, capaci di rinnovare la cultura architettonica. Casa Baldi resta un esempio di come stile e ambiente possano fondersi senza forzature, creando un dialogo vero.
Questo libro non è solo un album di fotografie, ma anche una testimonianza della forza narrativa di Portoghesi. La sua scrittura richiama non solo luoghi, ma anche personaggi e storie che animano la città più minuta. Riferimenti a Pasquino e Piranesi ci ricordano una Roma popolata da volti e figure che completano il quadro delle grandi architetture.
Chi ha seguito le sue ultime lezioni ricorda la sua capacità di coinvolgere, di legare passato e presente con parole piene di fascino. Un momento significativo è stato a Piazza Fontanella Borghese, dove passanti e cittadini si sono fermati per ascoltarlo, rapiti dalla sua voce.
Roma Segreta parte da Campo de’ Fiori, simbolo del legame tra città e memoria, e si sofferma anche su leggende metropolitane, come quella della finestra nascosta al Palazzaccio. Attraverso questi racconti, Portoghesi rilancia la sfida di recuperare la storia, sottolineando l’importanza di custodire non solo i monumenti, ma anche ciò che resta invisibile e forma l’anima della Capitale.
Resta infine il sogno di un recital dedicato a Giuseppe Gioachino Belli, da tenere proprio nei vicoli e nelle piazze amati dal poeta, un progetto mai realizzato che racconta quanto profondamente Portoghesi abbia amato Roma in ogni sua sfumatura.
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