Nel 1986, il Magic Tour dei Queen ha acceso le platee di tutto il mondo con un’energia mai dimenticata. Oggi, a Bologna, quella magia torna a vivere tra le mura del Museo internazionale e biblioteca della musica. QUEEN. The Last Tour non è una semplice mostra: è un tuffo diretto nell’ultima avventura dal vivo della leggendaria band inglese, raccontata attraverso scatti inediti e memorabilia autentici. Chi varca la soglia si ritrova immerso in un viaggio che ripercorre ogni nota, ogni emozione di un’epoca che ancora fa battere forte il cuore di milioni di fan. Non è solo storia: è un’esperienza da vivere, adesso, qui.
La mostra, curata da Pascal Casadei van Raamsdonk, si compone di 37 foto di medio e grande formato scattate dal fotografo Torleif Svensson. Grazie a un accesso privilegiato dietro le quinte e sul palco durante il Magic Tour del 1986, Svensson ha catturato momenti di rara intensità, mettendo a fuoco la forza artistica e umana di Freddie Mercury, mai così autentica. Le immagini restituiscono non solo la potenza musicale, ma soprattutto l’anima e la teatralità dei membri della band durante le esibizioni, fino allo storico concerto finale di Knebworth Park, il 9 agosto 1986, davanti a circa 120.000 spettatori.
Accanto alle fotografie, la mostra espone una selezione di oggetti originali appartenuti ai Queen e a Mercury in persona. Molti di questi pezzi, mai mostrati prima, includono strumenti, abiti di scena, accessori e effetti personali. Il confronto tra queste rarità e le collezioni permanenti del museo crea un percorso che mette in dialogo epoche diverse della musica, sottolineando come gli oggetti aiutino a costruire e tenere vivo il mito di una band immortale.
Il Museo internazionale e biblioteca della musica di Bologna è la cornice perfetta per QUEEN. The Last Tour, grazie al suo prezioso patrimonio musicale europeo. “Bohemian Rhapsody”, la celebre canzone di Freddie Mercury, richiama direttamente la musica operistica classica, con riferimenti al “Figaro” e a due capolavori custoditi proprio in questo museo: “Il barbiere di Siviglia” di Rossini e “Le nozze di Figaro” di Mozart.” Questi legami creano un filo rosso tra l’eredità operistica europea e la modernità provocatoria della band inglese.
Così, la mostra diventa non solo un omaggio al rock, ma anche un’occasione per riflettere su come la musica racconti culture diverse e si evolva mantenendo salde le radici nel passato. Le fotografie di Svensson amplificano questa idea, unendo il mito storico dei Queen alla tradizione musicale europea in un unico racconto che coinvolge appassionati di tutte le età.
Tra i cimeli più importanti in mostra spiccano alcuni oggetti personali e artistici di grande valore. Il disco d’oro di “We Are The Champions”, consegnato a Brian May, attira subito l’attenzione, insieme a una replica ufficiale autografata della leggendaria chitarra Red Special. I visitatori possono ammirare anche il piatto e le bacchette di Roger Taylor, oltre a vari oggetti appartenuti a Freddie Mercury, che rivelano la sua passione per l’arte e il collezionismo.
Un contributo speciale arriva dal cantautore Cesare Cremonini, che ha donato al museo due capi iconici: la camicia indossata da Mercury durante il suo arrivo in elicottero a Knebworth Park e la famosa canotta gialla “Champion” sfoggiata nell’ultimo concerto. Questi pezzi aumentano il valore di una mostra che testimonia il legame forte tra l’arte contemporanea e il mito della band.
La mostra ha un valore particolare anche per il legame con due anniversari importanti: nel 2026 ricorrono i 40 anni dal Magic Tour e l’80° dalla nascita di Freddie Mercury, nato il 5 settembre 1946. QUEEN. The Last Tour si presenta così come un’esperienza emozionante che unisce la memoria storica del rock a queste ricorrenze, capace di attrarre nuovi visitatori e coinvolgere i fan di sempre.
Torleif Svensson, fotografo svedese di lunga esperienza, racconta le difficoltà e le emozioni di immortalare la band dal vivo nel 1986. All’epoca, le limitazioni tecniche della fotografia analogica richiedevano una concentrazione estrema: ogni scatto doveva essere perfetto, dall’esposizione alla messa a fuoco, senza poter vedere subito il risultato. Svensson usava macchine Nikon F3 motorizzate e una Hasselblad con solo 12 scatti per rullino, un’impresa che richiedeva tempismo e precisione.
Oggi con la tecnologia digitale si possono scattare migliaia di foto e controllarne subito la qualità. Ma proprio quella difficoltà dell’analogico ha reso speciale il lavoro di Svensson, che voleva catturare non solo un’immagine di un concerto, ma l’essenza vera del momento, la sua energia e la sua emozione.
A distanza di quaranta anni, il fotografo riflette su come titoli di scatti come “Let Me Live”, “Who Wants to Live Forever” o “Was It All Worth It” abbiano preso un significato nuovo e più profondo, trasformando la documentazione in memoria storica. Una foto scattata oggi si carica di storia col passare del tempo.
Tra tutti gli scatti, Svensson indica come simbolo dell’eredità dei Queen quella che ritrae Freddie Mercury con corona e mantello durante il gran finale a Knebworth. A prima vista sembra un classico ritratto del frontman sicuro di sé e teatrale, ma oggi mostra un contrasto ben più profondo: quella fu l’ultima volta che Freddie salì sul palco con i Queen davanti al pubblico.
L’immagine trasmette insieme trionfo e solitudine, un addio inconsapevole per chi era lì. Quello scatto racchiude la musica, il dramma, l’ironia e la forza scenica della band, raccontando un momento ormai scolpito nella memoria collettiva del rock. Non è solo una foto, ma un vero patrimonio visivo che conserva l’anima di un’epoca irripetibile.
Senza usare termini altisonanti, Svensson sente forte la responsabilità di rappresentare e conservare un passato musicale che appartiene non solo a lui, ma a milioni di persone. La scelta di rendere pubbliche queste immagini, soprattutto dopo il successo del film “Bohemian Rhapsody”, nasce dal desiderio di condividere un’esperienza unica e intensa.
Le fotografie di QUEEN. The Last Tour non raccontano solo un concerto o una band, ma documentano un pezzo di storia che è diventato parte dell’identità culturale della musica popolare. Questo impegno nel mostrare e narrare quel periodo si traduce in un tributo prezioso ai Queen, offrendo un percorso che invita a nuove riflessioni e interpretazioni da parte del pubblico di oggi.
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Fino all’11 ottobre 2026, il Museo internazionale e biblioteca della musica in Strada Maggiore 34 a Bologna ospita questa mostra esclusiva. Un’occasione da non perdere per immergersi nella magia dell’ultimo tour di una delle band più iconiche del rock mondiale.
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