Nel 2024, anno degli 800 dalla morte di San Francesco, la Basilica di Assisi si svela come mai prima d’ora. Non solo una visita, ma un’immersione totale: immagini a 360 gradi e dettagli gigapixel permettono di entrare virtualmente tra gli affreschi che raccontano secoli di arte e fede. Dalla maestosità della Chiesa Superiore agli angoli nascosti della Chiesa Inferiore, ogni particolare, ogni sfumatura architettonica è a portata di click. Un viaggio digitale che trasforma un simbolo medievale in un’esperienza contemporanea, accessibile a chiunque, ovunque.
L’idea nasce dai Frati Minori Conventuali, custodi della Basilica, che hanno voluto trasformare il sito in un’esperienza digitale per garantire a tutti un accesso più ampio alla cultura e allo stesso tempo offrire uno strumento avanzato per la tutela e il monitoraggio. La digitalizzazione è stata realizzata da Haltadefinizione insieme all’Università di Firenze, con il supporto di BPER. L’obiettivo è creare un archivio digitale di altissima qualità, fatto non solo di fotografie dettagliate, ma anche di modelli 3D e dati che raccontano lo stato di conservazione delle opere e dell’edificio.
La Basilica è un capolavoro di valore storico e artistico inestimabile, ma anche un sito molto delicato. Grazie a questo approccio digitale, si può conservare un’immagine fedele del monumento, fondamentale per restauratori e studiosi dell’arte medievale e del messaggio francescano. Non è solo una banca dati: è un vero e proprio “gemello digitale” della basilica, pensato anche per prevenire e gestire rischi legati all’ambiente e all’intervento umano.
Questo progetto arriva in un contesto segnato da eventi difficili, come il terremoto del 1997 che danneggiò gravemente la Basilica, in particolare la Chiesa Superiore. Il crollo di alcune volte portò alla perdita di ampie parti degli affreschi, tra cui opere di Cimabue e Giotto. I restauri si basarono su vecchie foto d’archivio, lo stesso materiale che oggi dà vita a questo percorso virtuale.
Negli ultimi vent’anni si è lavorato non solo per riparare i danni visibili, ma anche per costruire una memoria digitale che permette di “camminare” dentro il complesso monumentale. Le nuove tecnologie riprendono quel metodo, ma con una precisione e una quantità di dati molto maggiori, fissando così un nuovo standard nella conservazione digitale del patrimonio artistico.
Ad oggi la piattaforma “Preserving Assisi” è completata per circa metà. Nel 2022 era già online la digitalizzazione completa a 360° della Chiesa Superiore; ora si sono aggiunti gli interni della Chiesa Inferiore e alcune aree esterne. L’obiettivo è arrivare a una copertura ancora più ampia entro il 2027, inserendo contenuti sempre più dettagliati.
I numeri sono impressionanti: oltre 52.000 fotografie, più di 100 immagini gigapixel e più di 30 scatti a 360°. Solo nella Chiesa Inferiore si contano 21 immagini immersive. Tutto questo si integra in un sistema capace di mettere in relazione immagini, modelli tridimensionali e testi, offrendo al visitatore un’esperienza davvero unica.
Chi visita la piattaforma può esplorare virtualmente gli angoli meno accessibili della Basilica Inferiore, come la cappella di San Martino, Santa Maria Maddalena, San Nicola, il transetto e la volta del presbiterio. Le immagini ad alta definizione permettono di zoomare e osservare con precisione la trama delle superfici, i colori e lo stato di conservazione delle opere.
Uno dei pezzi forti è l’immagine gigapixel della Crocifissione di Pietro Lorenzetti, risalente al 1320, nel transetto meridionale. Con una risoluzione di oltre 100.000 x 78.000 pixel, quasi 8 miliardi di pixel in tutto, è uno degli scatti più grandi del progetto. Navigando tra i tour virtuali e le immagini ad alta definizione si possono cogliere ogni pennellata e dettaglio architettonico, anche quelli che sfuggono a una visita in presenza.
Fra Marco Moroni, Custode del Sacro Convento di San Francesco, definisce questa iniziativa come “un modo per rendere la cultura davvero accessibile a tutti, un percorso di condivisione che riflette i valori francescani, offrendo a chiunque la possibilità di avvicinarsi a un patrimonio che è di tutti.”
Nel ritmo frenetico che domina le nostre giornate, fermarsi sembra un lusso raro, quasi un…
Appena varcata la soglia dello Shed di Pirelli HangarBicocca, lo sguardo cade subito su molle…
“Esitare non è perdere tempo, ma guadagnarlo.” Massimo Carboni mette in discussione un’idea che di…
Il 1° ottobre, il Teatro Manzoni di Milano accenderà le luci su un nuovo capitolo…
Quasi 40mila visitatori in soli cinque mesi: un traguardo che parla chiaro. La mostra “Franciscus.…
Milano sta per tornare a respirare arte tridimensionale. Dal 2 al 4 ottobre 2026, Milano…