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Il Circo Rivoluzionario di Roma: Arti Circensi a Castel Sant’Angelo con “Il Castello degli Angeli Ostinati”

Castel Sant’Angelo si trasforma in un teatro a cielo aperto, invaso da artisti, acrobati e performer. Dal 28 luglio al 2 agosto 2026, il monumento romano vive una seconda edizione di “Il Castello degli angeli ostinati”, un circo che rompe gli schemi tradizionali. Non è un semplice spettacolo, ma un viaggio tra arte e movimento, dove ogni angolo del castello diventa parte della scena. Tra i marmi antichi e le torri, cittadini e turisti si lasciano guidare in un racconto che unisce passato e presente, storia e meraviglia.

L’Angelo e la Luna: cinque mesi di cultura a Castel Sant’Angelo

Da sei anni, il festival L’Angelo e la Luna anima Castel Sant’Angelo da luglio a ottobre. Sotto la guida di Anna Selvi, l’evento trasforma questo storico edificio in un laboratorio culturale aperto, capace di unire produzione artistica e coinvolgimento diretto del pubblico. Non si tratta solo di musica o teatro: performance, danza e, per la prima volta, circo si fondono per creare un mosaico di linguaggi che parlano a spettatori diversi. Quindici spettacoli in 41 repliche hanno riportato l’attenzione su uno dei simboli di Roma, invitando a guardarlo oltre la solita visita turistica.

Il festival è riuscito a portare forme artistiche nuove negli spazi museali, offrendo eventi in orari poco convenzionali e raggiungendo così pubblici variegati. Il successo della rassegna nasce anche dalla chiara volontà di vedere il patrimonio culturale non come un contenitore fermo, ma come terreno fertile per sperimentazioni capaci di accendere emozioni fresche.

Un circo che rompe gli schemi: il progetto di Giacomo Costantini

“Il Castello degli angeli ostinati” nasce dalla collaborazione tra la direttrice artistica Selvi e il drammaturgo circense Giacomo Costantini. La loro sfida? Ribaltare l’idea tradizionale di circo con un format itinerante che si snoda lungo il percorso museale di Castel Sant’Angelo. Qui lo spettacolo non è una serie di numeri isolati, ma un racconto che si sviluppa in più tappe, un vero e proprio viaggio nella storia e nelle leggende del castello.

Selvi ha raccontato di essere rimasta colpita da Costantini già alla prima visione di uno dei suoi spettacoli, e da allora ha pensato a come portare quel linguaggio in un luogo così unico. Il risultato è un’esperienza pensata per lo spazio, che usa voci, gesti circensi e architettura, giocando su un contrasto tra maestosità e leggerezza che ha conquistato pubblico e commissioni per due anni di fila. Questo progetto dimostra come le arti contemporanee possano ridare vita e interesse a luoghi storici, attirando un pubblico più ampio e curioso.

Wu Ming e la drammaturgia: un circo che racconta storia e mito

A differenza del circo tradizionale, “Il Castello degli angeli ostinati” punta tutto sul racconto. Il collettivo letterario Wu Ming ha scritto una drammaturgia complessa che lega coreografie aeree, acrobazie e momenti comici con una narrazione che attraversa i secoli. Lo spettacolo si svolge su due percorsi paralleli nel museo, dove ogni tappa svela pezzi di storia e fantasia.

La musica dal vivo accompagna gli attori-circensi, amplificando ogni gesto. Attraverso la storia della scultura dell’Arcangelo Michele, simbolo centrale del Castello, lo spettacolo intreccia mito e realtà in un’esperienza immersiva. Racconta le trasformazioni di questa icona: dai danni subiti, alle ricostruzioni, fino alla sua presenza sempre vigile sulla città di Roma. Così il circo diventa una lente per illuminare la memoria di Roma con un linguaggio moderno e suggestivo.

Un circo innovativo nel cuore di Roma

“Il Castello degli angeli ostinati” è una novità assoluta a Roma. Per la prima volta un circo di creazione trova spazio in un museo così importante, affiancandosi alle altre arti performative. Il progetto supera la frammentazione artistica, creando una sintesi tra danza, teatro, musica e circo. Anna Selvi ha spiegato che la scelta di Costantini si basa sulla sua capacità di unire sperimentazione e tradizione, mantenendo un linguaggio accessibile a spettatori di tutte le età e provenienze.

Il tema centrale, le vicende dell’Arcangelo Michele e della sua statua, lega la narrazione alla storia del castello, fondendo poesia e azione scenica. Questo incontro tra arte e monumento propone un modo nuovo di vivere il patrimonio culturale, mostrandolo come uno spazio vivo e dinamico.

Giacomo Costantini e Wu Ming: quando circo e letteratura si incontrano

Da oltre dieci anni, Costantini lavora sul rapporto tra circo, musica e scrittura, andando oltre il solo linguaggio del corpo. Nei loro spettacoli la narrazione è protagonista, dando forma a uno show che coinvolge non solo la tecnica, ma anche la mente e l’emozione degli spettatori. Wu Ming ha contribuito con un’analisi storica, in particolare sulla vicenda della statua simbolo, e con un metodo che chiamano “termodinamica della fantasia”: un modo per colmare le lacune storiche con invenzioni letterarie originali.

Questo approccio ha permesso di creare uno spazio dove il gesto circense si fonde con il racconto scritto, suscitando riflessioni e sorprese. Lo spettacolo diventa così un laboratorio artistico dove diversi linguaggi si parlano, dentro il suggestivo scenario di Castel Sant’Angelo.

Artisti internazionali portano energia e tecnica nel museo

La compagnia guidata da Costantini ha riunito talenti da tutto il mondo, dando vita a uno spettacolo collettivo di alto livello. Tra gli interpreti spicca il Duo Kaos, duo guatemalteco che mescola acrobazie a coreografie dense di simbolismi e ricerca sonora, protagonista nella Sala Paolina. Andrea Farnetani, clown e giocoliere, ha incantato con il suo mix di magia e abilità manuali.

Sulla terrazza all’aperto, Guenda Bournens ha eseguito acrobazie aeree sul cerchio, mentre nella biblioteca Selyna Bogino ha stupito con antipodismo e hula hoop, regalando emozioni intense. A guidare il pubblico tra gli spazi dello spettacolo sono stati Clio Gaudenzi, artista poliedrica, e Luca Terranova, noto come Mago Novas. La colonna sonora dal vivo, fondamentale per l’atmosfera, è stata affidata a Valeria Sturba, polistrumentista e compositrice, e Giuseppe Franchellucci, violoncellista. Il loro lavoro ha creato un filo sonoro che accompagna e valorizza ogni momento della performance.

Questa squadra di artisti conferma come la produzione abbia saputo unire stili e tecniche diverse, amplificando la ricchezza espressiva e trasformando Castel Sant’Angelo in un vero crocevia di contaminazioni culturali.

Redazione

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